Cari internauti,
no, non mi piace granchè. Riproviamo.
Cari lettori
oddio, troppo autoreferenziale, cambiamo.
Cari pazzi di catene che per vocazione o ventura incappate regolarmente in queste pagine
(ecco si, così mi piace molto dippiù)
Oggi non vi parlo di studio Grandicello (anche se ci sarebbe tantissimo di cui parlare, ma aspetto giusto che si compiano alcuni avvenimenti domani e dopodomani in modo da sfornare in un solo colpo una trilogia degna di Tolkien....magari non così lunga direi...o spererei....ma solo perchè infondo infondo vi voglio bene).
Dicevo, oggi niente storie di vita vissuta in Studio Grandicello, perchè devo pagar pegno al nuovo mondo cui ormai da un annetto a questa parte appartengo. Oddio forse "appartengo" è troppo forte...diciamo "bazzico", anche perchè se uso "appartengo" mi viene in mente la canzone di Ambra "ti giuro amore un amore eternoooooo".
Scusate, prendo il lexotan e torno da voi.
Plink ... Plink ....Plink.....glugluglu.....ahhhhhhhhhhhhhh
Cari amici, dicevo .... no, non si tratta del mondo dei sanatori mentali, mi riferisco al mondo dei blogger.
(wow quant'è fico dire 'sono una blogger'???ci penso solo ora.....quando dico 'faccio l'avvocato' non mi si fila nessuno....invece se dico 'ciao, sono una blogger', magari con voce profonda e sguardo sensualo imbrocco come una dannata....si, mi devo presentare così, ora mi preparo anche i bigliettini da visita)
Comunque, la mia amica di blog La Fiammiferaia (ATTENZIONE: sono riuscita a creare il link al sito!!!!!!!!mamma hai visto??non ho studiato tutti questi anni per nulla!!!!!!so fare qualcosa di socialmente utile!!!) mi ha carinamente (e molto generosamente) nominato per il premio "Il Blog 100% Affidabile" (e sono due link...no dico due!!!!ma vieniiiiiiiii!!!!).
Ora, questo mi spinge ad operare come segue:
1) devo spiegare quando e perchè ho deciso di aprire questo blog; e
2) devo nominare altri 5 blog che ritengo abbiano le caratteristiche per il premio.
Analizzando il punto 1). Come fosse un film di Carlo Vanzina, questo blog è nato durante le "vacanze di Natale 2010", il 27 dicembre per l'esattezza. In realtà ha radici lontane. Come ben sa chi mi conosce da tempo, grazie al blackberry messo in dotazione da Studio Grandicello, ormai da anni mi dilettavo a raccontare via mail ai miei amici più cari i tanti aneddoti buffi o divertenti che mi capitavano (che fossero uscite pseudo romantiche, vacanze estive, vita di studio, poco rilevava: l'importante è che ci fosse una radice 'comica' alla base di cui ridere e di cui - soprattutto - far sorridere). Così - complice l'assurda bolla in cui si vive in Studio Grandicello - ho pensato bene di ampliare potenziale pubblico e condivisione (anche perchè risulta molto più comodo scrivere assurdità sulla tastiera del pc, anzichè digitarle sui minuscoli tasti di un blackberry).
Ciò detto passiamo al punto 2). Come se fossimo al Grande Fratello, facciamo le 5 nominations! Prima di procedere, sbrogliamo un paio di punti preliminari. Ossia: quali caratteristiche deve avere un blog per essere nominato?E' presto detto:
Come si distingue un Blog Affidabile? Per alcuni semplici ma importanti regole:
1) E' aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità
Ora, sorvolando sulle motivazioni che hanno spinto la cara Fiammiferaia a nominarmi (grazie sorella, ti devo una pizza!) ritenendo che questo sciagurato blog avesse queste caratteristiche, ho un GROSSO problema pratico: non tutti i blog che seguo (o seguivo) aggiornano proprio "regolarmente", ma nonostante questo, ve li segnalerò ugualmente perchè (a mio insindacabile giudizio) ritengo meritino una nomination.
Ciò detto, ecco le mie 5 nominations (assolutamente in ordine sparso):
La Fiammiferaia (devo nominarti per forza: il tuo è uno dei pochi blog che seguo giornalmente!)
Memorie di Una Vagina (semplicemente grandioso!Grazie alla mia Grande Amica per avermelo segnalato!)
C5 (era proprio un bel blog, quando lo aggiornava!niente ironia qui però, solo poesia seria)
Lì Dietro (ho scoperto solo pochi giorni fa....le 16 puntate di un omonimo avvocato pentito....è lì ho avuto conferma - qualora ce ne fosse bisogno - che gli avvocati pentiti e le belle "penne" sono donne!)
Ironia Prima di Tutto (scoperto grazie ad Aspirante Qualcosa!)
Ciò detto non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima!
E...blog power! (cavolo quanto mi piace!)
mercoledì 28 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
RIconoscimenti di Chiamata
Dio dei telefoni, perchè hai creato il riconoscimento di chiamata?
No, dico, è uno strumento estremamente utile ... per esempio in caso di stalking, per risalire ai molestatori.
Oppure lavorativamente perchè sapere (in anticipo) chi ti tampin...aehm, volevo dire, chi ti cerca può essere risolutivo della giornata: a te rispondo, a te invece no, brutto rompiscatole sputadubbi (soprattutto se i predetti dubbi sono sputati (i) la mattina, prima del caffè; e/o (ii) la sera dalle 19.30 in poi).
Certo, a volte il riconoscimento di chiamata qualche guaio lo crea.
Nelle settimane passate, No Brain aveva ricevuto chiamate, sul diretto, da un numero non immediatamente riconducibile a qualcuno.
Giorno 1
Sul display appariva quel numero (02.8675 ecc.), No Brain anzava la cornetta (e lì si sa: Mondial casa ti aspetta. Ok, scusate, pessima battuta) e con tono professionale e voce che arrivava dritta dritta dal diaframma pronunciava il suo "pronto?".
Dall'altro capo del telefono, una voce altrettanto professionale, seria, compita e profonda chiedeva con tutto il suo diaframma "Parlo con l'Avvocato No Brain".
No Brain (diaframma + un po' di singhiozzo) "certo. Dica pure".
Altro capo del telefono "Ahahahahahahah ma che non m'hai riconosciuto???ahahahahahah ma che voce fai???ahahahahah ma non ci si crede!!sono io, Andrea, possibile che non l'avevi capito???E smettila con questa voce che tanto si sa che dentro Studio Grandicello fai fotocopie!!ahahahahahh".
Giorno 2 (non proprio consecutivo al Giorno 1)
Sul display appariva quel numero (02.8675 ecc.), No Brain anzava la cornetta (evito battute) e con tono professionale e voce che arrivava dritta dritta dal diaframma pronunciava il suo "pronto?".
Voce altrettanto professionale, seria, compita e di pieno diaframma "Parlo con l'Avvocato No Brain?".
No Brain (diaframma + parecchio singhiozzo...avete mai provato ad usare il diaframma voi??) "certo. Dica pure".
Voce dall'altro capo del telefono: "ahahahahahahah!!!ma ancora???ma non mi riconosci proprio????ahahahah se ti ascoltassi che voce hai!!!"
Giorno 3 (non troppo lontano dal Giorno 2)
Sul display appariva quel numero (02.86 ecc.), No Brain anzava la cornetta (questa volta nemmeno sto pensando a Mondial Casa....ops....) e con tono professionale e voce che arrivava dritta dritta dal diaframma pronunciava il suo "pronto?".
Voce altrettanto professionale, seria, compita e di pieno diaframma "Parlo con l'Avvocato No Brain?".
No Brain, rinunciando al diaframma: “sisi, certo, quando non faccio fotocopie faccio finta di far l'Avvocato. La finiamo quindi?”
Dall’altra parte del telefono: "....." (silenzio pregno di imbarazzo)
No Brain: "oh, hai perso la voce??lo vedi ad usare il diaframma a sproposito??ahahahah“
Dall'altra parte del telefono. Gelido e secco. "sono dello Studio Castrioni Mazzanti Viendalmare”
No Brain: “ahahahah!ti potevi inventare un nome meno ridicolo almeno??ma che studio potrebbe avere un nome simile?allora ho l'onore di parlare con Andrea dello Studio Castrioni Mazzanti Viendalmare"
Dall’altra parte del telefono (tono virante verso il seccato) “No. Ha l'onore di parlare con Fabrizio dello Studio Castrioni Mazzanti Viendalmare”.
No Brain (tono virante nettamente verso il falsetto): ".... Scusi, sono la ragazza delle fotocopie. Le chiamo l'avvocato. (voce in lontananza) avvocatooooo ho risposto io al telefono visto che lei era in riunione con il fondo americano,,,,può venire subito?ah no??Mi dispiace, non può venire. La faccio richiamare io. .... Mi ripeterebbe il nome del suo studio per cortesia?"
No, dico, è uno strumento estremamente utile ... per esempio in caso di stalking, per risalire ai molestatori.
Oppure lavorativamente perchè sapere (in anticipo) chi ti tampin...aehm, volevo dire, chi ti cerca può essere risolutivo della giornata: a te rispondo, a te invece no, brutto rompiscatole sputadubbi (soprattutto se i predetti dubbi sono sputati (i) la mattina, prima del caffè; e/o (ii) la sera dalle 19.30 in poi).
Certo, a volte il riconoscimento di chiamata qualche guaio lo crea.
Nelle settimane passate, No Brain aveva ricevuto chiamate, sul diretto, da un numero non immediatamente riconducibile a qualcuno.
Giorno 1
Sul display appariva quel numero (02.8675 ecc.), No Brain anzava la cornetta (e lì si sa: Mondial casa ti aspetta. Ok, scusate, pessima battuta) e con tono professionale e voce che arrivava dritta dritta dal diaframma pronunciava il suo "pronto?".
Dall'altro capo del telefono, una voce altrettanto professionale, seria, compita e profonda chiedeva con tutto il suo diaframma "Parlo con l'Avvocato No Brain".
No Brain (diaframma + un po' di singhiozzo) "certo. Dica pure".
Altro capo del telefono "Ahahahahahahah ma che non m'hai riconosciuto???ahahahahahah ma che voce fai???ahahahahah ma non ci si crede!!sono io, Andrea, possibile che non l'avevi capito???E smettila con questa voce che tanto si sa che dentro Studio Grandicello fai fotocopie!!ahahahahahh".
Giorno 2 (non proprio consecutivo al Giorno 1)
Sul display appariva quel numero (02.8675 ecc.), No Brain anzava la cornetta (evito battute) e con tono professionale e voce che arrivava dritta dritta dal diaframma pronunciava il suo "pronto?".
Voce altrettanto professionale, seria, compita e di pieno diaframma "Parlo con l'Avvocato No Brain?".
No Brain (diaframma + parecchio singhiozzo...avete mai provato ad usare il diaframma voi??) "certo. Dica pure".
Voce dall'altro capo del telefono: "ahahahahahahah!!!ma ancora???ma non mi riconosci proprio????ahahahah se ti ascoltassi che voce hai!!!"
Giorno 3 (non troppo lontano dal Giorno 2)
Sul display appariva quel numero (02.86 ecc.), No Brain anzava la cornetta (questa volta nemmeno sto pensando a Mondial Casa....ops....) e con tono professionale e voce che arrivava dritta dritta dal diaframma pronunciava il suo "pronto?".
