domenica 19 febbraio 2012

Riflessioni Filosofiche di una Tranquilla Domenica di Pioggia (Sottotitolo: Pur di non lavorare...)


Stasera dovrei lavorare.

Sono animata da tali entusiasmo e voglia che ho preferito: (i) mettere ordine nell'armadio; (ii) mettere ordine nel frigo; (iii) mettere ordine nei cassetti della scrivania.

Le prime due attività si sono rivelate piene di sorprese quasi commoventi: ho ritrovato un golfino svanito nel nulla tre traslochi fa e una mozzarella di cui avevo perso le tracce poco prima delle feste di Natale (quest'ultima ad onor del vero quasi m'è venuta incontro parlando: ormai s'era creata una micro-vita e un micro-clima completamente autonomi).

Ah, il golfino era disperso nei meandri dell'armadio e la mozzarella nei meandri del frigo. Credetemi sulla parola: la precisazione non è scontata.

Comunque, mentre mi dilettavo in queste faccende asseritamente domestiche, tenevo occupata la mente con pensieri asseritamente filosofici (qualsiasi cosa pur di rimandare il momento in cui avrei dovuto - asseritamente - pensare al "lavoro"). No, non temete, non mi sono occupata di investigare sulla vita segreta della mia mozzarela (anche se secondo me col pecorino, quel gran porco, qualcosa dev'esser pur successo): ormai è adulta e capace di cavarsela da sola e mi sentirei di violare la privacy che s'è conquistata a caro prezzo in quella giungla che è il mio frigo.

Riflettevo su come gli altri (id est le controparti della nostra vita, per usare una metafora giuridica) ci vedono e come noi in realtà siamo. Non voglio entrare nella metafora della maschera pirandelliana (non sono ancora arrivata a tale livello di confidenza con tutti voi da giustificare questo livello di sadismo): ma certe volte, i commenti che la gente restituisce sul vostro conto....non sembrano definire una persona completamente diversa da quello che davvero siete?o che pensate di essere?

Ma alla fine noi siamo quel che la gente percepisce, o quel che pensiamo di essere?

E alla fine chi diavolo è nato prima: l'uovo o la gallina?La scienza ha già dato la sua risposta. Ma la gallina ha fatto ricorso (Cit. C. Guzzanti, Il Caso Scafroglia, Roma, 2002).

Bando alle divagazioni. Torniamo a noi e cominciamo con qualche caso pratico. Per comodità userò un soggetto a me (e a qualcuno di voi) piuttosto noto: No Brain. Scopriamo con piccoli esempi pratici come - in diverse occasioni - le terze parti l'hanno percepita.

Esempio 1 - Contatti di Quarto livello (sottotitolo: come ti percepisce la gente che ha a che fare con te, causa lavoro, per brevi periodi)

Come immaginerete sono laureata da un po'. Lavoro in Studio Grandicello e ho superato l'esame di abilitazione professionale. Quindi, a tutti gli effetti, anche legali, faccio l'avvocato. Pentito, certo, ma questo lo sapete voi e io. Quando mi presento a qualcuno per lavoro non allungo il biglietto da visita con su scritto No Brain - Avvocato Pentito. Ecco...in realtà non allungo nessun biglietto da visita...in genere lo dimentico nel cassetto della scrivania. Comunque, mi presentano come l'avv. No Brain.

Ok. Questo concetto pare di difficilissima assimilazione per chiunque. Il fatto che sia donna e non incartapecorita, fa sì che il cliente medio di Studio Grandicello - al primo incontro - non riesca a non chiamarmi in altro modo se non Signorina. Nemmeno Signora. Signorina. E neanche Signorina No Brain. Signorina e Basta.

Agli incontri e telefonate successivi, dopo che ho aperto bocca diverse volte, magari spiegando concetti piuttosto complicati e rispondendo alle domande più assurde, arriva la promozione sociale. Da signorina, passo a dottoressa. Mi restituiscono la mia laurea. Una bella sudata, ma ogni volta una soddisfazione.

Questo status è quello finale. Il passaggio ad avvocato non avviene mai. Anzi, magari con il tempo, con la confidenza, si regredisce drammaticamente ad un sinistro rapporto filiale: una volta una cliente, quando la chiamai trionfante perchè avevo vinto (per lei) una causa partita disperata e difficilissima, mi rispose "grazie cara figliola. Ma ora me lo prepari un altro bel ricorso?Su su!!". Complice l'accento, avevo la sensazione stesse chiedendo alla nipotina di prepararle un bel piatto di cappelletti in brodo. Che poi li sapessi fare davvero, a mano, i cappelletti.

