giovedì 31 marzo 2011

Preparazione Culturale a 360°

Esterno giorno. Mattino presto. Gradevole mattinata settembrina. Tram - modello storico drammaticamente privo di ammortizzatori - per botta di fortuna colossale mai più ripetuta nel corso della vita quasi completamente vuoto. Occhio vitreo da tipico rimbambimento post-vacanziero.

Velocità di reazione a stimolo nernovoso importante (e.g. calcio negli stinchi) = 45 secondi abbondanti.

Mentre assecondo il sussultare delle ruote di ferro sui binari, focalizzandomi su pensieri chiave per lo sviluppo dell'intera umanità ('che mangio stasera?mi sa che stanno crescendo le piante in frigo...'), odo voce cacofonica provenire dal fondo del mezzo: "BuonCCCiorno!!Kome Stare?".

Mi giro con lentezza consona ai tempi di reazione di cui sopra, verso la cacofonia, e mi si para dinanzi la faccia con gli occhi a palla di Alex, avvocato crucco in forza da sei mesi presso Studio Grandicello che, lungi dall'esser pentito, è anzi soprannominato "serial killer" dai suoi compagni di stanza. Alex, infatti, arriva la mattina senza rivolgere la parola a nessuno con una valigetta nera che poggia, chiusa, accanto alla sua postazione. Si siede e passa la successiva mezz'ora ad allineare perfettamente fogli e penne sulla scrivania. Poi comincia a zampettare sulla tastiera incessantemente sino a sera quando, metodico, ri-allinea per mezz'ora perfettamente fogli e penne, prende una valigetta nera ancora chiusa, e lascia l'ufficio senza rivolgere la parola a nessuno.

E' evidente che nella valigetta nera nasconde un fucile a pompa che probabilmente monterà nei bagni di Studio Grandicello e utilizzerà per compiere qualche folle strage di avvocati.

Naturalmente, per la legge di murphy, a cadere saranno solo praticanti e associati junior.

Ma torniamo al tram. Alex mi guarda bieco attendendo una risposta. "Ehm...Ciao....bene....."

Alex: "Tove sTata Tu VaKanza?" (quando parla Alex dovete immaginare un fortissimo accento tedesco, simile al cracchiare di una cornacchia crucca Kraaa Kraaaa)

Io (oddio, il Kgb cerca informazioni) "ehm.....alle baleari...."

Alex (con cipiglio militaresco, quasi m'avesse colto in fallo): "Ah-ahhhhh Tu FFatto BBBagni!!"

Io "(..........) s-si", poi cercando di imbastire una conversazione (quasi) naturale "e...e tu?che hai fatto?"

Alex: "VVenuti mmmiei CCenitoRi da AmeriKa a Milano. Fatto loro sKalo e RRipartiti Kon me per viaggio su MonteNero".

Io - visualizzando mentalmente il globo terrestre, mi lancio in pericolosi calcoli quantistici: I genitori sono venuti dall'america e hanno fatto scalo a milano per riposarsi. Bene, fin qui ci siamo. Poi sono ripartiti assieme per quest'altro lungo viaggio. Si ma quanto lungo?Almeno quanto quello dall'America all'Italia, no?altrimenti per quale ragione fare scalo a milano?Quindi - da queste delicate considerazioni - si deduce incontrovertibilmente che questo monte nero è sull'Himalaya. Matematico. Non ci si può sbagliare.

Quindi, rivolgendomi a lui, con gomitatina ammiccante :"ehhh, che viaggione, chissà quante passeggiatone su per la montagna!!Ma hai anche scalato?".

Alex mi guarda con un misto di pietà e schifo: "MonteNero è su mmmare, viCino Sebia, in penisola BalKanica".

Io: "Ah......ma si passeggia anche a mare......no?....lo iodio fa così bene....."

Da allora ho accuratamente evitato di bazzicare il piano dove c'era l'ufficio di Alex ..... nella malaugurata ipotesi avesse in particolare antipatia le persone non proprio fortissime in geografia ..... il giorno in cui avesse deciso di aprire la sua valigetta nera.

lunedì 7 marzo 2011

Quando la realtà supera l'immaginazione

Uno si mette in testa di evadere dal proprio lavoro dedicandosi ad un blog.

Di prendere così bonariamente in giro la vita di uno studio legale Grandicello che - all'esterno - appare seria ed impeccabile.

Il materiale, come avrete capito, è abbondante e cospicuo.

Il neo-blogger, però, deve fare i conti con una concorrenza spietata. La concorrenza peggiore: quella che viene dalla comicità involontaria. E sì, perchè le comunicazioni 'ufficiali' che corrono all'interno di Studio Grandicello, sono fe-no-me-nali.