Voce altrettanto professionale, seria, compita e di pieno diaframma "Parlo con l'Avvocato No Brain?".
No Brain, rinunciando al diaframma: “sisi, certo, quando non faccio fotocopie faccio finta di far l'Avvocato. La finiamo quindi?”
Dall’altra parte del telefono: "....." (silenzio pregno di imbarazzo)
No Brain: "oh, hai perso la voce??lo vedi ad usare il diaframma a sproposito??ahahahah“
Dall'altra parte del telefono. Gelido e secco. "sono dello Studio Castrioni Mazzanti Viendalmare”
No Brain: “ahahahah!ti potevi inventare un nome meno ridicolo almeno??ma che studio potrebbe avere un nome simile?allora ho l'onore di parlare con Andrea dello Studio Castrioni Mazzanti Viendalmare"
Dall’altra parte del telefono (tono virante verso il seccato) “No. Ha l'onore di parlare con Fabrizio dello Studio Castrioni Mazzanti Viendalmare”.
No Brain (tono virante nettamente verso il falsetto): ".... Scusi, sono la ragazza delle fotocopie. Le chiamo l'avvocato. (voce in lontananza) avvocatooooo ho risposto io al telefono visto che lei era in riunione con il fondo americano,,,,può venire subito?ah no??Mi dispiace, non può venire. La faccio richiamare io. .... Mi ripeterebbe il nome del suo studio per cortesia?"
lunedì 27 febbraio 2012
Preparazione culturale a 360° (Parte II - Piccolo dizionario dei Miti e degli Eroi)
Ci sono alcune ragioni recondite che spingono la gente a ritenere che un medico, un avvocato o un ingegnere debbano essere persone colte.
Purtroppo - e su questo molti di voi sapranno darmi ragione - le ore spese a studiare non necessariamente vanno di pari passo con la cultura generale di un individuo.
A seconda del significato che a questa parola (“cultura”) si voglia dare.
Il più delle volte - anzi - m’è capitato di trovare cultura tangibile in persone che non avevano completato alcun tipo di studi particolare. Al contrario, la bistrattata categoria cui mio malgrado appartengo, si dimostra spesso spietatamente monoculturale.
Ciò nonostante, l’uomo medio - di primo acchito - ha tendenza ad affrontare discorsi seri e complicati quando si trova a parlare del più e del meno con un avvocato (o un’avvocatessa, per tornare alle definizioni dello scorso post).
Evidentemente, nel sentire comune (o almeno nel “sentire” comune di qualcuno) non puoi startene seduto con avvocato che conosci appena a parlare di meteo, viaggi, programmi televisivi e dolori articolari come faresti con qualsiasi altro semi-sconosciuto.
Con un avvocato parli di cose serie.
Bene.
Uomo medio, ora - anche se non conoscessi il mio blog e quindi non sapessi che non sono un esempio di serietà compita - mettiti nei miei panni. Dopo 12 ore chiusa in uno studio legale a leggere norme e giurisprudenza, a zampettare su una tastiera per scrivere quattro pagine di contorti ragionamenti giuridici (rectius “seghe mentali”), a stare dietro alle paturnie (raffinatamente legali) dei propri capi (rectius “descrivere con dovizia di particolari l’attività svolta da allegare alla parcella”). Uomo medio, guardami negli occhi e mettiti una mano sulla coscienza: dopo tutta una giornata trascorsa in questa maniera, può farmi davvero così schifo mettere il cervello in log-off e parlare dell’ultima stagione di Criminal Minds?
Anche perché, uomo medio semi-sconosciuto, se alla fine di una giornata lavorativa mi parli di cose troppo strutturate 1) non riesco a starti dietro; 2) comincio a pensare ai fatti miei e (soprattutto) 3) quando tento di re-inserirmi nella conversazione colleziono magnifiche figuracce.
Come segue.
Localizzazione: Cena-senza-impegno-post-lavoro.
Argomenti affrontati: come da partita di trivial pursuit. Storia/Politica/Geografia/Arte, con criterio di assegnazione assolutamente random. Spettacolo assolutamente no. Troppa leggerezza.
Livello di concentrazione dell’interlocutore: 200%
Livello di concentrazione di No Brain: 1.5%.
Fattori esterni che minano il livello di concentrazione: Al tavolo affianco una ragazza racconta alle amiche le proprie avventure sessuali con il suo capo. Sul luogo di lavoro. Dicesi anche concorrenza sleale.
Livello di concentrazione di No Brain su argomenti di conversazione del Fattore Esterno: 700%.
[…Stralcio di Conversazione]
Interlocutore: “hai presente no?Le grandi opere della storia dell’arte….”
No Brain: “esatto” [Come sa chi mi conosce bene ‘esatto’ è la parola che uso di default quando non seguo una conversazione. Questo era più o meno il decimo esatto della serata. Dopo soli 30 min di conversazione. Un piccolo record]
Int.: “l’Ermitage, il Louvre, i patrimoni dell’umanità”
N.B. : “esatto…”
Int. “Anche se credo nulla possa competere…indovina con quale museo?”
N.B. “esatto”
Int. “…..scusa come?che vuol dire ‘esatto’?”
N.B. [maledizione!!] “…no….ahem….nel senso che hai ragione tu….ci sono altri fattori da considerare” [di che cavolo stava parlando????concentrati!!!non pensare a questa che sta raccontando i dettagli di quando è stata spalmata sulla scrivania….porca vacca….sulla scrivania, con una riunione nella stanza accanto, vi rendete conto???]
Int. “ecco il punto!!altri fattori!!!per me nulla è comparabile alla Galleria Borghese di Roma!!Hai presente?”
N.B. “ [….] ho presente […] si, ho proprio presente”.
Int. “Lì ci sono le due più belle opere dell’umanità”
N.B. “esatto [stavolta ci stava tutto!!]”
Int. “indovina quali sono?”
N.B. “[e che cacchio!!cos’è un’interrogatorio??]….ahem….un aiutino?”
Int.: “una è la statua di Paolina Borghese. E l’altra??Devi indovinare tu!”
N.B. “[Ma perché devo indovinarla io??dimmelo e facciamola finita!!...ok, ok, concentrati….ce la possiamo fare. Dunque, Paolina Borghese-------- quindi, Canova….Canova….] Amore e Psiche!!!”
Int. “No!!!!!!!!!!!!!!”
N.B. “[ecchecazzo!]”
Int: “Amore e Psiche è al Louvre!!!Concentrati!!ho detto Galleria Borghese!!!”
N.B.: “[porca vacca galleria borghese…ok, che faccio?compro una vocale?] ahem…mi arrendo! [abbi pietà, ti prego]”
Int.: “Amor sacro e amor profano. Hai presente?”
N.B. “[ahhh ora ci siamo proprio] come no?ce l’ho giusto come sfondo del pc. Da sindrome di Stendhal”
Int. “e di chi è??”
N.B. “[oddio che stress!] ecco….è….è….uh aspetta che m’è volato il tovagliolo!!” [volato con doppio salto mortale dall’altro lato della pizzeria, per di più. Miracoli degli spifferi di corrente]
Int. “è di Tiziano?”
N.B. “[Ferro?] esatto [tiè ora ci sta tutto!]”
Int. “e tu?c’è qualcosa che vuoi chiedere?”
N.B. “si…il conto!!! [e addio per sempre, direi, a te, Paolina e Tiziano!]”
*************************************************
Ora, il siparietto appena descritto, m’ha portato ripensare - per una serie di coincidenze - invece proprio alla statua di Amore e Psiche di Canova.
Questa sì, a mio giudizio, una delle opere più belle che mai abbia visto (con buona pace di Tiziano).
Anche perché il mito cui si ispira è sempre stato uno dei miei preferiti sin dall’infanzia (quando ero meno monoculturale e molto meno maliziosa di adesso). Così m’è venuta voglia di ricordarlo e raccontarvelo. Ma a modo mio. Con buona pace di Apuleio (cui la tradizione attribuisce l’origine del mito).
Dunque, tanto per cominciare, si dice questo sia uno dei pochi miti in cui Eros (o Amore) è un adulto e non un bambinetto.
C’era una volta una ragazza bellissima di nome Psiche. Della bellezza di Psiche, quell’invidiosa e antipatica di Afrodite era particolarmente gelosa e, quindi, decise di vendicarsi. Ora, dico io, sei la Dea della Bellezza che già di per sé non è una gran specializzazione, ma mi spieghi che senso ha essere considerata la più bella facendo terra bruciata di qualsiasi ipotetica rivale?Mistero della fede. Pare che nell’antica Grecia funzionasse così: eri particolarmente dotato in qualcosa? Il Dio che ne deteneva la specializzazione diventava geloso e ti rovinava la vita. La famosa “invidia degli Dei”. Come se al giorno d’oggi, spuntassero le verruche in faccia alle modelle di Victoria’ Secrets proprio durante la sfilata.
Comunque, Afrodite voleva rovinare la vita a Psiche, quindi cosa fa? Chiama il figlio, quel mammome senza iniziativa di Eros, e gli dice di usare le sue frecce per far innamorare Psiche dell’uomo più brutto e disgustoso della terra.
Fortuna volle che Eros, vedendo Psiche, sentisse finalmente qualche pulsione che lo facesse desistere dal giocare a freccette per il sollazzo degli altri dei e, così, si innamorò di lei.
Nell’estrema democraticità che caratterizzava i miti greci (in cui la donna aveva lo stesso impulso volitivo di un forno a microonde) Eros rapì Psiche, la portò nel suo castello, e i due s’innamorarono e divennero amanti. All’insaputa di Afrodite. Meglio, Eros era innamorato di Psiche, mentre lei di giorno vagava in questo castello e la notte incontrava il suo amante in una stanza buia, senza poter mai vedere il suo volto.
L’equivalente moderno di una Dark Room.
Eros, per nascondere la sua marachella alla madre, aveva escogitato l’espediente della dark room e s’era fatto giurare da Psiche che questa mai avrebbe tentato di vedere il suo volto.
Ora, Psiche (che per accettare un simile compromesso una punta pervertita doveva pur essere) dopo mesi e mesi di questa vita, spinta dalla curiosità, una sera, mentre Eros dormiva, accese una lampada ad olio nella dark room, per poter vedere almeno una volta in faccia il suo amante.
Purtroppo dalla lampada cadde una goccia d’olio bollente sul braccio di Eros che, evidentemente, fra i vari giochetti non aveva in simpatia il masochismo. Il dio si svegliò, capì che Psiche l’aveva visto in volto (e soprattutto che la mamma presto avrebbe scoperto tutto) e, incavolato nero, piantò Psiche proprio lì nella dark room.
Psiche era a pezzi. Nella Dark Room evidentemente si divertiva parecchio (e vorrei ben vedere, se non ti diverti con il "Dio dell'Amore" con chi vorresti farlo?) aveva scoperto di avere per amante un dio e aveva perso tutto per la sua “curiosità”. Come se qualcuna di voi - incontrandosi furtivamente con un amante con le qualità di un Rocco Siffredi - scoprisse di punto in bianco che il proprio uomo ha le fattezze di Jude Law e nel momento stesso della scoperta fosse piantata in asso.
E chi si riprende più?
Insomma, per farvela breve Psiche vagò anni e affrontò varie prove (in cui ad onor del vero dimostrò di non essere particolarmente sveglia) ma alla fine ottenne il perdono di Afrodite e, di conseguenza, anche del figlio mammone.