Esempio 2 - Contatti di Terzo tipo (sottotitolo: come ti percepisce la gente che ha a che fare con te, causa lavoro, per periodo più lunghi).

Per un periodo piuttosto lungo, tempo fa, ebbi a che fare con alcuni funzionari della pubblica amministrazione.

Nella pubblica amministrazione contano tantissimo i titoli. E' tutto un "dottore", "ingegnere", "architetto", e così via.

Quindi, con somma soddisfazione, sin dal primo incontro - nel pubblico ufficio - ero la "dottoressa". Sempre senza nome e cognome dopo. La dottoressa e basta.

Ma era una partenza bruciante, se pensate alle tribolazioni dell'Esempio 1. 

Col passare del tempo e degli incontri, funzionari e dirigenti devono aver cominciato a provare uno straccio di stima nei confronti della sottoscritta. 
Lo capii quando - di punto in bianco - cominciarono a chiamarmi "signorina dottoressa".

Sempre senza nome tipo "laSignorinaDottoressa" TuttoAttaccato.

Ma capii che li avevo conquistati solo il giorno in cui - nel redigere il Verbale che certificava il nostro incontro - cominciarono scrivendo "E' presente nei nostri uffici la Signorina Dottoressa Avvocatessa".

Sempre senza nome e cognome.

Ero commossa. Certo, "Dottoressa Avvocatessa" sembrava il titolo di un film degli anni '70 con la Fenech (la DottoressaAvvocatessa, cosce d'oro e reginetta del foro), ma ero il massimo a cui ero arrivata nei miei pochi anni di (pentitissima) carriera.

Di più ad oggi non sono riuscita ad ottenere. Sia come titolo professionale che come riferimento a film erotici anni '70.

Sono fortemente tentata di allegare quel verbale al mio curriculum.

Esempio 3 - Contatti di Secondo Tipo (sottotitolo: come ti percepisce chi ha a che fare con te, causa lavoro, tutti i giorni).

Il mondo legale è un mondo prevalentemente maschile.

Questa non è una protesta femminista: è proprio un dato di fatto, numericamente ci sono proprio più uomini che donne. Quindi, avendo per larga parte colleghi maschi, è come se lavorassi in una caserma.

Con tutto quello che ne consegue.

Avete presente, no, come si comportano gli uomini nei confronti di una donna anche in un ambiente di lavoro?Hanno dei cicli comportamentali piuttosto ripetitivi: all'inizio pari quasi un miracolo della natura e sono solo carinerie e complimenti ("Che bello vederti"; "Ma come ti sta bene questa gonna"; "Ci andiamo a prendere un the?no, magari te lo porto io, direttamente dall'India, così non ti stressi troppo"; etc.).

Poi...beh, diciamo che cominciano a darti un po' per scontata ("ah sei qui?mi passi tu la pinzatrice, per cortesia, che ho la sciatica e non riesco a muovermi?" - "stai andando al bagno?non è che mi prenderesti pure un caffè dalle macchinette che ho il torcicollo e mi viene a noia alzarmi dalla sedia?").

E nell'ultima fase.....no, non è quella fratello - sorella. Magari. Nell'ultima fase diventi a tutti gli effetti COMMILITONE ("porc....ma l'hai vista la farfallina di Belen???Dico, l'hai vista???" - .... ahem, ecco, non è che mi abbia turbato la farfallina di Belen....- "come non ti ha turbato???Come?????Ma la vedi???La vedi o no???forse c'è riflesso sul computer e non vedi bene???Guarda, guarda bene!!!ma dove vai??aspetta!parliamo di cose serie: secondo te è possibile che abbia le ....").

Belen, te lo chiedo con il cuore in mano, io in caserma ci vivo e ci devo sopravvivere. E sta anche arrivando la primavera. Quindi, ti prego: copriti.

Esempio 4 - Contatti di Primo Tipo (sottotitolo: come ti percepisce chi ti frequenta al di fuori del lavoro).

(colloquio confidenziale)

Persona Omega Qualsiasi "Ho letto il tuo blog, sai?"

No Brain "dai...e....che ne pensi?"

