venerdì 28 gennaio 2011

Problemi di comunicazione/English Lessons

Negli studi grandicelli come il mio sapere discretamente l'inglese è fondamentale. Non per far carriera. Proprio per sopravvivere.

Il linguaggio che si sente nei corridoi, nelle pause caffè è un inglese italianizzato degno del miglior film di Castellano&Pipolo "hai letto l'ultima draft?gli issues che pone...." oppure "è arrivata l'Offering Circular della bond issuance ...."

Se non conosci poche parole chiave sei tagliato fuori. Fuori dalla vita lavorativa. Fuori della vita sociale di studio. Fuori dai riti di gruppo. Esattamente come in una setta.

L'inglese aggiunge credibilità alla nostra vita fra queste quattro mura. Che effetto vi fa se sentite dire 'alle tre ho una riunione?'. E' scontato, banale: oggi come oggi chiunque partecipa a 'riunioni', anche il mio parrucchiere fa riunioni col suo 'staff' all'inizio di qualsiasi giornata lavorativa. Provate, invece, a dire "alle tre ho un meeting". Sentite la differenza?Uno che ha un meeting non può che essere un gran figo. Anche se durante tutto il meeting disegna casette e fiorellini sul blocco per gli appunti.

Ecco, da Studio Grandicello abbiamo passato il tempo delle riunioni (roba per parrucchieri). E anche quello dei meeting (fa troppo rampantismo anni '80).

Noi ora facciamo "Brain Storming".

Vi rendete conto quanto siamo cazzuti???

Se fossi un uomo della strada e sapessi che i miei avvocati fanno brain storming, mi cacherei sotto.

Da Studio Grandicello organizzano addirittura corsi di inglese interni perchè loro (i "capi") credono davvero in questo bilinguismo. Corsi in cui il senso dell'umorismo è drammaricamente bandito. Quando decisi di frequentare uno di questi corsi, l'insegnante di inglese mi chiese (con perfetto accento di Cambridge) quale fosse il mio livello di inglese. E io - optando per una completa onestà - risposi con perfetto accento del profondo Sud "Dear Diane, My english is at the feet of Jesus". Letterale traduzione della locuzione gergale (o quasi dialettale) "Diane, il mio inglese è ai piedi di Cristo" (dicasi di situazione complicata, tutt'altro che felice).

La povera Diane (avvocato londinese anche lei e tutt'altro che pentita), dall'occhio ceruleo e la scarpa col tacco leopardata, trasecolò alla mia risposta. Diventò pallida, chiese acqua e zucchero e si accasciò sulla sedia. Ecco. Avevo tentato di sdrammatizzare e avevo quasi ammazzato l'insegnate di inglese.

Il problema vero era che Diane era stata colta in contropiede: l'avvocato medio di Studio Grandicello non ha senso dell'umorismo ed è talmente imbevuto di questo strano miscuglio italiano/inglese che pretende di usarlo anche fuori dello Studio, nel cosidetto mondo civile.

Una volta, sentimmo con orrore un nostro collega più senior (o 'anziano'), nato, vissuto e svezzato a Palermo, sbraitare al telefono con la propria colf (anche 'donna delle pulizie'): "RRRRosaliaaaa, ti dissi che le camicie me le devi stirare di default!!".

Ora, immaginate Rosalia, 54 anni da Caltanisetta e diploma di terza media che pensa cosa cavolo possa essere uno 'stiro di default'. Gliele avrà dovute stirare a testa in giù??Oscillando la testa e insultandole con lieve accento francese ('brutta, brutta camicià, ti devi stirà')?mentre incrocia un passo di tango col mocio vileda e tenta un timido casquet??


La vita della colf di un avvocato deve essere davvero dura.

1 commento:

  1. fantastiche...sublimi..le camicie di default!!

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