Ma veniamo ai fatti. Come i più affezionati fra i miei 20 lettori sapranno (concedetemi un po' di modestia manzoniana....è una vita che sogno di usarla), in Studio Grandicello dobbiamo combattere quotidianamente con piccoli/grandi intoppi teconologici. I maggiori fra questi nascono da computer portatili del '15/'18 e dalle stampanti: i cui toner si esauriscono a tempo record e riescono ad essere rimpiazzati solo dopo mesi e mesi di trepida attesa. Il toner della stampante del mio piano - come ho già avuto modo di dirvi - si esaurì nel Natale 2010 ed è stato rimpiazzato venerdì scorso.
Per salutare la sostituzione abbiamo indetto 5 giorni di festeggiamenti con giochi circensi: acrobati, saltimbanchi e nani ballerini (attualmente mentre scrivo ho ancora Paco, il nano ballerino, che balla la macarena sulla scrivania).

Saputo della notizia, abbiamo cominciato a riscaldare le dita per poter spingere più velocemente degli altri il tasto 'print' e recuperare almeno in parte l'incredibile quantità di stampa pregressa (e repressa) accumulata in questi mesi.

La mole è notevole: si teme per la deforestazione di buona parte dell'Amazzonia. Si dice che Sting abbia organizzato un concerto di protesta sul piazzale antistante Studio Grandicello. Per attirare debita attenzione ha fatto le cose in grande: ha assoldato acrobati, saltimbanchi e nani ballerini (gli stessi assoldati da noi qualche giorno fa.....quando è crisi è crisi per tutti, anche per le rockstar impegnate). Così quel nano di facili costumi di Paco è passato con nonchalance dalla macarena a Message in the Bottle nel giro di 10 minuti.

Ma lasciamo ancheggiare Paco al ritmo dei Police e torniamo a noi. L'euforia per il riacquistato potere di stampa, dicevo, era alle stelle. Ci siamo sentiti per pochi giorni uniti nel segno di Bill Gates. Tornati alla società civile. Re-inseriti nel XXI secolo. Figli della comunità tecnologica e anche Figli delle stelle e di Alan Sorrenti.

Ci vuole così poco a rendere felici un pugno di avvocati pentiti.

Fino a quest'oggi a pranzo, quando Lui è riuscito a stupirci ancora una volta. Da qui in poi il blogger retrocede per lasciare la parola all'unico vero re della satira contemporanea. Leader indiscusso nelle sorti e nella vita di Studio Grandicello. Deus ex machina delle vite di noi avvocati pentiti e, da oggi, anche delle vite di Sting e Paco. Inchinatevi alle parole dell' "Oracolo".

  •  Dalla Seconda Lettera di Quadro Antico ai Collaboratori di Studio Grandicello:

"Cari,
abbiamo purtroppo 3 stampanti fuori uso. I tecnici sono stati già avvisati e verranno nel pomeriggio, ma poichè è difficile stimare esattamente i tempi per la riparazione, Vi invitiamo a considerare di servirVi di tipografie esterne nel caso in cui vi fossero delle scadenze estremamente urgenti.
Grazie.
"

Signore e Signori, a completamento dell'odierno spettacolo di cabaret, Paco si esibirà in un balletto dedicato alla vita e le opere di Raffaella Carrà!!

(musica in sottofondo: Aah-ah ah-ah a far l'amore comuncia tu - Aah -ah Aah - ah a far l'amore comincia tu)

mercoledì 2 marzo 2011

Noi, schiavi della telefonia fissa.

Interno  Studio Grandicello.

Sottofondo di zampettii sulla tastiera.

Persona Y qualsiasi: "guarda, te lo dico, questo qui di banking mi sta rovinando l'anima"

NoBrain (continuando a zampettare e fingendo interesse) "Si?"

Persona Y qualsiasi: "ma si, non ti dico, ieri mi ha tenuto al telefono su quel prospetto per almeno un'ora, capisci UN'ORA!!!e io che dovevo correre a casa a cucinare la vellutata di zucchine!!ma lo capisci??"

NoBrain: "eh...proprio un rompiscatole"

Persona Y Qualsiasi: "ora lo devo chiamare, guarda ho una fifa che mi riattacchi qualche pippone di un'ora....vabbè, su coraggio" (composizione di numero di telefono sulla tastiera)

Suono a vuoto di telefono (tuuu tuuuu)

Persona Y Qualsiasi "sicuramente starà attaccando il pippone a chissà chi altro che non risponde..."

Suono a vuoto del telefono (tuuu). Attacca la segreteria telefonica: "risponde il numero 02.90......"

Persona Y Qualsiasi: "manco sta al suo posto sto pesantone" Segreteria telefonica "....lasciare il messaggio dopo il segnale acustico"

Persona Y Qualsiasi (con voce improvvisamente addolcita) "carissimo, ti cercavo per sapere se avessi ancora qualche perplessità in merito ai tuoi rilievi di ieri, quando vuoi chiamami pure, sono a disposizione!".

Persona Y Qualsiasi chiude il telefono dal viva voce e continua "ma guarda di una pesantezza questo qui, ma proprio assurda!!secondo me è pure scemo....come puoi non capire dopo un'ora??dico io come puoi??vuol dire che proprio non ci arrivi!!no??" poi con enfasi sempre crescente "e poi l'hai mai visto di persona tu??guarda un cesso mega-ga-lat-ti-co!!!una cosa imbarazzante: se lo vedesse Dario Argento si spaventerebbe!!Se pensi che quando si è present...."