Persona Omega Qualsiasi: "scrivi bene, mi piace il tuo humor"

No Brain: "ti ringrazio,,,,davvero, ora mi fai arrossire"

Persona Omega Qualsiasi: "certo, quella storia che volevi fare l'astronauta e sei finita a fare l'avvocato....è chiaramente indice di una personalità egoica"

No Brain: "....egoche?"

Persona Omega Qualsiasi: "Egoica. sai, quel disturbo della personalità per cui l'individuo pensa di essere nato solo per grandi cose. Si ritiene superiore a chiunque altro. Nel migliore dei casi, se non un disturbo vero e proprio, significa comunque che sei snob ed egocentrica".

No Brain "ah....ma tipo psicopatica?"

Persona Omega Qualsiasi "si ma solo nei casi gravi. Magari non sei così grave"

Egoica io?Vi rendete conto?Nata per grandi cose?Snob?Egocentrica?

....certo, è da quando avevo 6 anni che mi chiedo perchè l'arca della stella piumata abbia deciso di dare i poteri magici per trasformarsi in creamy a quella demente di yu moriyama anzichè a me che ne avrei fatto sicuramente un migliore uso, ma questo mica è indice di una personalità disturbata, cacchio!!

.......O no?

E comunque la mozzarella nel frigo di me parla benissimo (credo)

mercoledì 8 febbraio 2012

X Men - Le Origini

Per motivi di privacy (e soprattutto per evitare ritorsioni di vario tipo) tantissimi episodi che accadono direttamente in Studio Grandicello non possono - ahimè - esservi rivelati.

Credetemi, a volte mi mangio i gomiti per evitare di scrivere determinati post.

Una specie di di "censura preventiva", a scopo di sopravvivenza professionale.

Ma questa devo raccontarvela assolutamente.

Quindi, venite qui: vicino vicino in modo da ascoltare senza farmi alzare troppo la voce. Evitiamo che orecchie indiscrete ascoltino.

Eccoci qui. Possiamo andare allora.

Quel che vi sto per raccontare nasce durante il periodo natalizio. Per essere più precisi, durante quella "roboante" fase dell'anno in cui gli Studi Grandicelli fanno a gara d'opulenza nell'organizzare terrificanti e fantozziane feste di natale.

Il fine espresso: brindare assieme all'anno appena trascorso e al nuovo anno di successi/fare team building/permettere a ciascun collaboratore di sentirsi gratificata parte del grande ingranaggio rappresentato dallo studio blasonato.

La ragione malcelata: bieca competizione con gli altri Studi Grandicelli su quale festa di Natale avrà più risonanza su top legal/Autocelebrazione/.....ancora Auto-celebrazione, direi.

Comunque qualunque sia il fine espresso o malcelato, queste occasioni (infinitamente noiose) si trasformano quasi sempre in un ricettacolo di pettegolezzi: su storie nate lo spazio di una sera (pare che gli avvocati d'affari - come cani e gatti - si accoppino due volte l'anno: durante la festa natalizia e durante quella estiva), o sulle confidenze che qualche associato/socio/consulente di peso s'è lasciato scappare complice qualche bicchiere di vino di troppo.

Bene, oggi parleremo di uno di questi pettegolezzi natalizi. E lo riferirò così come m'è stato da più fonti riferito.

Localizzazione: festa natalizia in importante città finanziaria Italiana.

La situazione: tavoli democraticamente circolari con mega-socio e persone pescate a casaccio fra associati (schiavi); praticanti (sub-umani); segretarie (staff), segretaria del mega-socio (staff dirigente).

La conversazione: varia, vivace e multiculturale spazia dal lavoro, al tempo, al traffico.

Ad un certo punto i tre macro-argomenti di conversazione si mischiano e i commensali ad uno di questi tavoli cominciano a discorrere di quanto sia difficile conciliare il lavoro con il tempo da dedicare alla famiglia e  ai figli, con l'aggravante del traffico cittadino.

Il mega-socio guarda con commozione quasi paterna gli associati e i praticanti che dibattono di questo fondamentale problema. Quasi prova una punta di pena per tutto quel frenetico affannarsi nel voler trovare una soluzione o, semplicemente, nel voler rendere edotti gli altri dei propri problemi.

Appena il chiacchiericcio termina, il mega-socio - novello oracolo di Delfi - prende la parola e, scuotendo il capo, parla: "miei cari, è così divertente vedere come vi affannate dietro tutti questi piccoli problemi....io ho risolto il problema della mancanza di tempo da tanto, oramai....".