Amore e Psiche vissero per sempre felici e contenti nell’Olimpo fra gli dei.
La (romanticissima) morale del mito è che non può esistere Eros senza Anima (Psyche in greco, appunto).
Non c’è sesso senza amore/è dura legge nel mio cuore. Lo cantava anche Venditti, no?
Insomma, d’ora in poi, se vi capitasse di andare a Parigi e di trovarvi di fronte a quella bellissima statua, pensate che vuol dire anche questo.
E che quei due “ripresi in quella particolare tensione che precede un bacio”, in realtà, quel bacio, stanno per scambiarselo in una Dark Room.
Se non è tensione questa...
Hai capito Canova, eh?
Purtroppo - e su questo molti di voi sapranno darmi ragione - le ore spese a studiare non necessariamente vanno di pari passo con la cultura generale di un individuo.
A seconda del significato che a questa parola (“cultura”) si voglia dare.
Il più delle volte - anzi - m’è capitato di trovare cultura tangibile in persone che non avevano completato alcun tipo di studi particolare. Al contrario, la bistrattata categoria cui mio malgrado appartengo, si dimostra spesso spietatamente monoculturale.
Ciò nonostante, l’uomo medio - di primo acchito - ha tendenza ad affrontare discorsi seri e complicati quando si trova a parlare del più e del meno con un avvocato (o un’avvocatessa, per tornare alle definizioni dello scorso post).
Evidentemente, nel sentire comune (o almeno nel “sentire” comune di qualcuno) non puoi startene seduto con avvocato che conosci appena a parlare di meteo, viaggi, programmi televisivi e dolori articolari come faresti con qualsiasi altro semi-sconosciuto.
Con un avvocato parli di cose serie.
Bene.
Uomo medio, ora - anche se non conoscessi il mio blog e quindi non sapessi che non sono un esempio di serietà compita - mettiti nei miei panni. Dopo 12 ore chiusa in uno studio legale a leggere norme e giurisprudenza, a zampettare su una tastiera per scrivere quattro pagine di contorti ragionamenti giuridici (rectius “seghe mentali”), a stare dietro alle paturnie (raffinatamente legali) dei propri capi (rectius “descrivere con dovizia di particolari l’attività svolta da allegare alla parcella”). Uomo medio, guardami negli occhi e mettiti una mano sulla coscienza: dopo tutta una giornata trascorsa in questa maniera, può farmi davvero così schifo mettere il cervello in log-off e parlare dell’ultima stagione di Criminal Minds?
Anche perché, uomo medio semi-sconosciuto, se alla fine di una giornata lavorativa mi parli di cose troppo strutturate 1) non riesco a starti dietro; 2) comincio a pensare ai fatti miei e (soprattutto) 3) quando tento di re-inserirmi nella conversazione colleziono magnifiche figuracce.
Come segue.
Localizzazione: Cena-senza-impegno-post-lavoro.
Argomenti affrontati: come da partita di trivial pursuit. Storia/Politica/Geografia/Arte, con criterio di assegnazione assolutamente random. Spettacolo assolutamente no. Troppa leggerezza.
Livello di concentrazione dell’interlocutore: 200%
Livello di concentrazione di No Brain: 1.5%.
Fattori esterni che minano il livello di concentrazione: Al tavolo affianco una ragazza racconta alle amiche le proprie avventure sessuali con il suo capo. Sul luogo di lavoro. Dicesi anche concorrenza sleale.
Livello di concentrazione di No Brain su argomenti di conversazione del Fattore Esterno: 700%.
[…Stralcio di Conversazione]
Interlocutore: “hai presente no?Le grandi opere della storia dell’arte….”
No Brain: “esatto” [Come sa chi mi conosce bene ‘esatto’ è la parola che uso di default quando non seguo una conversazione. Questo era più o meno il decimo esatto della serata. Dopo soli 30 min di conversazione. Un piccolo record]
Int.: “l’Ermitage, il Louvre, i patrimoni dell’umanità”
N.B. : “esatto…”
Int. “Anche se credo nulla possa competere…indovina con quale museo?”
N.B. “esatto”
Int. “…..scusa come?che vuol dire ‘esatto’?”
N.B. [maledizione!!] “…no….ahem….nel senso che hai ragione tu….ci sono altri fattori da considerare” [di che cavolo stava parlando????concentrati!!!non pensare a questa che sta raccontando i dettagli di quando è stata spalmata sulla scrivania….porca vacca….sulla scrivania, con una riunione nella stanza accanto, vi rendete conto???]
Int. “ecco il punto!!altri fattori!!!per me nulla è comparabile alla Galleria Borghese di Roma!!Hai presente?”
N.B. “ [….] ho presente […] si, ho proprio presente”.
Int. “Lì ci sono le due più belle opere dell’umanità”
N.B. “esatto [stavolta ci stava tutto!!]”
Int. “indovina quali sono?”
N.B. “[e che cacchio!!cos’è un’interrogatorio??]….ahem….un aiutino?”
Int.: “una è la statua di Paolina Borghese. E l’altra??Devi indovinare tu!”
N.B. “[Ma perché devo indovinarla io??dimmelo e facciamola finita!!...ok, ok, concentrati….ce la possiamo fare. Dunque, Paolina Borghese-------- quindi, Canova….Canova….] Amore e Psiche!!!”
Int. “No!!!!!!!!!!!!!!”
N.B. “[ecchecazzo!]”
Int: “Amore e Psiche è al Louvre!!!Concentrati!!ho detto Galleria Borghese!!!”
N.B.: “[porca vacca galleria borghese…ok, che faccio?compro una vocale?] ahem…mi arrendo! [abbi pietà, ti prego]”
Int.: “Amor sacro e amor profano. Hai presente?”
N.B. “[ahhh ora ci siamo proprio] come no?ce l’ho giusto come sfondo del pc. Da sindrome di Stendhal”
Int. “e di chi è??”
N.B. “[oddio che stress!] ecco….è….è….uh aspetta che m’è volato il tovagliolo!!” [volato con doppio salto mortale dall’altro lato della pizzeria, per di più. Miracoli degli spifferi di corrente]
Int. “è di Tiziano?”
N.B. “[Ferro?] esatto [tiè ora ci sta tutto!]”
Int. “e tu?c’è qualcosa che vuoi chiedere?”
N.B. “si…il conto!!! [e addio per sempre, direi, a te, Paolina e Tiziano!]”
*************************************************
Ora, il siparietto appena descritto, m’ha portato ripensare - per una serie di coincidenze - invece proprio alla statua di Amore e Psiche di Canova.
Questa sì, a mio giudizio, una delle opere più belle che mai abbia visto (con buona pace di Tiziano).
Anche perché il mito cui si ispira è sempre stato uno dei miei preferiti sin dall’infanzia (quando ero meno monoculturale e molto meno maliziosa di adesso). Così m’è venuta voglia di ricordarlo e raccontarvelo. Ma a modo mio. Con buona pace di Apuleio (cui la tradizione attribuisce l’origine del mito).
Dunque, tanto per cominciare, si dice questo sia uno dei pochi miti in cui Eros (o Amore) è un adulto e non un bambinetto.
C’era una volta una ragazza bellissima di nome Psiche. Della bellezza di Psiche, quell’invidiosa e antipatica di Afrodite era particolarmente gelosa e, quindi, decise di vendicarsi. Ora, dico io, sei la Dea della Bellezza che già di per sé non è una gran specializzazione, ma mi spieghi che senso ha essere considerata la più bella facendo terra bruciata di qualsiasi ipotetica rivale?Mistero della fede. Pare che nell’antica Grecia funzionasse così: eri particolarmente dotato in qualcosa? Il Dio che ne deteneva la specializzazione diventava geloso e ti rovinava la vita. La famosa “invidia degli Dei”. Come se al giorno d’oggi, spuntassero le verruche in faccia alle modelle di Victoria’ Secrets proprio durante la sfilata.
Comunque, Afrodite voleva rovinare la vita a Psiche, quindi cosa fa? Chiama il figlio, quel mammome senza iniziativa di Eros, e gli dice di usare le sue frecce per far innamorare Psiche dell’uomo più brutto e disgustoso della terra.
Fortuna volle che Eros, vedendo Psiche, sentisse finalmente qualche pulsione che lo facesse desistere dal giocare a freccette per il sollazzo degli altri dei e, così, si innamorò di lei.
Nell’estrema democraticità che caratterizzava i miti greci (in cui la donna aveva lo stesso impulso volitivo di un forno a microonde) Eros rapì Psiche, la portò nel suo castello, e i due s’innamorarono e divennero amanti. All’insaputa di Afrodite. Meglio, Eros era innamorato di Psiche, mentre lei di giorno vagava in questo castello e la notte incontrava il suo amante in una stanza buia, senza poter mai vedere il suo volto.
L’equivalente moderno di una Dark Room.
Eros, per nascondere la sua marachella alla madre, aveva escogitato l’espediente della dark room e s’era fatto giurare da Psiche che questa mai avrebbe tentato di vedere il suo volto.
Ora, Psiche (che per accettare un simile compromesso una punta pervertita doveva pur essere) dopo mesi e mesi di questa vita, spinta dalla curiosità, una sera, mentre Eros dormiva, accese una lampada ad olio nella dark room, per poter vedere almeno una volta in faccia il suo amante.
Purtroppo dalla lampada cadde una goccia d’olio bollente sul braccio di Eros che, evidentemente, fra i vari giochetti non aveva in simpatia il masochismo. Il dio si svegliò, capì che Psiche l’aveva visto in volto (e soprattutto che la mamma presto avrebbe scoperto tutto) e, incavolato nero, piantò Psiche proprio lì nella dark room.
Psiche era a pezzi. Nella Dark Room evidentemente si divertiva parecchio (e vorrei ben vedere, se non ti diverti con il "Dio dell'Amore" con chi vorresti farlo?) aveva scoperto di avere per amante un dio e aveva perso tutto per la sua “curiosità”. Come se qualcuna di voi - incontrandosi furtivamente con un amante con le qualità di un Rocco Siffredi - scoprisse di punto in bianco che il proprio uomo ha le fattezze di Jude Law e nel momento stesso della scoperta fosse piantata in asso.
E chi si riprende più?
Insomma, per farvela breve Psiche vagò anni e affrontò varie prove (in cui ad onor del vero dimostrò di non essere particolarmente sveglia) ma alla fine ottenne il perdono di Afrodite e, di conseguenza, anche del figlio mammone.
Amore e Psiche vissero per sempre felici e contenti nell’Olimpo fra gli dei.
La (romanticissima) morale del mito è che non può esistere Eros senza Anima (Psyche in greco, appunto).
Non c’è sesso senza amore/è dura legge nel mio cuore. Lo cantava anche Venditti, no?
Insomma, d’ora in poi, se vi capitasse di andare a Parigi e di trovarvi di fronte a quella bellissima statua, pensate che vuol dire anche questo.
E che quei due “ripresi in quella particolare tensione che precede un bacio”, in realtà, quel bacio, stanno per scambiarselo in una Dark Room.
Se non è tensione questa...
Hai capito Canova, eh?
domenica 19 febbraio 2012
Riflessioni Filosofiche di una Tranquilla Domenica di Pioggia (Sottotitolo: Pur di non lavorare...)
Stasera dovrei lavorare.