Voce meccanica dal telefono "spazio registrazione messaggio esaurito tuuuuuuuuuuu"

"................"

Persona Y Qualsiasi "v-v-vuoi d-dire c-c-che ho registrato tutto sulla segreteria????"

NoBrain "eh..."

Persona Y Qualsiasi "anche che è deficiente"

NoBrain "mmhh forse la parte di Dario Argento non l'ha presa"

Persona Y Qualsiasi "e se pagassi qualcuno per entrare nella sua stanza e cancellargli tutti i messaggi in segreteria??"

NoBrain "mi sa che prima o poi dobbiamo imparare ad usarli questi telefoni...."

Noi, amanti delle tecnologie moderne

Come ho già avuto modo di accennare, da bambina volevo fare l'astronauta.

Invece sono finita in uno studio legale. Peraltro, in uno studio legale nemico della tecnologia moderna (nella misura in cui, la tecnologia moderna - in quanto eccessivamente costosa - viene ritenuta inutile fronzolo di cui si possa fare tranquillamente a meno. Questi inutili fronzoli includono collegamenti wi-fi degni di questo nome, connessioni internet decenti e i gli ormai famosi e rarissimi toner per stampanti).

MA. C'è un MA. C'è qualcosa in Studio Grandicello che non fa assolutamente rimpiangere la plancia di un qualsiasi futuristico razzo iper-tecnologico.

I telefoni.

Questi rari gioielli della tecnologia rappresentano l'ultimo acquisto della c.d. "Era dell'Opulenza" ossia, di quella favolosa Era di cui ancora si favoleggia - antecedente all'avvento di Quadro Antico - in cui le decisioni venivano prese dal suo potente predecessore: Ken/Managing Partner, che in comune con il fidanzato di quella bambola di (gran) facili costumi di Barbie aveva meches bionde e quell'inconfondibile quanto sano e naturale colorito marron glace.

Ken amministrava Studio Grandicello in linea con gli standard di uno studio legale (anzichè con quelli di un'amministrazione pubblica in cui sarebbe sprofondato poco dopo): c'erano matite e penne in abbondanza che potevano essere prelevate senza domande in carta bollata, i collaboratori che segnalavano un problema serio al computer potevano addirittura sperare di vedersi sostituire il pc, si poteva chiedere di comprare una spillatrice a spese dello studio senza barattare la cessione di un rene al mercato clandestino.

Tempi d'oro.

I telefoni, dicevamo, arrivarono a completamento di quest'epoca d'oro. Ci furono portati un giorno qualsiasi in cui ci furono sostituiti quelli più modesti che sino ad allora avevamo utilizzato. Avevano una tastiera piena di misteriosi pulsanti e un bello schermo al led.

Ci furono consegnati assieme ad un manuale di istruzioni più voluminoso di un codice civile commentato. Senza che ci fosse fatto alcun 'corso pratico' su come utilizzare il nuovo strumento.
E qui si fece il primo, imperdonabile errore: pensare che avvocati, esperti in legge o sedicenti tali riuscissero a capire di tecnologia (quasi) come riescono capire di anatocismo.

L'iniziale utilizzo dei telefoni determinò il consumarsi di tanti, piccoli drammi.

Innanzi tutto la funzione "conference call" apparì subito particolarmente attraente: avete idea di quanto sia più facile organizzare la serata in tre o più persone parlando con tutte le persone per telefono, mentre ciascuna di loro è comodamente fissa alla propria postazione?direte voi: potreste comunque alzare il vostro sedere per 5 minuti, vedervi per un caffè e chiacchierare dell'aperitivo serale. Invece no: il sedere degli avvocati (pentiti e non) pesa infinitamente. Quindi la funzione conference call, rappresentò immediatamente una svolta.

Purtroppo le conference call non è che andassero sempre a buon fine. Capitava, per esempio, di essere al telefono con la collega per parlare dei grandi problemi dell'universo (almeno, il proprio universo): l'uscita del sabato successivo, quando prendere appuntamento per la ceretta, quale estetista avesse l'inclinazione di strappo migliore, ecc... quando, all'improvviso, la collega aveva l' "illuminazione": "Aspetta!!Sandra ha trovato un'estetista for-mi-da-bi-le!!rimani in linea che la metto in call!".

Buio. Fine della conversazione con voce amica.

Nella cornetta, piacevole musichetta di attesa.

Click di ripresa conversazione.

"allora?sta cera all'inguine dove cavolo me la prenoto??"

(dall'atra parte, voce molto nemica e con chiaro accento germanico) "Karima Hitler von Foierbach speaking"

"....."

Ho idea che una cera all'inguine fatta da una tedesca avvocato e così incavolata sia molto poco delicata.

Aia.

mercoledì 23 febbraio 2011

Fenomeni Sociali: La Figa di Legno

* Ai miei adorati compagni di viaggio e di vita di questi anni: se non rimpiango di essere una viaggiatrice delle stelle è perchè (grazie a voi) il viaggio che già sto facendo è infinitamente più emozionante*


...si dice che della bontà di una decisione ci si accorga solo con il  passare del tempo....in genere chi lo dice si riferisce ad una specie di "resa dei conti" finale, quando - ormai vecchi - si ripensa ai  propri trascorsi, catalogando le proprie esperienze sotto le voci  "rimorsi" "rimpianti" "scelta azzeccata"....sperando che l'ultimo canestro (per puro culo, inutile illudersi) sia più pieno degli altri due.