Il tavolo tace sospettoso. Poi un collaboratore, fra lo stupito e l'ammirato (ovviamente da questa circostanza, capirete, si trattava di un collaboratore diretto del mega-socio) osa chiedere "incredibile....ma dicci...come hai fatto?".

Il Mega socio parte con quella che d'ora innanzi chiameremo l' "Illumunazione". "Su indicazione del mio guru (chi di noi al giorno d'oggi non ha un guru?), anni fa mi rivolsi ad un geniale inventore svizzero che mi ha fornito un casco futuristico. Bene, io la sera posiziono quel casco sulla testa, lui (il casco, non l'inventore svizzero) spara un trilione di neutroni dritti dritti nel mio cervello....e così, anche se dormo 20 min è come se avessi dormito 4 ore. Ecco risolto il problema: io la notte non dormo e così ho tempo per far tutto, anche il corso di matematica su rai tre alle 4 di mattina".

Tavolo (reazione 1): "................"

Tavolo (reazione 2): ".................. .... ah!"

Tavolo (reazione 3): "mi passeresti il cocktail di scampi?".

Nel silenzio greve seguito all' Illuminazione (quello stesso silenzio che accompagna l'aneddoto ogni volta che viene raccontato in giro), io ho sempre la seguente visione:

Immaginatevi Pasquale, immigrato da Somma Vesuviana in Svizzera per fare l'antennista della televisione via cavo, che, in cannottiera, il pomeriggio della domenica, comodamente piazzato sul divano (stile mago Oronzo, se avete la fortuna di ricordarlo), guarda X man in televisione col figlio di 6 anni che gli gioca accanto.

A metà del film, la folgorazione: il momento in cui Professor X indossa "Cerebro" (per i monoculturali senza speranza: il casco che permetteva al Professor X di trovare X men in tutto in mondo) e ha inizio la parte più importante del film.

A quella visione, Pasquale si pulisce le mani sulla cannottiera, si toglie lo stuzzicadenti dalla bocca  ed esclama "uà ho l'idea per l'invenzione del secolo!" (da leggersi con forte accento partenopeo).

Dopodichè, prende al figlio il casco da triciclo con cui stava giocando, lo avvolge nella carta stagnola (il casco, non il figlio), gli piazza sopra le lucine dell'albero di Natale: et voilà, ecco bello ed  inventato il casco-sparaneutroni-che-permette-di-non-dormire.

In realtà Pasquale non ha chiaro in mente a cosa serva il casco (a parte - dal suo punto di vista - a fare un po' di soldi), così lo mette su e-bay con una generica descrizione para-scientifica del tipo "speciale casco che amplifica i poteri mentali". Dopodichè si mette seduto sullo stesso divano e aspetta paziente che qualche pollo abbocchi.

Anzi, essendo nato e cresciuto a Somma Vesuviana (ed essendo, quindi, particolarmente sveglio), Pasquale fa dippiù: stila una lista di polli che con più probabilità potrebbero abboccare al suo trabocchetto (rectius che abbiano la giusta apertura mentale per apprezzare la sua geniale invenzione). Così, sfoglia le c.d. "pagine gialle del Pollo", ovvero Top Legal - sezione professionisti di studi lrgali (preferibilmente "Grandicelli") e manda in giro un po' di sano spam.

Et voilà, dopo solo tre mesi dall'invenzione, arriva la telefonata del mega-socio di uno dei tanti Studi Grandicelli d'Italia.

Pasquale è un genio, immaginate la conversazione.