Sono animata da tali entusiasmo e voglia che ho preferito: (i) mettere ordine nell'armadio; (ii) mettere ordine nel frigo; (iii) mettere ordine nei cassetti della scrivania.
Le prime due attività si sono rivelate piene di sorprese quasi commoventi: ho ritrovato un golfino svanito nel nulla tre traslochi fa e una mozzarella di cui avevo perso le tracce poco prima delle feste di Natale (quest'ultima ad onor del vero quasi m'è venuta incontro parlando: ormai s'era creata una micro-vita e un micro-clima completamente autonomi).
Ah, il golfino era disperso nei meandri dell'armadio e la mozzarella nei meandri del frigo. Credetemi sulla parola: la precisazione non è scontata.
Comunque, mentre mi dilettavo in queste faccende asseritamente domestiche, tenevo occupata la mente con pensieri asseritamente filosofici (qualsiasi cosa pur di rimandare il momento in cui avrei dovuto - asseritamente - pensare al "lavoro"). No, non temete, non mi sono occupata di investigare sulla vita segreta della mia mozzarela (anche se secondo me col pecorino, quel gran porco, qualcosa dev'esser pur successo): ormai è adulta e capace di cavarsela da sola e mi sentirei di violare la privacy che s'è conquistata a caro prezzo in quella giungla che è il mio frigo.
Riflettevo su come gli altri (id est le controparti della nostra vita, per usare una metafora giuridica) ci vedono e come noi in realtà siamo. Non voglio entrare nella metafora della maschera pirandelliana (non sono ancora arrivata a tale livello di confidenza con tutti voi da giustificare questo livello di sadismo): ma certe volte, i commenti che la gente restituisce sul vostro conto....non sembrano definire una persona completamente diversa da quello che davvero siete?o che pensate di essere?
Ma alla fine noi siamo quel che la gente percepisce, o quel che pensiamo di essere?
E alla fine chi diavolo è nato prima: l'uovo o la gallina?La scienza ha già dato la sua risposta. Ma la gallina ha fatto ricorso (Cit. C. Guzzanti, Il Caso Scafroglia, Roma, 2002).
Bando alle divagazioni. Torniamo a noi e cominciamo con qualche caso pratico. Per comodità userò un soggetto a me (e a qualcuno di voi) piuttosto noto: No Brain. Scopriamo con piccoli esempi pratici come - in diverse occasioni - le terze parti l'hanno percepita.
Esempio 1 - Contatti di Quarto livello (sottotitolo: come ti percepisce la gente che ha a che fare con te, causa lavoro, per brevi periodi)
Come immaginerete sono laureata da un po'. Lavoro in Studio Grandicello e ho superato l'esame di abilitazione professionale. Quindi, a tutti gli effetti, anche legali, faccio l'avvocato. Pentito, certo, ma questo lo sapete voi e io. Quando mi presento a qualcuno per lavoro non allungo il biglietto da visita con su scritto No Brain - Avvocato Pentito. Ecco...in realtà non allungo nessun biglietto da visita...in genere lo dimentico nel cassetto della scrivania. Comunque, mi presentano come l'avv. No Brain.
Ok. Questo concetto pare di difficilissima assimilazione per chiunque. Il fatto che sia donna e non incartapecorita, fa sì che il cliente medio di Studio Grandicello - al primo incontro - non riesca a non chiamarmi in altro modo se non Signorina. Nemmeno Signora. Signorina. E neanche Signorina No Brain. Signorina e Basta.
Agli incontri e telefonate successivi, dopo che ho aperto bocca diverse volte, magari spiegando concetti piuttosto complicati e rispondendo alle domande più assurde, arriva la promozione sociale. Da signorina, passo a dottoressa. Mi restituiscono la mia laurea. Una bella sudata, ma ogni volta una soddisfazione.
Questo status è quello finale. Il passaggio ad avvocato non avviene mai. Anzi, magari con il tempo, con la confidenza, si regredisce drammaticamente ad un sinistro rapporto filiale: una volta una cliente, quando la chiamai trionfante perchè avevo vinto (per lei) una causa partita disperata e difficilissima, mi rispose "grazie cara figliola. Ma ora me lo prepari un altro bel ricorso?Su su!!". Complice l'accento, avevo la sensazione stesse chiedendo alla nipotina di prepararle un bel piatto di cappelletti in brodo. Che poi li sapessi fare davvero, a mano, i cappelletti.
Esempio 2 - Contatti di Terzo tipo (sottotitolo: come ti percepisce la gente che ha a che fare con te, causa lavoro, per periodo più lunghi).
Per un periodo piuttosto lungo, tempo fa, ebbi a che fare con alcuni funzionari della pubblica amministrazione.
Nella pubblica amministrazione contano tantissimo i titoli. E' tutto un "dottore", "ingegnere", "architetto", e così via.
Quindi, con somma soddisfazione, sin dal primo incontro - nel pubblico ufficio - ero la "dottoressa". Sempre senza nome e cognome dopo. La dottoressa e basta.
Ma era una partenza bruciante, se pensate alle tribolazioni dell'Esempio 1.
Col passare del tempo e degli incontri, funzionari e dirigenti devono aver cominciato a provare uno straccio di stima nei confronti della sottoscritta.
Lo capii quando - di punto in bianco - cominciarono a chiamarmi "signorina dottoressa".
Sempre senza nome tipo "laSignorinaDottoressa" TuttoAttaccato.
Ma capii che li avevo conquistati solo il giorno in cui - nel redigere il Verbale che certificava il nostro incontro - cominciarono scrivendo "E' presente nei nostri uffici la Signorina Dottoressa Avvocatessa".
Sempre senza nome e cognome.
Ero commossa. Certo, "Dottoressa Avvocatessa" sembrava il titolo di un film degli anni '70 con la Fenech (la DottoressaAvvocatessa, cosce d'oro e reginetta del foro), ma ero il massimo a cui ero arrivata nei miei pochi anni di (pentitissima) carriera.
Di più ad oggi non sono riuscita ad ottenere. Sia come titolo professionale che come riferimento a film erotici anni '70.
Sono fortemente tentata di allegare quel verbale al mio curriculum.
Esempio 3 - Contatti di Secondo Tipo (sottotitolo: come ti percepisce chi ha a che fare con te, causa lavoro, tutti i giorni).
Il mondo legale è un mondo prevalentemente maschile.
Questa non è una protesta femminista: è proprio un dato di fatto, numericamente ci sono proprio più uomini che donne. Quindi, avendo per larga parte colleghi maschi, è come se lavorassi in una caserma.
Con tutto quello che ne consegue.
Avete presente, no, come si comportano gli uomini nei confronti di una donna anche in un ambiente di lavoro?Hanno dei cicli comportamentali piuttosto ripetitivi: all'inizio pari quasi un miracolo della natura e sono solo carinerie e complimenti ("Che bello vederti"; "Ma come ti sta bene questa gonna"; "Ci andiamo a prendere un the?no, magari te lo porto io, direttamente dall'India, così non ti stressi troppo"; etc.).
Poi...beh, diciamo che cominciano a darti un po' per scontata ("ah sei qui?mi passi tu la pinzatrice, per cortesia, che ho la sciatica e non riesco a muovermi?" - "stai andando al bagno?non è che mi prenderesti pure un caffè dalle macchinette che ho il torcicollo e mi viene a noia alzarmi dalla sedia?").
E nell'ultima fase.....no, non è quella fratello - sorella. Magari. Nell'ultima fase diventi a tutti gli effetti COMMILITONE ("porc....ma l'hai vista la farfallina di Belen???Dico, l'hai vista???" - .... ahem, ecco, non è che mi abbia turbato la farfallina di Belen....- "come non ti ha turbato???Come?????Ma la vedi???La vedi o no???forse c'è riflesso sul computer e non vedi bene???Guarda, guarda bene!!!ma dove vai??aspetta!parliamo di cose serie: secondo te è possibile che abbia le ....").
Belen, te lo chiedo con il cuore in mano, io in caserma ci vivo e ci devo sopravvivere. E sta anche arrivando la primavera. Quindi, ti prego: copriti.
Esempio 4 - Contatti di Primo Tipo (sottotitolo: come ti percepisce chi ti frequenta al di fuori del lavoro).
(colloquio confidenziale)
Persona Omega Qualsiasi "Ho letto il tuo blog, sai?"
No Brain "dai...e....che ne pensi?"
Persona Omega Qualsiasi: "scrivi bene, mi piace il tuo humor"
No Brain: "ti ringrazio,,,,davvero, ora mi fai arrossire"
Persona Omega Qualsiasi: "certo, quella storia che volevi fare l'astronauta e sei finita a fare l'avvocato....è chiaramente indice di una personalità egoica"
No Brain: "....egoche?"
Persona Omega Qualsiasi: "Egoica. sai, quel disturbo della personalità per cui l'individuo pensa di essere nato solo per grandi cose. Si ritiene superiore a chiunque altro. Nel migliore dei casi, se non un disturbo vero e proprio, significa comunque che sei snob ed egocentrica".
No Brain "ah....ma tipo psicopatica?"
Persona Omega Qualsiasi "si ma solo nei casi gravi. Magari non sei così grave"
Egoica io?Vi rendete conto?Nata per grandi cose?Snob?Egocentrica?
....certo, è da quando avevo 6 anni che mi chiedo perchè l'arca della stella piumata abbia deciso di dare i poteri magici per trasformarsi in creamy a quella demente di yu moriyama anzichè a me che ne avrei fatto sicuramente un migliore uso, ma questo mica è indice di una personalità disturbata, cacchio!!
.......O no?
E comunque la mozzarella nel frigo di me parla benissimo (credo)
mercoledì 8 febbraio 2012
X Men - Le Origini
Per motivi di privacy (e soprattutto per evitare ritorsioni di vario tipo) tantissimi episodi che accadono direttamente in Studio Grandicello non possono - ahimè - esservi rivelati.
Credetemi, a volte mi mangio i gomiti per evitare di scrivere determinati post.
Una specie di di "censura preventiva", a scopo di sopravvivenza professionale.
Ma questa devo raccontarvela assolutamente.
Quindi, venite qui: vicino vicino in modo da ascoltare senza farmi alzare troppo la voce. Evitiamo che orecchie indiscrete ascoltino.
Eccoci qui. Possiamo andare allora.
Quel che vi sto per raccontare nasce durante il periodo natalizio. Per essere più precisi, durante quella "roboante" fase dell'anno in cui gli Studi Grandicelli fanno a gara d'opulenza nell'organizzare terrificanti e fantozziane feste di natale.
Il fine espresso: brindare assieme all'anno appena trascorso e al nuovo anno di successi/fare team building/permettere a ciascun collaboratore di sentirsi gratificata parte del grande ingranaggio rappresentato dallo studio blasonato.
La ragione malcelata: bieca competizione con gli altri Studi Grandicelli su quale festa di Natale avrà più risonanza su top legal/Autocelebrazione/.....ancora Auto-celebrazione, direi.
Comunque qualunque sia il fine espresso o malcelato, queste occasioni (infinitamente noiose) si trasformano quasi sempre in un ricettacolo di pettegolezzi: su storie nate lo spazio di una sera (pare che gli avvocati d'affari - come cani e gatti - si accoppino due volte l'anno: durante la festa natalizia e durante quella estiva), o sulle confidenze che qualche associato/socio/consulente di peso s'è lasciato scappare complice qualche bicchiere di vino di troppo.