Così si pensa, invece capita che della bontà di una decisione ci si accorga all'improvviso, in maniera rapida ed indolore,,,come un'illuminazione, la classica lampadina che si accende nei fumetti  sulla testa del protagonista...

Così capita che una persona "X" qualsiasi si trasferisca da una città ad un'altra e che per un paio d'anni cerchi di (auto)convincersi di aver fatto una scelta azzeccata mentre nello stesso arco di tempo è rosa dal dubbio di aver fatto una cazzata.....quando una vocina si fa strada fra i suoi pensieri più disparati dicendo "e se..."

E poi capita che quella stessa persona X trovi una risposta al suo "e  se..." durante un tranquillo w.e. di vacanza, passeggiando nel red light district di amsterdam, quando - dopo mesi - si  (ri)imbatte in quell'esemplare di sesso femminile che popola un po' tutto il mondo, ma che a Milano e negli Studi Grandicelli trova la sua massima concentrazione: la figa di legno.

 La figa di legno è un essere vivente i cui tratti caratteristici sono dati dall'estrema rigidità e dall'assoluta assenza di qualsiasivoglia forma di curiosità ed ironia nei confronti di quelli che - anche per  la Carta dei Diritti dell'Uomo - sono gli indiscussi tre "sballi"  della vita: sesso, droga e rock 'n' roll.....

 Ora, cosa ci faccia la figa di legno ad Amsterdam (conclamata patria di almeno due dei tre summenzionati sballi) costituisce un mistero della fede. Ma andare in vacanza ad Amsterdam con la figa di legno -
 per la persona X qualsiasi - rappresenta un'insostituibile esperienza sociologica.

Così capita che, in compagnia della figa di legno, la persona X  qualsiasi si astragga dalla realtà e viva un'esperienza molto simile a  quella raccontata nella pubblicità del bacardi: con la ragazza vestita di tutto punto che risponde compita alle domande della vecchia  bacchettona, mentre nella sua testa ripercorre le 1000 notti scatenate a tirare l'alba....

Così capita che - mentre la figa di legno attraversa nottetempo il red light distric di amsterdam di corsa e senza degnare di uno sgardo il variopinto fiume di gente che l'attraversa - la persona X qualsiasi si spalma contro le vetrine dei sexyshop perchè nel vibratore a forma di bruco e nelle manette pelose ha trovato la madre di tutti i souvenir di viaggio e mentre legge e commenta i mille utilizzi (rigorosamente illustrati) dell'altalena di samantha di sex&thecity...si sente gridare dalla figa di legno di spostarsi dalla vetrina per non sembrare (o dimostrarsi?) una maniaca pervertita.

E capita che, mentre la figa di legno accetta di rivolgere la parola solo ed esclusivamente ad esemplari di sesso maschile sopra i 40 (anni) e con camicia (rigorosamente) burberry, la persona X qualsiasi si lasci tranquillamente agganciare da un 18enne francese, con phd in droghe leggere, che carinamente l'aiuta a rollare la canna ... e che  in un passato non troppo remoto, la stessa persona X qualsiasi  faceva amicizia sulle spiaggie di sperdute isole del mediterraneo con scaldabagnisti che operavano a in famose zone popolari....e per questo si presentava dicendo genericamente che  "lavorava in uno studio legale" precisando (ma solo dopo espressa richiesta) che svolgeva generiche e non meglio definibili 'mansioni di segreteria' (ma questa è una storia che conoscete già)....

E capita che mentre la figa di legno guarda con spregio ed invoca la pietà divina per la persona X qualsiasi che fa biecamente leva sui centimetri scoperti di coscia per poter entrare nel locale fighetto....la stessa persona X qualsiasi pensa a quando ballava con le amiche la lap dance al bachelor party in quel di Santa Barbara....

E capita che mentre le figa di legno si mostra crucciata e scontenta del locale fighettissimo prenotato con UN MESE di anticipo e guarda con disappunto l'atteggiamento accomodante della persona  X qualsiasi,  la persona X qualsiasi pensa che pochi mesi prima - sempre ad  Amsterdam - aveva cenato in un kentucky fried chicken all'una di  notte...dopo aver speso la serata in inutili tentativi di rollare canne che somigliavano a panzerotti....

E capita anche che, dopo un'ora di fila per entrare nel museo di van Gogh, la figa di legno (turbatissima) dica alla persona X qualsiasi  (che ha finito il tour della mostra in 20 minuti netti e sta addentando un panuozzo al prosciutto al bar del museo) che  nell'esposizione manca il "raccoglitore di patate" e che la persona X qualsiasi (ben lungi dall'associare la frase ad una qualsiasi espressione pittorica) pensi che la figa di legno abbia finalmente deciso di abbandonarsi alla passione fra le braccia di un rude coldiretti olandese (molto probabilmente cieco dalla nascita).