Mega Socio: "pronto?Parlo con Pasquale lo scienziato?"
Pasquale: "Oui, c'est moi" (Pasquale da uomo trapiantato in svizzera è naturalmente francofilo)
M.S.: "sarei interessato al casco che amplifica i poteri mentali, a cosa serve esattamente?"
P.: "oui....cett' t'aiut...a superare le tois limitis. Che limiti tieni tu?"
M.S.: "perdo troppo tempo a dormire, anzichè produrre, billare e fatturare!!"
P.: "oui, je te capisc'. Ecc' avec lo cascò te nun dorm' cchiù".
M.S. "ma quindi il mio corpo non avrà più necessità di riposare per 6-7 ore di fila?"
P. "oui, sì sord'???t'aggia ditt' che non dorm' ccchiù. E comunque se noun sent' ben' o' casc' t'aggiust' pure le recchiè".
M.S. "e come funziona esattamente?"
P. " t' spara 3300 milioni di miliardi di onde fotoniche e tu noun dorm' cchiù. Budubùm!"
M.S. "cosa scusi?budu che??"
P. "t'aggia ditt' budubùm!!o' ved' ca sì sord'??ett' c'est le rumor' de le onde fotonique"
M.S. "fantastico!!dev'essere mio!!!quanto costa???"
P. "1000...."
M.S. "solo mille euro??"
P. ".....nooooooo!!!vulesse dì: magar' costass' mill' eurò, cost' 1000 volte dicchiù!"
M.S. "quindi....un milione di euro???è troppo!!io sono un avvocato: dobbiamo negoziare!!!"
P. "quant' m' vuliss' dà?"
M.S. "non più di 65.000 euro!!"
P. "vabbuò, damm' 70 canapones et est tuois, content?"
M.S. "certo....grazie Mr. Pasquale, soprattutto per aver ridotto il quantum sul prezzo, ma sa...aveva come controparte un osso duro, che sulle contrattazioni di prezzo ha fondato tutta la sua carriera...."
P.: "yes, pur' io ho fundat' la moi carrierà sulle tue contrattacion de prezzo..."
M.S. "in che senso?"
P.: "no, in the sense, que son content di venirt' incontr' e fart' content'"

Detto fatto. A colloquio concluso, tempo 3gg lavorativi, il casco di Professor X arriva al Mega-Socio che distrutto ed insonne passa le sue notti dedicandosi al corso di ricamo e punto a croce.

Tutti felici, insomma: Mega Socio e Pasquale (quest'ultimo, per ovvie ragioni, più contento del Mega-Socio in verità).

L'unico dubbio che mi resta...quando il mega-socio indossa quel casco....nei deliri della sua insonnia....riuscirà anche a vedere esattamente dove si trova Wolverine come faceva Professor X??

martedì 27 dicembre 2011

Dimmi Chi Conosci e Ti Dirò Chi Sei (sottotitolo: le avventure di un console italiano all'estero)

"E' sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva frequentazioni irreprensibili".

Amici cari, la citazione in metafora evangelica di quest'oggi è d'obbligo, in quanto:

1) siamo in periodo (che oserei ancora definire latamente) "natalizio";

2) vorrei spezzare una lancia in favore di quegli stoici che ancora frequentano me (incuranti di come le malgiudichi la gente). - Ironia spruzzata di finta modestia utilizzata gratuitamente al solo scopo di auto-assolvermi-; e

3) ci sono persone che - soprattutto negli ambienti frequentati dagli avvocati pentiti di uno studio grandicello - pensano esattamente il contrario: chi frequenti ti definisce come uomo e come professionista.

Come ben immaginerete, miei adorati lettori, il post odierno verterà sul punto 3). Ritengo infatti (e qui potete tirare un sospiro di sollievo) che un post sulle metafore evangeliche o sulle complesse turbe psichiche di chi mi frequenta possa risultare interessante come una puntata di Elisir interamente incentrata sul Colon Irritabile (senza offesa per Elisir e per il Colon irritabile).

Ciò detto, torniamo indietro nel tempo di un mesetto e voliamo nuovamente oltreoceano, dove la vostra No Brain aveva preso 4 giorni e mezzo di (meritata) vacanza in compagnia della rinata Persona Y Qualsiasi (cfr. Post "Voglia di Tenerezza") e della loro comune amica "Bullet Point" (per le parole indicate in lettere maiscole cfr. infra definizioni).

Prologo

Nell'ansia di preparare qualcosa di veramente speciale per No Brain e Bullet Point, la Persona Y Qualsiasi - fra un corso di Zumba e una chiacchierata con i suoi amici scoiattoli - aveva pensato bene di dar fondo ai suoi "contatti" da Social Network, nella speranza di trovare qualche anima pia (amico di amici di amici) che fosse particolarmente avezzo alla vita notturna della city americana e sapesse quindi indicare a tre poveri Avvocati Pentiti stranieri le giuste vie del Divertimento Notturno targato U.S.A.

Fu così che la Persona Y Qualsiasi fece la conoscenza di Riccardo: giovane ricercatore (di non si sa bene cosa), presso l'Università Americana (non si conosce con esattezza quale) da svariati anni (intendendosi per svariati periodo superiore al quinquennio).

Accurato conoscitore della vita notturna U.S.A.

E, soprattutto, uomo dalle conoscenze "giuste".