Bene, oggi parleremo di uno di questi pettegolezzi natalizi. E lo riferirò così come m'è stato da più fonti riferito.
Localizzazione: festa natalizia in importante città finanziaria Italiana.
La situazione: tavoli democraticamente circolari con mega-socio e persone pescate a casaccio fra associati (schiavi); praticanti (sub-umani); segretarie (staff), segretaria del mega-socio (staff dirigente).
La conversazione: varia, vivace e multiculturale spazia dal lavoro, al tempo, al traffico.
Ad un certo punto i tre macro-argomenti di conversazione si mischiano e i commensali ad uno di questi tavoli cominciano a discorrere di quanto sia difficile conciliare il lavoro con il tempo da dedicare alla famiglia e ai figli, con l'aggravante del traffico cittadino.
Il mega-socio guarda con commozione quasi paterna gli associati e i praticanti che dibattono di questo fondamentale problema. Quasi prova una punta di pena per tutto quel frenetico affannarsi nel voler trovare una soluzione o, semplicemente, nel voler rendere edotti gli altri dei propri problemi.
Appena il chiacchiericcio termina, il mega-socio - novello oracolo di Delfi - prende la parola e, scuotendo il capo, parla: "miei cari, è così divertente vedere come vi affannate dietro tutti questi piccoli problemi....io ho risolto il problema della mancanza di tempo da tanto, oramai....".
Il tavolo tace sospettoso. Poi un collaboratore, fra lo stupito e l'ammirato (ovviamente da questa circostanza, capirete, si trattava di un collaboratore diretto del mega-socio) osa chiedere "incredibile....ma dicci...come hai fatto?".
Il Mega socio parte con quella che d'ora innanzi chiameremo l' "Illumunazione". "Su indicazione del mio guru (chi di noi al giorno d'oggi non ha un guru?), anni fa mi rivolsi ad un geniale inventore svizzero che mi ha fornito un casco futuristico. Bene, io la sera posiziono quel casco sulla testa, lui (il casco, non l'inventore svizzero) spara un trilione di neutroni dritti dritti nel mio cervello....e così, anche se dormo 20 min è come se avessi dormito 4 ore. Ecco risolto il problema: io la notte non dormo e così ho tempo per far tutto, anche il corso di matematica su rai tre alle 4 di mattina".
Tavolo (reazione 1): "................"
Tavolo (reazione 2): ".................. .... ah!"
Tavolo (reazione 3): "mi passeresti il cocktail di scampi?".
Nel silenzio greve seguito all' Illuminazione (quello stesso silenzio che accompagna l'aneddoto ogni volta che viene raccontato in giro), io ho sempre la seguente visione:
Immaginatevi Pasquale, immigrato da Somma Vesuviana in Svizzera per fare l'antennista della televisione via cavo, che, in cannottiera, il pomeriggio della domenica, comodamente piazzato sul divano (stile mago Oronzo, se avete la fortuna di ricordarlo), guarda X man in televisione col figlio di 6 anni che gli gioca accanto.
A metà del film, la folgorazione: il momento in cui Professor X indossa "Cerebro" (per i monoculturali senza speranza: il casco che permetteva al Professor X di trovare X men in tutto in mondo) e ha inizio la parte più importante del film.
A quella visione, Pasquale si pulisce le mani sulla cannottiera, si toglie lo stuzzicadenti dalla bocca ed esclama "uà ho l'idea per l'invenzione del secolo!" (da leggersi con forte accento partenopeo).
Dopodichè, prende al figlio il casco da triciclo con cui stava giocando, lo avvolge nella carta stagnola (il casco, non il figlio), gli piazza sopra le lucine dell'albero di Natale: et voilà, ecco bello ed inventato il casco-sparaneutroni-che-permette-di-non-dormire.
In realtà Pasquale non ha chiaro in mente a cosa serva il casco (a parte - dal suo punto di vista - a fare un po' di soldi), così lo mette su e-bay con una generica descrizione para-scientifica del tipo "speciale casco che amplifica i poteri mentali". Dopodichè si mette seduto sullo stesso divano e aspetta paziente che qualche pollo abbocchi.
Anzi, essendo nato e cresciuto a Somma Vesuviana (ed essendo, quindi, particolarmente sveglio), Pasquale fa dippiù: stila una lista di polli che con più probabilità potrebbero abboccare al suo trabocchetto (rectius che abbiano la giusta apertura mentale per apprezzare la sua geniale invenzione). Così, sfoglia le c.d. "pagine gialle del Pollo", ovvero Top Legal - sezione professionisti di studi lrgali (preferibilmente "Grandicelli") e manda in giro un po' di sano spam.
Et voilà, dopo solo tre mesi dall'invenzione, arriva la telefonata del mega-socio di uno dei tanti Studi Grandicelli d'Italia.
Pasquale è un genio, immaginate la conversazione.
Mega Socio: "pronto?Parlo con Pasquale lo scienziato?"
Pasquale: "Oui, c'est moi" (Pasquale da uomo trapiantato in svizzera è naturalmente francofilo)
M.S.: "sarei interessato al casco che amplifica i poteri mentali, a cosa serve esattamente?"
P.: "oui....cett' t'aiut...a superare le tois limitis. Che limiti tieni tu?"
M.S.: "perdo troppo tempo a dormire, anzichè produrre, billare e fatturare!!"
P.: "oui, je te capisc'. Ecc' avec lo cascò te nun dorm' cchiù".
M.S. "ma quindi il mio corpo non avrà più necessità di riposare per 6-7 ore di fila?"
P. "oui, sì sord'???t'aggia ditt' che non dorm' ccchiù. E comunque se noun sent' ben' o' casc' t'aggiust' pure le recchiè".
M.S. "e come funziona esattamente?"
P. " t' spara 3300 milioni di miliardi di onde fotoniche e tu noun dorm' cchiù. Budubùm!"
M.S. "cosa scusi?budu che??"
P. "t'aggia ditt' budubùm!!o' ved' ca sì sord'??ett' c'est le rumor' de le onde fotonique"
M.S. "fantastico!!dev'essere mio!!!quanto costa???"
P. "1000...."
M.S. "solo mille euro??"
P. ".....nooooooo!!!vulesse dì: magar' costass' mill' eurò, cost' 1000 volte dicchiù!"
M.S. "quindi....un milione di euro???è troppo!!io sono un avvocato: dobbiamo negoziare!!!"
P. "quant' m' vuliss' dà?"
M.S. "non più di 65.000 euro!!"
P. "vabbuò, damm' 70 canapones et est tuois, content?"
M.S. "certo....grazie Mr. Pasquale, soprattutto per aver ridotto il quantum sul prezzo, ma sa...aveva come controparte un osso duro, che sulle contrattazioni di prezzo ha fondato tutta la sua carriera...."
P.: "yes, pur' io ho fundat' la moi carrierà sulle tue contrattacion de prezzo..."
M.S. "in che senso?"
P.: "no, in the sense, que son content di venirt' incontr' e fart' content'"
Detto fatto. A colloquio concluso, tempo 3gg lavorativi, il casco di Professor X arriva al Mega-Socio che distrutto ed insonne passa le sue notti dedicandosi al corso di ricamo e punto a croce.
Tutti felici, insomma: Mega Socio e Pasquale (quest'ultimo, per ovvie ragioni, più contento del Mega-Socio in verità).
L'unico dubbio che mi resta...quando il mega-socio indossa quel casco....nei deliri della sua insonnia....riuscirà anche a vedere esattamente dove si trova Wolverine come faceva Professor X??
Credetemi, a volte mi mangio i gomiti per evitare di scrivere determinati post.
Una specie di di "censura preventiva", a scopo di sopravvivenza professionale.
Ma questa devo raccontarvela assolutamente.
Quindi, venite qui: vicino vicino in modo da ascoltare senza farmi alzare troppo la voce. Evitiamo che orecchie indiscrete ascoltino.
Eccoci qui. Possiamo andare allora.
Quel che vi sto per raccontare nasce durante il periodo natalizio. Per essere più precisi, durante quella "roboante" fase dell'anno in cui gli Studi Grandicelli fanno a gara d'opulenza nell'organizzare terrificanti e fantozziane feste di natale.
Il fine espresso: brindare assieme all'anno appena trascorso e al nuovo anno di successi/fare team building/permettere a ciascun collaboratore di sentirsi gratificata parte del grande ingranaggio rappresentato dallo studio blasonato.
La ragione malcelata: bieca competizione con gli altri Studi Grandicelli su quale festa di Natale avrà più risonanza su top legal/Autocelebrazione/.....ancora Auto-celebrazione, direi.
Comunque qualunque sia il fine espresso o malcelato, queste occasioni (infinitamente noiose) si trasformano quasi sempre in un ricettacolo di pettegolezzi: su storie nate lo spazio di una sera (pare che gli avvocati d'affari - come cani e gatti - si accoppino due volte l'anno: durante la festa natalizia e durante quella estiva), o sulle confidenze che qualche associato/socio/consulente di peso s'è lasciato scappare complice qualche bicchiere di vino di troppo.
Bene, oggi parleremo di uno di questi pettegolezzi natalizi. E lo riferirò così come m'è stato da più fonti riferito.
Localizzazione: festa natalizia in importante città finanziaria Italiana.
La situazione: tavoli democraticamente circolari con mega-socio e persone pescate a casaccio fra associati (schiavi); praticanti (sub-umani); segretarie (staff), segretaria del mega-socio (staff dirigente).
La conversazione: varia, vivace e multiculturale spazia dal lavoro, al tempo, al traffico.
Ad un certo punto i tre macro-argomenti di conversazione si mischiano e i commensali ad uno di questi tavoli cominciano a discorrere di quanto sia difficile conciliare il lavoro con il tempo da dedicare alla famiglia e ai figli, con l'aggravante del traffico cittadino.
Il mega-socio guarda con commozione quasi paterna gli associati e i praticanti che dibattono di questo fondamentale problema. Quasi prova una punta di pena per tutto quel frenetico affannarsi nel voler trovare una soluzione o, semplicemente, nel voler rendere edotti gli altri dei propri problemi.
Appena il chiacchiericcio termina, il mega-socio - novello oracolo di Delfi - prende la parola e, scuotendo il capo, parla: "miei cari, è così divertente vedere come vi affannate dietro tutti questi piccoli problemi....io ho risolto il problema della mancanza di tempo da tanto, oramai....".
Il tavolo tace sospettoso. Poi un collaboratore, fra lo stupito e l'ammirato (ovviamente da questa circostanza, capirete, si trattava di un collaboratore diretto del mega-socio) osa chiedere "incredibile....ma dicci...come hai fatto?".
Il Mega socio parte con quella che d'ora innanzi chiameremo l' "Illumunazione". "Su indicazione del mio guru (chi di noi al giorno d'oggi non ha un guru?), anni fa mi rivolsi ad un geniale inventore svizzero che mi ha fornito un casco futuristico. Bene, io la sera posiziono quel casco sulla testa, lui (il casco, non l'inventore svizzero) spara un trilione di neutroni dritti dritti nel mio cervello....e così, anche se dormo 20 min è come se avessi dormito 4 ore. Ecco risolto il problema: io la notte non dormo e così ho tempo per far tutto, anche il corso di matematica su rai tre alle 4 di mattina".
Tavolo (reazione 1): "................"
Tavolo (reazione 2): ".................. .... ah!"