E così capita che la persona X qualsiasi ripensi ai tanti viaggi sconclusionati e all'arrembaggio...

Alla corsa della mustang rossa lanciata sulla costa della California senza mappe e navigatori che rischiava di concludersi a Sacramento....con l'abbronzatura sul viso che lasciava il segno degli occhiali da sole....

Alle corse a perdifiato attraverso Copenhaghen per sfuggire ad un tassista che non si aveva i soldi per pagare....

Alla notte in un ostello di zurigo in una camera che si chiamava "Elvis Preasly"....

Alle bugie inventate su musei misteriosamente chiusi in conclamate città d'arte per evitare impegnate gite culturali....

Al principio di viaggio nel portabagagli di un autobus spagnolo....

All'indipendenza di chi - stanca della giornata sulla spiaggia - si era allontanata per una "nuotatina di appena appena due ore" lasciando le compagne nel panico a chiedersi come si dicesse "dispersa in mare" in inglese...

A chi ti faceva trovare banane nella tazza del cappuccino tutte le sante mattine....

Agli inspiegabili processi mentali che spingono una persona a chiederti - alle 5 di mattina dopo una notte insonne all'aeroporto del Cairo - per quale motivo porti gli stivali scesi perchè quel modello starebbe meglio portato alto....

A chi - parlando italiano con perfetto accento pugliese - proprio non capiva come fosse possibile che la 70enne cubana non riuscisse a capire che il giorno dopo, no, la colazione proprio non la voleva!

Al coro stonato che urlava O' Surdato 'nnammurato alla luna piena, su quel mare immobile che pareva tanto il lago di Garda anzichè il più lontano Egeo....

La persona X qualsiasi pensa a tutte queste cose mentre mesta prende qualche ricordino dal negozio di souvenir all'aeroporto....cosciente che nessun pensierino potrà reggere il confronto con il bruco-vibratore e le manette pelose...

Vi scrivo questo - miei adorati lettori - per farvi sapere poche semplici cose:

1)      che non esistono posti speciali, ma persone speciali con cui vivere i luoghi...e che se le mie esperienze sono state indimenticabili (e, per la cronaca, lo è stata anche Amsterdam grazie alla presenza di due personcine uniche con cui ridere della figa di legno) lo sono state perchè ho sempre avuto la fortuna di viverle con persone indimenticabili...

2)      che quelle cacatelle che ho portato come regalino da Amsterdam sono solo un surrogato del vibra-bruco e delle manette che la figa di legno mi ha impedito di comprare...

3)      che quando capita di essere turbati e non ci si spiega il perchè .... è inutile pensare ad ansie esistenziali, quando il vero motivo potrebbe essere la coscienza che nel museo di van gogh di  Amsterdam manca il "raccoglitore di patate"....

4)      e che ... infine....a me....... Van Gogh......fa veramente CAG*RE!!!!!!!!!!!!!!!!

mercoledì 16 febbraio 2011

L'irresistibile leggerezza di una parete fucsia

L'edizione milanese de La Repubblica (storico quotidiano di resistenza anti-capitalista, letto da "pochi" radical-chic, per usare una citazione abusata di questi giorni), il giorno 13 febbraio 2011, antivigilia di San Valentino, dedica un amorevole articolo ad uno studio Grandicello (come il mio).

L'articolo mi tocca nel vivo: per un periodo ho avuto modo di conoscere quello studio grandicello e la sua sede milanese..........quindi, leggere quelle righe celebrative e pensare a quei corridoi, alla gente che vi cammina e lavora, mi ha procurato più un sussulto.

Un sussulto di insoprimmibile ilarità.

Quell'articolo è un gran pezzo.

E non un gran pezzo di giornalismo.

Un gran pezzo di monologo comico.

A questo punto, senza indugiare oltre, passiamo ad una compiuta analisi dell'articolo in questione.

"IDEALMENTE la giornata del super studio inizia intorno alle 8 del mattino, brioches smistate, pulizie terminate: tutto è pronto, almeno per le successive 12 ore."
Da questa descrizione....cosa immaginate?File di Chef grassocci e di camerieri canterini che sfornano croissant caldi e croccanti ballando sulle note del miglior best of della Disney; avvocati e praticanti che entrano in studio volteggiando sulle note di un Valzer di Strauss; donne delle pulizie che amoreggiano con gli scopettoni del cesso, canticchiano come mary poppins nell'omonimo film ed escono dagli edifici con un ombrello volteggiante?
Niente di più lontano dal vero. La mattina nello studio milanese si respira un'atmosfera greve: se qualcuno sibila 'buongiorno' le reazioni tipiche sono 1) nessuna risposta; 2) buongiorno un cazzo; 3) buongiorno sta minchia (declinazione regionale); 4) hai una macchia di caffè sulla cravatta; 5) giorno???è già giorno???ma porc...che ore sono????