Tavolo (reazione 3): "mi passeresti il cocktail di scampi?".
Nel silenzio greve seguito all' Illuminazione (quello stesso silenzio che accompagna l'aneddoto ogni volta che viene raccontato in giro), io ho sempre la seguente visione:
Immaginatevi Pasquale, immigrato da Somma Vesuviana in Svizzera per fare l'antennista della televisione via cavo, che, in cannottiera, il pomeriggio della domenica, comodamente piazzato sul divano (stile mago Oronzo, se avete la fortuna di ricordarlo), guarda X man in televisione col figlio di 6 anni che gli gioca accanto.
A metà del film, la folgorazione: il momento in cui Professor X indossa "Cerebro" (per i monoculturali senza speranza: il casco che permetteva al Professor X di trovare X men in tutto in mondo) e ha inizio la parte più importante del film.
A quella visione, Pasquale si pulisce le mani sulla cannottiera, si toglie lo stuzzicadenti dalla bocca ed esclama "uà ho l'idea per l'invenzione del secolo!" (da leggersi con forte accento partenopeo).
Dopodichè, prende al figlio il casco da triciclo con cui stava giocando, lo avvolge nella carta stagnola (il casco, non il figlio), gli piazza sopra le lucine dell'albero di Natale: et voilà, ecco bello ed inventato il casco-sparaneutroni-che-permette-di-non-dormire.
In realtà Pasquale non ha chiaro in mente a cosa serva il casco (a parte - dal suo punto di vista - a fare un po' di soldi), così lo mette su e-bay con una generica descrizione para-scientifica del tipo "speciale casco che amplifica i poteri mentali". Dopodichè si mette seduto sullo stesso divano e aspetta paziente che qualche pollo abbocchi.
Anzi, essendo nato e cresciuto a Somma Vesuviana (ed essendo, quindi, particolarmente sveglio), Pasquale fa dippiù: stila una lista di polli che con più probabilità potrebbero abboccare al suo trabocchetto (rectius che abbiano la giusta apertura mentale per apprezzare la sua geniale invenzione). Così, sfoglia le c.d. "pagine gialle del Pollo", ovvero Top Legal - sezione professionisti di studi lrgali (preferibilmente "Grandicelli") e manda in giro un po' di sano spam.
Et voilà, dopo solo tre mesi dall'invenzione, arriva la telefonata del mega-socio di uno dei tanti Studi Grandicelli d'Italia.
Pasquale è un genio, immaginate la conversazione.
Mega Socio: "pronto?Parlo con Pasquale lo scienziato?"
Pasquale: "Oui, c'est moi" (Pasquale da uomo trapiantato in svizzera è naturalmente francofilo)
M.S.: "sarei interessato al casco che amplifica i poteri mentali, a cosa serve esattamente?"
P.: "oui....cett' t'aiut...a superare le tois limitis. Che limiti tieni tu?"
M.S.: "perdo troppo tempo a dormire, anzichè produrre, billare e fatturare!!"
P.: "oui, je te capisc'. Ecc' avec lo cascò te nun dorm' cchiù".
M.S. "ma quindi il mio corpo non avrà più necessità di riposare per 6-7 ore di fila?"
P. "oui, sì sord'???t'aggia ditt' che non dorm' ccchiù. E comunque se noun sent' ben' o' casc' t'aggiust' pure le recchiè".
M.S. "e come funziona esattamente?"
P. " t' spara 3300 milioni di miliardi di onde fotoniche e tu noun dorm' cchiù. Budubùm!"
M.S. "cosa scusi?budu che??"
P. "t'aggia ditt' budubùm!!o' ved' ca sì sord'??ett' c'est le rumor' de le onde fotonique"
M.S. "fantastico!!dev'essere mio!!!quanto costa???"
P. "1000...."
M.S. "solo mille euro??"
P. ".....nooooooo!!!vulesse dì: magar' costass' mill' eurò, cost' 1000 volte dicchiù!"
M.S. "quindi....un milione di euro???è troppo!!io sono un avvocato: dobbiamo negoziare!!!"
P. "quant' m' vuliss' dà?"
M.S. "non più di 65.000 euro!!"
P. "vabbuò, damm' 70 canapones et est tuois, content?"
M.S. "certo....grazie Mr. Pasquale, soprattutto per aver ridotto il quantum sul prezzo, ma sa...aveva come controparte un osso duro, che sulle contrattazioni di prezzo ha fondato tutta la sua carriera...."
P.: "yes, pur' io ho fundat' la moi carrierà sulle tue contrattacion de prezzo..."
M.S. "in che senso?"
P.: "no, in the sense, que son content di venirt' incontr' e fart' content'"
Detto fatto. A colloquio concluso, tempo 3gg lavorativi, il casco di Professor X arriva al Mega-Socio che distrutto ed insonne passa le sue notti dedicandosi al corso di ricamo e punto a croce.
Tutti felici, insomma: Mega Socio e Pasquale (quest'ultimo, per ovvie ragioni, più contento del Mega-Socio in verità).
L'unico dubbio che mi resta...quando il mega-socio indossa quel casco....nei deliri della sua insonnia....riuscirà anche a vedere esattamente dove si trova Wolverine come faceva Professor X??
martedì 27 dicembre 2011
Dimmi Chi Conosci e Ti Dirò Chi Sei (sottotitolo: le avventure di un console italiano all'estero)
"E' sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva frequentazioni irreprensibili".
Amici cari, la citazione in metafora evangelica di quest'oggi è d'obbligo, in quanto:
1) siamo in periodo (che oserei ancora definire latamente) "natalizio";
2) vorrei spezzare una lancia in favore di quegli stoici che ancora frequentano me (incuranti di come le malgiudichi la gente). - Ironia spruzzata di finta modestia utilizzata gratuitamente al solo scopo di auto-assolvermi-; e
3) ci sono persone che - soprattutto negli ambienti frequentati dagli avvocati pentiti di uno studio grandicello - pensano esattamente il contrario: chi frequenti ti definisce come uomo e come professionista.
Come ben immaginerete, miei adorati lettori, il post odierno verterà sul punto 3). Ritengo infatti (e qui potete tirare un sospiro di sollievo) che un post sulle metafore evangeliche o sulle complesse turbe psichiche di chi mi frequenta possa risultare interessante come una puntata di Elisir interamente incentrata sul Colon Irritabile (senza offesa per Elisir e per il Colon irritabile).
Ciò detto, torniamo indietro nel tempo di un mesetto e voliamo nuovamente oltreoceano, dove la vostra No Brain aveva preso 4 giorni e mezzo di (meritata) vacanza in compagnia della rinata Persona Y Qualsiasi (cfr. Post "Voglia di Tenerezza") e della loro comune amica "Bullet Point" (per le parole indicate in lettere maiscole cfr. infra definizioni).
Prologo
Nell'ansia di preparare qualcosa di veramente speciale per No Brain e Bullet Point, la Persona Y Qualsiasi - fra un corso di Zumba e una chiacchierata con i suoi amici scoiattoli - aveva pensato bene di dar fondo ai suoi "contatti" da Social Network, nella speranza di trovare qualche anima pia (amico di amici di amici) che fosse particolarmente avezzo alla vita notturna della city americana e sapesse quindi indicare a tre poveri Avvocati Pentiti stranieri le giuste vie del Divertimento Notturno targato U.S.A.
Fu così che la Persona Y Qualsiasi fece la conoscenza di Riccardo: giovane ricercatore (di non si sa bene cosa), presso l'Università Americana (non si conosce con esattezza quale) da svariati anni (intendendosi per svariati periodo superiore al quinquennio).
Accurato conoscitore della vita notturna U.S.A.
E, soprattutto, uomo dalle conoscenze "giuste".
L'Ante-Fatto
Al primo "incontro" programmato con la Persona Y Qualsiasi, un business aperitive organizzato da Riccardo stesso, il "ricercatore fuori sede" si annunciò come il cavallo vincente su cui puntare: già via SMS anticipò alla Persona Y Qualsiasi che la sera stessa c'erano diverse feste programmate in giro per la città cui lui, ovviamente, aveva libero accesso e soprattutto che - al loro business aperitive - sarebbe stato presente anche il suo grande amico: il Console Pancrazio.
La Persona Y Qualsiasi, in ansia per la grande opportunità, si preparò con cura all'incontro, redarguendo le amiche dal tenere un comportamento che si confacesse all'ambiente altolocato cui si stavano per affacciare.
Intimandole di tenere solo discorsi di una certa levatura culturale e costringendole, pertanto, a prendere lezioni-base (su wikipedia) di arte moderna: da Jackson Pollock a Giò Pomodoro.
Al business aperitive Riccardo era solo.
Del Console Pancrazio nemmeno l'ombra.
In compenso No Brain e Bullet Point ebbero occasione di intrattenere Riccardo sull'influenza del sand painting nella tecnica pittorica di Pollock e della fruizione sociale dell'opera di Pomodoro (intendendosi per tale lo scultore Giò e non l'Insalata di, come per entrambe sarebbe stato ovvio).
Alla fine erano più esauste che dopo un esame universitario. Ma certamente avevano impressionato positivamente Riccardo che fissò una cena per la sera stessa.
In particolare, Riccardo aveva prenotato per 12 in due ristoranti: a loro si sarebbero infatti uniti il Console e "altri amici del Console" (cit. test.) e sino all'ultimo avrebbero potuto decidere in quale ristorante avrebbero preferito andare (pensate quanto sarebbe stato contento l'altro ristoratore a vedersi disdire all'ultimo una prenotazione per 12 persone).
Le persone Chic pare facciano così.
E Riccardo era très chic.
La persona Y Qualsiasi ammonì gravemente le amiche di mantenere un atteggiamento ancor più nobile e compito a cena: non poteva certo presentarsi davanti al console con due sgallettate che parlavano di Zumba, palestre e scoiattoli. Così - non conoscendo i gusti del Console - prima di cena No Brain e Bullet Point ripassarono tutti gli impressionisti e i filosofi greci da Aezio a Diogene (seguendo l'ordine cronologico del web e fermandosi alla lettera D per intervenuti limiti di tempo).
Il Fatto
A cena Riccardo era solo.
Del Console e degli "amici del Console" nemmeno l'ombra. Evidentemente avevano tutti preferito l'altro ristorante.
Nonostante la vistosa assenza, Riccardo era pieno di verve: raccontava irresistibili aneddoti sugli assegni di ricerca universitari e sulla cena di Natale a casa Savoia cui avrebbe a breve partecipato.
Alle esternazioni, No Brain rispondeva snocciolando la vita e le opere di Alcmeone di Crotone, mentre a Bullet Point, sbadigliando, cadeva la faccia nel piatto.
Tutti erano concordi nel ritenere che una puntata di Elisir sul Colon Irritabile doppiata in polacco sarebbe stata molto più avvincente.
Senza offesa per Alcmeone di Crotone.
L'Epilogo
Dopo l'avvincente esperienza dell'Aperitivo e della cena (senza) Console, No Brain e Bullet Point - con atteggiamento compito ed aristocratico che la circostanza richiedeva - chiesero ed ottennero dalla Persona Y Qualsiasi di lasciare da parte Riccardo, la filosofia greca e l'arte moderna per dedicarsi ad altro tipo di arte contemporanea: shopping selvaggio, hamburgher e patate fritte come se piovessero e visite guidate di università americane al solo fine di valutare possibili strategie di sexual harassment sugli studenti meritevoli del terzo anno.
Riccardo era solo un ricordo lontano.
Sino a quando - un paio di settimane dopo - la Persona Y Qualsiasi ricevette questa mail in copia conoscenza.
Da: Riccardo
a: JosephJones@internationalcounselgroup.com
cc: PersonaYQualsiasi@hotmail.it
Object: Cortesia
Caro Joseph,
ci siamo conosciuti pochi giorni fa durante il convegno "International relationship of Great Innovation Scenarios from the Big Bang to the End of the World (and you know it)". Spero ti ricorderai di me: abbiamo lungamente parlato della fondamentale spinta culturale fornita a questa città dal mio grande amico: il Console Pancrazio (in quell'occasione purtroppo assente).
Ti scrivo mettendo in copia la Persona Y Qualsiasi, brillante avvocato del famoso Studio Grandicello, sperando tu possa metterla in contatto con ambienti altolocati e di prestigio in questa città: la professionista, infatti, cerca di evadere e trovare giustamente amicizie più stimolanti di quelle che ha avuto sino ad ora e basate su sue colleghe che amano dar sfoggio di un'eccessiva erudizione (come se questo fosse segno di prestigio, quando invece rappresenta una volgarità quasi pari al millantare amicizie inesistenti).
Spero vorrai dar seguito a questa mail, mettendoti in contatto con direttamente con lei.
Quanto a noi: spero di rivederti presto alla cena dei Savoia.
Con immutata stima,
Riccardo
**********************
Da: JosephJones@internationalcounselgroup.com
a: PersonaYQualsiasi@hotmail.it
Object: Re:Cortesia
Gent. Sig.na,
al momento non ricordo chi sia il Sig. Riccardo e non mi sovviene di aver parlato di un Console Pancrazio con qualcuno al convegno....in ogni caso capisco che come Italiana all'estero lei abbia un'estrema necessità di stringere nuove amicizie, per questo motivo - se mi usasse la cortesia di mandarmi un suo recapito di posta - le invierei un invito alla mostra di Jackson Pollock dal titolo: "L'influenza del sand painting nella tecnica pittorica di Pollock". Spero in quell'occasione avrà modo di consocere altre persone con gusti a lei affini.
Cordiali Saluti
p.s. a cena dai Savoia non credo di andare perchè sarò ospite per tutto il periodo natalizio della Regina Elisabetta a Bukingham Palace.
Joseph Jones
amministratore delegato della Internationa Counsel Group L.L.P.
*********************
Glossario - Definizioni
Bullet Point: Avvocato Pentito italiano, temporaneamente distaccato nel Nuovo Continente in Studio Grandicello locale. Deve il soprannome alla nota "precisione" resa ancora più evidente dal paragone dovuto alla frequentazione di due "fanatiche della gestione libera e dell'ultimo minuto" come No Brain e la Persona Y Qualsiasi.
Vita Notturna (o Divertimento Notturno): per degli Avvocati Pentiti significa serata mediamente carina, in locale decente, con musica commerciale e banco bar cui ordinare: Spritz e/o Mojtos e/o Negroni. Il divertimento de qua non implica assolutamente alcunchè di trasgressivo a meno che la trasgressione non sia data da approcci (esclusivamente verbali) con un numero mai superiore a due (2) esseri di sesso maschile guardabili.
Social Network: Intranet di Studio Grandicello in cui reperire nomi, cognomi e numeri di telefono di colleghi di cui si ignora anche l'esistenza.
Amici cari, la citazione in metafora evangelica di quest'oggi è d'obbligo, in quanto:
1) siamo in periodo (che oserei ancora definire latamente) "natalizio";
2) vorrei spezzare una lancia in favore di quegli stoici che ancora frequentano me (incuranti di come le malgiudichi la gente). - Ironia spruzzata di finta modestia utilizzata gratuitamente al solo scopo di auto-assolvermi-; e
3) ci sono persone che - soprattutto negli ambienti frequentati dagli avvocati pentiti di uno studio grandicello - pensano esattamente il contrario: chi frequenti ti definisce come uomo e come professionista.
Come ben immaginerete, miei adorati lettori, il post odierno verterà sul punto 3). Ritengo infatti (e qui potete tirare un sospiro di sollievo) che un post sulle metafore evangeliche o sulle complesse turbe psichiche di chi mi frequenta possa risultare interessante come una puntata di Elisir interamente incentrata sul Colon Irritabile (senza offesa per Elisir e per il Colon irritabile).
Ciò detto, torniamo indietro nel tempo di un mesetto e voliamo nuovamente oltreoceano, dove la vostra No Brain aveva preso 4 giorni e mezzo di (meritata) vacanza in compagnia della rinata Persona Y Qualsiasi (cfr. Post "Voglia di Tenerezza") e della loro comune amica "Bullet Point" (per le parole indicate in lettere maiscole cfr. infra definizioni).
Prologo
Nell'ansia di preparare qualcosa di veramente speciale per No Brain e Bullet Point, la Persona Y Qualsiasi - fra un corso di Zumba e una chiacchierata con i suoi amici scoiattoli - aveva pensato bene di dar fondo ai suoi "contatti" da Social Network, nella speranza di trovare qualche anima pia (amico di amici di amici) che fosse particolarmente avezzo alla vita notturna della city americana e sapesse quindi indicare a tre poveri Avvocati Pentiti stranieri le giuste vie del Divertimento Notturno targato U.S.A.
Fu così che la Persona Y Qualsiasi fece la conoscenza di Riccardo: giovane ricercatore (di non si sa bene cosa), presso l'Università Americana (non si conosce con esattezza quale) da svariati anni (intendendosi per svariati periodo superiore al quinquennio).
Accurato conoscitore della vita notturna U.S.A.
E, soprattutto, uomo dalle conoscenze "giuste".
L'Ante-Fatto
Al primo "incontro" programmato con la Persona Y Qualsiasi, un business aperitive organizzato da Riccardo stesso, il "ricercatore fuori sede" si annunciò come il cavallo vincente su cui puntare: già via SMS anticipò alla Persona Y Qualsiasi che la sera stessa c'erano diverse feste programmate in giro per la città cui lui, ovviamente, aveva libero accesso e soprattutto che - al loro business aperitive - sarebbe stato presente anche il suo grande amico: il Console Pancrazio.
La Persona Y Qualsiasi, in ansia per la grande opportunità, si preparò con cura all'incontro, redarguendo le amiche dal tenere un comportamento che si confacesse all'ambiente altolocato cui si stavano per affacciare.
Intimandole di tenere solo discorsi di una certa levatura culturale e costringendole, pertanto, a prendere lezioni-base (su wikipedia) di arte moderna: da Jackson Pollock a Giò Pomodoro.
Al business aperitive Riccardo era solo.
Del Console Pancrazio nemmeno l'ombra.
In compenso No Brain e Bullet Point ebbero occasione di intrattenere Riccardo sull'influenza del sand painting nella tecnica pittorica di Pollock e della fruizione sociale dell'opera di Pomodoro (intendendosi per tale lo scultore Giò e non l'Insalata di, come per entrambe sarebbe stato ovvio).
Alla fine erano più esauste che dopo un esame universitario. Ma certamente avevano impressionato positivamente Riccardo che fissò una cena per la sera stessa.
In particolare, Riccardo aveva prenotato per 12 in due ristoranti: a loro si sarebbero infatti uniti il Console e "altri amici del Console" (cit. test.) e sino all'ultimo avrebbero potuto decidere in quale ristorante avrebbero preferito andare (pensate quanto sarebbe stato contento l'altro ristoratore a vedersi disdire all'ultimo una prenotazione per 12 persone).
Le persone Chic pare facciano così.
E Riccardo era très chic.
La persona Y Qualsiasi ammonì gravemente le amiche di mantenere un atteggiamento ancor più nobile e compito a cena: non poteva certo presentarsi davanti al console con due sgallettate che parlavano di Zumba, palestre e scoiattoli. Così - non conoscendo i gusti del Console - prima di cena No Brain e Bullet Point ripassarono tutti gli impressionisti e i filosofi greci da Aezio a Diogene (seguendo l'ordine cronologico del web e fermandosi alla lettera D per intervenuti limiti di tempo).
Il Fatto
A cena Riccardo era solo.
Del Console e degli "amici del Console" nemmeno l'ombra. Evidentemente avevano tutti preferito l'altro ristorante.
Nonostante la vistosa assenza, Riccardo era pieno di verve: raccontava irresistibili aneddoti sugli assegni di ricerca universitari e sulla cena di Natale a casa Savoia cui avrebbe a breve partecipato.
Alle esternazioni, No Brain rispondeva snocciolando la vita e le opere di Alcmeone di Crotone, mentre a Bullet Point, sbadigliando, cadeva la faccia nel piatto.
Tutti erano concordi nel ritenere che una puntata di Elisir sul Colon Irritabile doppiata in polacco sarebbe stata molto più avvincente.
Senza offesa per Alcmeone di Crotone.
L'Epilogo
Dopo l'avvincente esperienza dell'Aperitivo e della cena (senza) Console, No Brain e Bullet Point - con atteggiamento compito ed aristocratico che la circostanza richiedeva - chiesero ed ottennero dalla Persona Y Qualsiasi di lasciare da parte Riccardo, la filosofia greca e l'arte moderna per dedicarsi ad altro tipo di arte contemporanea: shopping selvaggio, hamburgher e patate fritte come se piovessero e visite guidate di università americane al solo fine di valutare possibili strategie di sexual harassment sugli studenti meritevoli del terzo anno.
Riccardo era solo un ricordo lontano.
Sino a quando - un paio di settimane dopo - la Persona Y Qualsiasi ricevette questa mail in copia conoscenza.
Da: Riccardo
a: JosephJones@internationalcounselgroup.com
cc: PersonaYQualsiasi@hotmail.it
Object: Cortesia
Caro Joseph,
ci siamo conosciuti pochi giorni fa durante il convegno "International relationship of Great Innovation Scenarios from the Big Bang to the End of the World (and you know it)". Spero ti ricorderai di me: abbiamo lungamente parlato della fondamentale spinta culturale fornita a questa città dal mio grande amico: il Console Pancrazio (in quell'occasione purtroppo assente).
Ti scrivo mettendo in copia la Persona Y Qualsiasi, brillante avvocato del famoso Studio Grandicello, sperando tu possa metterla in contatto con ambienti altolocati e di prestigio in questa città: la professionista, infatti, cerca di evadere e trovare giustamente amicizie più stimolanti di quelle che ha avuto sino ad ora e basate su sue colleghe che amano dar sfoggio di un'eccessiva erudizione (come se questo fosse segno di prestigio, quando invece rappresenta una volgarità quasi pari al millantare amicizie inesistenti).
Spero vorrai dar seguito a questa mail, mettendoti in contatto con direttamente con lei.
Quanto a noi: spero di rivederti presto alla cena dei Savoia.
Con immutata stima,
Riccardo
**********************
Da: JosephJones@internationalcounselgroup.com
a: PersonaYQualsiasi@hotmail.it
Object: Re:Cortesia
Gent. Sig.na,
al momento non ricordo chi sia il Sig. Riccardo e non mi sovviene di aver parlato di un Console Pancrazio con qualcuno al convegno....in ogni caso capisco che come Italiana all'estero lei abbia un'estrema necessità di stringere nuove amicizie, per questo motivo - se mi usasse la cortesia di mandarmi un suo recapito di posta - le invierei un invito alla mostra di Jackson Pollock dal titolo: "L'influenza del sand painting nella tecnica pittorica di Pollock". Spero in quell'occasione avrà modo di consocere altre persone con gusti a lei affini.