"perché uscire di lì prima delle 19 sottintende un part time."
Questa frase è tristemente vera. Uscire alle 19 è considerato part time. Vi rendete conto???scappare al supermercato alle 19.10, prima che chiuda, per comprare una fettina di carne trasparente e scongiurare l'ennesima cena a base di pizza, per rientrare 15 minuti dopo e sedersi nuovamente alla propria scrivania, è operazione più complicata di quella messa a punto da clint eastwood per fuggire da Alcatraz. Ormai, avendo capito che il nutrimento non rappresenta un diritto costituzionale riconosciuto dallo Studio Grandicello in questione, per qualsiasi puntata fuori ufficio si ricorre a quell'unica necessità davanti alla quale (quasi) tutti i capi, per quanto spietati, hanno un (molto breve) tentennamento: la salute. Così decine di collaboratori nel pieno del loro vigore fisico, hanno regolari puntate giornaliere in Farmacia. O al più vicino centro medico per ritirare analisi. Non si capisce come la vicina Farmacia, data la mole di richieste, riesca ad avere scorte inesauribili di farmaci-base; e come i collaboratori abbiano ancora sangue in corpo visto il salasso quasi giornaliero cui si sottopongono.

'In realtà, tra liberi professionisti un orario fisso di lavoro non c'è, si può tirare la giornata fino alle 4 di notte o cominciarla alle 6 del mattino: assecondando ansia e/o insonnia, gli uffici (...) schierano due interi palazzi (...), tre numeri civici, cinquantasette soci e duecentocinquanta collaboratori per formare uno degli studi legali più grandi d'Italia, sono aperti ventiquattro ore su ventiquattro. Il motto potrebbe essere "gli avvocati di successo non dormono mai".'

E NO!!!!Cara redattrice dell'articolo in questione, come puoi scrivere una simile corbelleria???Un orario di lavoro fisso c'è eccome: và dalle 9. di mattina a ........ infinito.
Perchè uno Studio Grandicello NON è uno studio legale. E' una clinica medica sotto mentite spoglie. E come ogni clinica medica che si rispetti, medici ed infermieri sono disponibili 24 ore al giorno.

Immaginate: sei a casa il sabato pomeriggio, seduto sul divano a bearti del Grande Fratello o di altro peggiore programma trash che la televisione italiana offre, sentendo i tuoi neuroni quasi godere fisicamente di cotanta nullafacenza e all'improvviso.....DRRRRRIIIIIINNNNNNNNNN - ecco che squilla il telefonino (negli studi Grandicelli, come nei centri medici, il numero del proprio telefono cellulare è a bella disposizione di chiunque). Prendi il telefono bestemmiando silenziosamente, guardi lo schermo e vedi lampeggiare il numero del centralino di studio.
Panico.
Desolazione.
Timida speranza: magari è qualche collega e amico sfigato costretto al lavoro che ha voglia di scambiare due parole con qualcosa che interagisca maggiormente del boccione dell'acqua.
Poi...la risposta 'P..P..Pronto?' e dall'altra parte la secca voce del padrone: "Dove sei????" (Dire 'buonpomeriggio, come stai, scusa il disturbo, sono vocaboli non contemplati).
risposta disperata, mentre l'ultima timida speranza svanisce suicidandosi "a casa...."
Voce del Padrone (con disappunto) "Humpf" (Traduzione: Maledetto Fancazzista) "Vai subito in studio. C'è un'urgenza".
Un'urgenza?????!!!!!Mi spiegate cosa può esserci di così urgente per un AVVOCATO, all'improvviso, di sabato pomeriggio???Un'operazione a cuore aperto??Devo lanciarmi come Dottor House sopra un paziente per praticargli il massaggio cardiaco col bastone da passeggio???
Niente di tutto questo: c'è da rivedere la clausola di contratto fatto 20 giorni prima. Alla controparte non piace che al punto 20.5 si dica che sarà responsabile "inter alia" di blablabla. Non gli piace proprio quell'inter alia. Gli sta antipatico. Il latino ce l'ha sul culo perchè al V ginnasio era stato rimandato e ha dovuto passare l'estate a studiare. E per litigare su quell'inter alia e pensare a un altro sinonimo utilizzabile tu (sfigato avvocato di successo) passi in studio tutto il week end.
A tutti quelli che criticano il Grande Fratello e chi lo guarda...........ora sapete chi lo guarda e perchè lo fa??

'(...) un mondo a parte. In cui, se solo si aggiungessero i letti, si potrebbe entraree mai più uscire. Tanto, non si rischia l'ulcera: tre bar, una caffetteria e un ristorante provvedono ad arginare la fame. Nemmeno s'ingrassa, la palestra è aperta a tutti, basta scendere ad allenarsi.'

A parte l'evidente parafrasi dantesca dell'incipit (lasciate ogni speranza, ecc. ecc....), mi soffermerei sui benefit che farebbero evitare di incorrere in un'ulcera. Tre bar, caffetteria e ristorante. Praticamente - se ci fosse la piscina - sarebbe la descrizione perfetta di un villaggio vacanze. In realtà lo studio milanese ha (nell'ordine) 1) un bar "per le sale riunioni" ovvero (sottotitolo) "esercizio adibito a bevande e spuntini ad uso esclusivo dei clienti (paganti) dello studio" ovvero ancora (ulteriore specificazione) "non agibile ai semplici collaboratori, a meno che tumulati vivi in sala riunione"; 2) ristorante soci, ovvero (sottotitolo) "esercizio di ristorazione ad uso esclusivo dei soci e di clienti (paganti) c.d. megagalattici (paganti senza batter ciglio)", ovvero ancora (ulteriore specificazione) "non agibile (neanche col pensiero) ai semplici collaboratori, a meno che i suddetti collaboratori costituiscano (pro tempore) un'appendice fisica di uno dei soci stessi"; 3) sala mensa. Ovvero (sottotitolo) "esercizio sotterraneo adibito alla ristorazione del volgo (collaboratori e staff)". In realtà - per quanto sotterranea - la mensa costituisce un simpatico luogo di ritrovo per i collaboratori, in cui staccare dal lavoro per la bellezza di 10 o additura 15 minuti (fancazzisti di merda). E' anche popolata di personaggi simpaticissimi: c'è un vitello tonnato esposto dal 2007 che ormai saluta quando passi e conosce i nomi di ogni singolo collaboratore.

'(...) In realtà,i tanti servizi, persino l'integrazione del trattamento di maternità, semplificano la vita, soprattutto dei giovani.'

E' vero, la vita delle giovani mamme è veramente semplificata. E valorizzata. Talmente tanto che le future mamme partoriscono praticamente in sala riunioni. Ma per spirito di attaccamente al lavoro e far respirare al pargolo sin da subito l'atmosfera familiare che si respira in studio.

'In questo universo di fama e di sapore molto Wall Street, gli uffici personali  (...) sono molto misurati (la sobrietà come sublime vezzo?). (...) notiamo: lampadario di Venini, locandine cinematografiche d'essai, sagoma di Bogart, Proust dipinto dietro le spalle. «Certo che si può personalizzare». E se uno volesse le pareti fucsia? «Probabilmente non sarebbe qui»'.

Le stanze dell'ufficio milanese sono sobrie e piene di vezzo. Saranno di ben 5/6 mq; strette e lunghe, con la moquette verde scuro e le pareti legno. E le finestre con gli affacci interni. Non esattamente luminosissime insomma. Ma, ehi, un po' di spirito di adattamento, ovvìa!!Come lamentarsi??le povere talpe albine del nicaragua vivono in cubicoli molto più bui e stretti. E le avete mai sentite lamentarsi?Senza contare che in quei metri quadri a Napoli vivrebbero 3 famiglie di cinesi.

'(...) l'atmosfera è serena. Come se si fosse cascati tra le braccia di una mamma buona che accudisce il figlio genio, a patto che lui vada benissimo a scuola.'

Cara Redattrice dell'articolo in questione, sii seria e guardami negli occhi. Quella che puoi vedere negli occhi dei collaboratori non si chiama serenità. Si chiama rassegnazione. Disperata e muta rassegnazione.

'E tutto sommato, una volta entrati, così ben accuditi dall'acquario fino alla boccia di vetro personale, perché uscirne?'

....già perchè mai uscirne???
Sarebbe da pazzi...
eppure.... non pensate che una parete fucsia sia bellissima?

venerdì 4 febbraio 2011

Crisi Economica. Crisi Nera. Crisi Vera.

Il capitalismo è morto.

Lo scandalo Enron e il fallimento di Lehman hanno affondato i colpi di grazia. Lo sgretolarsi impietoso delle altre banche d'affari è stato il requiem che ha accompagnato le esequie.

Il capitalismo è morto. E nel mondo è scoppiata la crisi economica.

E' in momenti come questi che le imprese private si raccolgono attorno ai loro generali e a quei valori che sono gli unici capisaldi nei momenti duri e difficili. Hanno bisogno di uomini di polso, fieri, d'azione. Hanno bisogno di slogan facilmente riconoscibili che facciano sentire le moltitudini parte di un'entità. Capitani coraggiosi che traghettino le proprie navi fuori dai mari in tempesta. Virtù da tatuarsi sulle braccia per ricordare cosa è importante nella vita. Gente disposta a giocarsi il tutto per tutto per proteggere le menti operose che lavorano quotidianamente e possono far diventare grande una realtà economica. Etica da scolpire nel marmo. Strateghi che conoscano le priorità e sappiano prendere decisioni vitali in tempi brevi. Principi morali atavici ed imprescindibili.

Anche studio Grandicello è un'impresa privata. E come qualsiasi impresa privata, in questi tempi difficili, ha puntato tutto sul suo personale principio morale atavico, prioritario ed imprescindibile.

Stringere la cinghia.

Affidandone la difesa al proprio capitano coraggioso: Quadro Antico, socio rampante anagraficamente ancora giovane ma dal boccolo impomatato stile aristocrazia-decadente-di-fine-'800.

Quadro Antico ha preso talmente a cuore la tutela del nuovo principio ispiratore di Studio Grandicello, da ergersi lui stesso baluardo dell'austerity.

Ed è così che le mail lavorative dei giovani collaboratori di Studio Grandicello sono - ormai da un paio d'anni - contrappuntate da quelle che Quadro Antico suole inviare a tutti per richiamare ad uno stile di vita (lavorativa?) più sobrio.