Cordiali Saluti
p.s. a cena dai Savoia non credo di andare perchè sarò ospite per tutto il periodo natalizio della Regina Elisabetta a Bukingham Palace.
Joseph Jones
amministratore delegato della Internationa Counsel Group L.L.P.
*********************
Glossario - Definizioni
Bullet Point: Avvocato Pentito italiano, temporaneamente distaccato nel Nuovo Continente in Studio Grandicello locale. Deve il soprannome alla nota "precisione" resa ancora più evidente dal paragone dovuto alla frequentazione di due "fanatiche della gestione libera e dell'ultimo minuto" come No Brain e la Persona Y Qualsiasi.
Vita Notturna (o Divertimento Notturno): per degli Avvocati Pentiti significa serata mediamente carina, in locale decente, con musica commerciale e banco bar cui ordinare: Spritz e/o Mojtos e/o Negroni. Il divertimento de qua non implica assolutamente alcunchè di trasgressivo a meno che la trasgressione non sia data da approcci (esclusivamente verbali) con un numero mai superiore a due (2) esseri di sesso maschile guardabili.
Social Network: Intranet di Studio Grandicello in cui reperire nomi, cognomi e numeri di telefono di colleghi di cui si ignora anche l'esistenza.
giovedì 15 dicembre 2011
Barbapapà
Lo stereotipo di chi lavora in Studio Grandicello è conosciuto: un giovane rampante. Spaccone. Uno squalo pronto a mangiare in un boccone anche il suo miglior amico pur di far carriera.
Bene. Ricredetevi. Non tutti sono così.
Incredibile a dirsi, ci sono anche persone umane, addirittura buone, fra quelle che lavorano per Studio Grandicello.
Persone generose, altruiste e addirittura filantrope.
Magari anche una punta masochiste.
Beh, a questo punto, come avrete capito, non sto parlando di me.
Mi riferisco al mio collega e compagno di giornate, ora noto anche a voi, con nome in codice "Barbapapà".
Barbapapà è di quei ragazzi come non se ne trovano più: studente modello, professionista brillante, marito e padre dedito alla sua famiglia.
E' sempre educato e gentile. Sa dire grazie e prego. Se gli chiedi un favore lui te ne fa tre. Naturalmente questa sua disponibilità viene premiata all'interno di Studio Grandicello con ingenti e munifici carichi di lavoro che possano impegnargli anche i sabati e le domeniche.
D'altra parte è risaputo che qualsiasi capo sa essere inguaribilmente generoso quando si tratta di spargere lavoro a piene mani verso i propri collaboratori (rectius "associates") che si mostrino più entusiasti. O disponibili. O semplicemente meno lamentosi di altri.
Date le premesse, avrete capito che Barbapapà è amato e và d'accordo con tutti. Ma proprio tutti. Anche con i così detti "Insopportabili" che corrispondono pienamente allo stereotipo del giovane avvocato di Studio Grandicello.
Bene. Qualche settimana fa Barbapapà è impazzito. E qui lasciamo da parte le valutazioni per passare alla fredda cronaca.
Il Contesto: La crisi di governo drammaricamente precipitata nelle scorse settimane, quando i media davano per imminenti le dimmisioni dell'allora primo ministro (d'ora innanzi "Colui che Non Deve Essere Nominato" o anche "Voldemort").
L'Antefatto: come accade anche negli studi grandicelli, in corpo degli associati (ops, "associates", dimentico la matrice anglofona del posto dove mi trovo,,,,come posso?) - anche in questi periodi di crisi - si infoltisce con l'assunzione di nuove leve (d'ora innanzi gli "Schiavi Egizi"). Alcuni di questi Schiavi Egizi non sono esattamente signori nessuno. Capita, infatti, che - una volta su cento - sia assunto un giovane, brillante, collaboratore legato in qualche modo alla casta faraonic...ops, al governo dimissionario (hereinafter la "Nuova Leva".... per ovvie ragioni dobbiamo distinguerlo dagli Schiavi Egizi).
Ci sono guai peggiori, direte voi.
E' vero, ma lasciatemi dire che in un ambiente lavorativo schierato "leggermente" a sinistra (la sinistra del vecchio PCUS, per intenderci) "capita" che un siffatto ingresso imponga di moderare i discorsi politici.
Questo solo al fine di urtare la sensibilità di chi, magari, al governo dimissionario può tenere particolarmente.
Così, in una delle giornate "calde" in cui si aspettava la notizia delle dimissioni come il goal su rigore di Grosso alla finale dei mondiali del 2006, capita che Nuova Leva si affacci curiosa alla sede del PCUS per chiedere chi volesse fargli compagnia per pranzo.
E capita che il PCUS, zittendo all'improvviso, nasconda dotto la scrivania giornali sovversivi (d'ora innanzi La Repubblica), bandiere della vecchia URSS e foto formato tessera di Togliatti da bambino.
E capita che in quel silenzio irreale ed immobile, piombi nella stessa sede del PCUS Barbapapà, gesticolando e proferendo il suo articolato commento socio-politico sulla situazione politica del momento: "MA TI VUOI DIMETTERE, CAZZO?????".
A quelle parole il PCUS atterrisce. Qualcuno, di nascosto, bacia la foto di Togliatti mentre il volto gli si riga di lacrime per il compagno Barbapapà dato ormai per perduto.
Nuova Leva sbianca. Poi riacquista colore passando al rosato-rosèè-rosso peperone(rimanendo poco dell'inviso colore per poi virare al)-viola deciso.
Poi Nuova Leva esplode "E cosa pensi??che un governo 'tecnico' ci possa aiutare???Risolvere la situazione??".
A quel punto la curva del PCUS si aspettava che Barbapapà abbozzasse e battesse (saggiamente) in ritirata.
Barbapapà, invece, sfoderando una grinta sconosciuta, acceso in volto come Nuova Leva, comicia a rintuzzarlo con veemenza.
Da lì è un crescendo: la stanza di Studio Grandicello diventa l'arena di Anno Zero con ospiti la Santanchè e Di Pietro.
Il PCUS assisteva ammirato, impotente e sconvolto alla piccola rivoluzione in atto.
Quel giorno il governo non sarà caduto, ma molti di noi hanno sostituito le foto tessera di Togliatti con quella di Barbapapà.
Neanche un Studio Grandicello distrugge la passione di uno spirito rivoluzionario.
Hasta la Revolucion!
Bene. Ricredetevi. Non tutti sono così.
Incredibile a dirsi, ci sono anche persone umane, addirittura buone, fra quelle che lavorano per Studio Grandicello.
Persone generose, altruiste e addirittura filantrope.
Magari anche una punta masochiste.
Beh, a questo punto, come avrete capito, non sto parlando di me.
Mi riferisco al mio collega e compagno di giornate, ora noto anche a voi, con nome in codice "Barbapapà".
Barbapapà è di quei ragazzi come non se ne trovano più: studente modello, professionista brillante, marito e padre dedito alla sua famiglia.
E' sempre educato e gentile. Sa dire grazie e prego. Se gli chiedi un favore lui te ne fa tre. Naturalmente questa sua disponibilità viene premiata all'interno di Studio Grandicello con ingenti e munifici carichi di lavoro che possano impegnargli anche i sabati e le domeniche.
D'altra parte è risaputo che qualsiasi capo sa essere inguaribilmente generoso quando si tratta di spargere lavoro a piene mani verso i propri collaboratori (rectius "associates") che si mostrino più entusiasti. O disponibili. O semplicemente meno lamentosi di altri.
Date le premesse, avrete capito che Barbapapà è amato e và d'accordo con tutti. Ma proprio tutti. Anche con i così detti "Insopportabili" che corrispondono pienamente allo stereotipo del giovane avvocato di Studio Grandicello.
Bene. Qualche settimana fa Barbapapà è impazzito. E qui lasciamo da parte le valutazioni per passare alla fredda cronaca.
Il Contesto: La crisi di governo drammaricamente precipitata nelle scorse settimane, quando i media davano per imminenti le dimmisioni dell'allora primo ministro (d'ora innanzi "Colui che Non Deve Essere Nominato" o anche "Voldemort").
L'Antefatto: come accade anche negli studi grandicelli, in corpo degli associati (ops, "associates", dimentico la matrice anglofona del posto dove mi trovo,,,,come posso?) - anche in questi periodi di crisi - si infoltisce con l'assunzione di nuove leve (d'ora innanzi gli "Schiavi Egizi"). Alcuni di questi Schiavi Egizi non sono esattamente signori nessuno. Capita, infatti, che - una volta su cento - sia assunto un giovane, brillante, collaboratore legato in qualche modo alla casta faraonic...ops, al governo dimissionario (hereinafter la "Nuova Leva".... per ovvie ragioni dobbiamo distinguerlo dagli Schiavi Egizi).
Ci sono guai peggiori, direte voi.
E' vero, ma lasciatemi dire che in un ambiente lavorativo schierato "leggermente" a sinistra (la sinistra del vecchio PCUS, per intenderci) "capita" che un siffatto ingresso imponga di moderare i discorsi politici.
Questo solo al fine di urtare la sensibilità di chi, magari, al governo dimissionario può tenere particolarmente.
Così, in una delle giornate "calde" in cui si aspettava la notizia delle dimissioni come il goal su rigore di Grosso alla finale dei mondiali del 2006, capita che Nuova Leva si affacci curiosa alla sede del PCUS per chiedere chi volesse fargli compagnia per pranzo.
E capita che il PCUS, zittendo all'improvviso, nasconda dotto la scrivania giornali sovversivi (d'ora innanzi La Repubblica), bandiere della vecchia URSS e foto formato tessera di Togliatti da bambino.
E capita che in quel silenzio irreale ed immobile, piombi nella stessa sede del PCUS Barbapapà, gesticolando e proferendo il suo articolato commento socio-politico sulla situazione politica del momento: "MA TI VUOI DIMETTERE, CAZZO?????".
A quelle parole il PCUS atterrisce. Qualcuno, di nascosto, bacia la foto di Togliatti mentre il volto gli si riga di lacrime per il compagno Barbapapà dato ormai per perduto.
Nuova Leva sbianca. Poi riacquista colore passando al rosato-rosèè-rosso peperone(rimanendo poco dell'inviso colore per poi virare al)-viola deciso.
Poi Nuova Leva esplode "E cosa pensi??che un governo 'tecnico' ci possa aiutare???Risolvere la situazione??".
A quel punto la curva del PCUS si aspettava che Barbapapà abbozzasse e battesse (saggiamente) in ritirata.
Barbapapà, invece, sfoderando una grinta sconosciuta, acceso in volto come Nuova Leva, comicia a rintuzzarlo con veemenza.
Da lì è un crescendo: la stanza di Studio Grandicello diventa l'arena di Anno Zero con ospiti la Santanchè e Di Pietro.
Il PCUS assisteva ammirato, impotente e sconvolto alla piccola rivoluzione in atto.
Quel giorno il governo non sarà caduto, ma molti di noi hanno sostituito le foto tessera di Togliatti con quella di Barbapapà.
Neanche un Studio Grandicello distrugge la passione di uno spirito rivoluzionario.
Hasta la Revolucion!
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