Questi i dictat dell'austerity time (sottotitolo: dalle Lettere di Quadro Antico ai Collaboratori Italiani):

1) La cancelleria, costituisce un bene di lusso. Non uno strumento primario senza il quale qualsiasi avvocato sarebbe in seria difficoltà per svolgere la sua professione. Hai finito le matite?ti servono evidenziatori?Fai domanda in carta semplice, indicando nome, cognome, data di nascita, causale della richiesta, codice fiscale e gruppo sanguigno e la tua segretaria, ottenuto il debito permesso di Quadro Antico, entrerà in possesso della "chiave della stanza-cancelleria" e potrà (forse) dotarti di un paio di penne per scrivere qualche appunto.

Ma attenzione: non tutti gli articoli di cancelleria sono poi disponibili. Passi se la tua richiesta riguarda   matite e penne (tutte rigorosamente dotate del logo di Studio Grandicello). Ma le cucitrici...........le cucitrici, signori miei, sono rare, preziose ed in via di estinzione come l'Antilope del Kazakistan. E' talmente difficile avvistarne una, che chi già fortunatamente la possiede, imprime a fuoco sulla superficie il proprio nome e cognome, in modo che sia facilmente rintracciabile in caso di smarrimento o (peggio) furto.

2) Ancor più rari delle cucitrici e dell'Antilope del Kazakistan sono i toner delle stampanti. Quello al nostro piano si è esaurito a Natale 2010. Stiamo ancora aspettando che lo sostituiscano. Voi direte: che ce vò?Vai in un negozio, acquisti il toner, lo porti in studio e lo cambi. Non capite proprio un cazzo. I nostri toner vengono ordinati e ce li portano comodamente qui in studio. Peccato che fra il momento dell'ordine e l'arrivo del toner occorra un lasso di tempo di circa due mesi. I nostri toner, cari miei, sono rari, irreperibili e talmente sofisticati che ce li inviano direttamente da Cape Canaveral, attraversano l'Atlantico su una barca lentissima (per evitare che inopportuni scossoni ne alterino la delicata tecnologia) e, una volta sbarcati, portati a mano e piedi nudi da esili eunuchi asiatici. Una volta arrivati vengono finalmente montati nella stampante. E si esauriscono dopo 15 giorni. Così il processo di sostituzione ricomincia di nuovo. Converrete sia piuttosto irritante. Ma in questo modo diamo tantissimo lavoro agli ingegneri di cape canaveral e sfamiamo intere famiglie di eunuchi.

3) Ancor più sofisticati dei toner di Cape Canaveral, sono i computer portatili in dotazione ai collaboratori di Studio Grandicello. Si narra siano stati progettati ad uno ad uno da Bill Gates in persona e da lui consegnati al Sig. Grandicello affichè li affidasse alle sapienti mani dei suoi collaboratori. Quei computer allora affidati al Sig. Grandicello sono stati tramandati da collaboratore a collaboratore per anni. Considerando che la vita media di un portatile è di due anni e che i nostri vengono usati una media (al ribasso) di 10 ore al giorno, facendo le debite proporzioni con l'aspettativa di vita umana, lavoriamo con dei pc ottuagenari. Dei pezzi di museo, insomma. Quello della mia compagna di stanza, ogni volta che avvia un programma, riscalda il motore imitando il rombo di uno shuttle sulla pista di decollo. Quantomeno pittoresco. Io invece sono fortunata: il mio per ora non decolla. In compenso ha il video che ondeggia. Ma farlo smettere è una bazzecola: mi passo il cavo video intorno al collo (badando bene di tenerlo alto con la spalla destra, come sto facendo in questo istante) e, oplà, l'immagine è quasi ferma!in compendo mi brucia la spalla destra.....ma, ovvia, un po' di spirito d'adattamento è indispensabile per sopravvivere a questo mondo.

4) Ancor più sofisticati dei toner di Cape Canaveral, ancor più rari di cucitrici e Antilopi del Kazakistan, di ancor maggiore interesse storico-artistico rispetto ai nostri portatili...........ci sono i telecomandi del cancello elettrico che apre le porte di Studio Grandicello!!Ragazzi, non scherziamo, per la descrizione di questo articolo vi chiedo una serietà greve. Questi telecomandi sono stati progettati dalla Nasa, forgiati nel ventre del Vesuvio da Vulcano in persona e affidati a ciascuno di noi come reliquia preziosa da difendere a costo della nostra stessa vita. La scorsa estate, un comunicato ufficiale di Quadro Antico ci avvisò che qualora avessimo (malauguratamente) perso una di queste preziose rarità, per averne un'altra, avremmo dovuto pagare "una somma pari a circa 40 Euro" (cit. let.). Vi rendete conto??Quanto costa in media un telecomando elettrico comune??5 Euro??Ecco, ora avete idea del gioiello della tecnologia che noi fortunati possediamo.

Ora avete anche un'idea del posto estremamente sofisticato in cui lavoro.

La scorsa settimana ho perso il telecomando.

Per farmi aprire il cancello telefono ogni giorno in reception quando sono a 300 metri di distanza dallo studio.

Cosa aggià fà pe' campà.....