L'Ante-Fatto

Al primo "incontro" programmato con la Persona Y Qualsiasi, un business aperitive organizzato da Riccardo stesso, il "ricercatore fuori sede" si annunciò come il cavallo vincente su cui puntare: già via SMS anticipò alla Persona Y Qualsiasi che la sera stessa c'erano diverse feste programmate in giro per la città cui lui, ovviamente, aveva libero accesso e soprattutto che - al loro business aperitive - sarebbe stato presente anche il suo grande amico: il Console Pancrazio.

La Persona Y Qualsiasi, in ansia per la grande opportunità, si preparò con cura all'incontro, redarguendo le amiche dal tenere un comportamento che si confacesse all'ambiente altolocato cui si stavano per affacciare.

Intimandole di tenere solo discorsi di una certa levatura culturale e costringendole, pertanto, a prendere lezioni-base (su wikipedia) di arte moderna: da Jackson Pollock a Giò Pomodoro.

Al business aperitive Riccardo era solo.

Del Console Pancrazio nemmeno l'ombra.

In compenso No Brain e Bullet Point ebbero occasione di intrattenere Riccardo sull'influenza del sand painting nella tecnica pittorica di Pollock e della fruizione sociale dell'opera di Pomodoro (intendendosi per tale lo scultore Giò e non l'Insalata di, come per entrambe sarebbe stato ovvio).

Alla fine erano più esauste che dopo un esame universitario. Ma certamente avevano impressionato positivamente Riccardo che fissò una cena per la sera stessa.

In particolare, Riccardo aveva prenotato per 12 in due ristoranti: a loro si sarebbero infatti uniti il Console e "altri amici del Console" (cit. test.) e sino all'ultimo avrebbero potuto decidere in quale ristorante avrebbero preferito andare (pensate quanto sarebbe stato contento l'altro ristoratore a vedersi disdire all'ultimo una prenotazione per 12 persone).

Le persone Chic pare facciano così.

E Riccardo era très chic.

La persona Y Qualsiasi ammonì gravemente le amiche di mantenere un atteggiamento ancor più nobile e compito a cena: non poteva certo presentarsi davanti al console con due sgallettate che parlavano di Zumba, palestre e scoiattoli. Così - non conoscendo i gusti del Console - prima di cena No Brain e Bullet Point ripassarono tutti gli impressionisti e i filosofi greci da Aezio a Diogene (seguendo l'ordine cronologico del web e fermandosi alla lettera D per intervenuti limiti di tempo).


Il Fatto

A cena Riccardo era solo.

Del Console e degli "amici del Console" nemmeno l'ombra. Evidentemente avevano tutti preferito l'altro ristorante.

Nonostante la vistosa assenza, Riccardo era pieno di verve: raccontava irresistibili aneddoti sugli assegni di ricerca universitari e sulla cena di Natale a casa Savoia cui avrebbe a breve partecipato.

Alle esternazioni, No Brain rispondeva snocciolando la vita e le opere di Alcmeone di Crotone, mentre a Bullet Point, sbadigliando, cadeva la faccia nel piatto.

Tutti erano concordi nel ritenere che una puntata di Elisir sul Colon Irritabile doppiata in polacco sarebbe stata molto più avvincente.

Senza offesa per Alcmeone di Crotone.

L'Epilogo

Dopo l'avvincente esperienza dell'Aperitivo e della cena (senza) Console, No Brain e Bullet Point - con atteggiamento compito ed aristocratico che la circostanza richiedeva - chiesero ed ottennero dalla Persona Y Qualsiasi di lasciare da parte Riccardo, la filosofia greca e l'arte moderna per dedicarsi ad altro tipo di arte contemporanea: shopping selvaggio, hamburgher e patate fritte come se piovessero e visite guidate di università americane al solo fine di valutare possibili strategie di sexual harassment sugli studenti meritevoli del terzo anno.

Riccardo era solo un ricordo lontano.

Sino a quando - un paio di settimane dopo - la Persona Y Qualsiasi ricevette questa mail in copia conoscenza.

Da: Riccardo
a: JosephJones@internationalcounselgroup.com
cc: PersonaYQualsiasi@hotmail.it
Object: Cortesia

Caro Joseph,

ci siamo conosciuti pochi giorni fa durante il convegno "International relationship of Great Innovation Scenarios from the Big Bang to the End of the World (and you know it)". Spero ti ricorderai di me: abbiamo lungamente parlato della fondamentale spinta culturale fornita a questa città dal mio grande amico: il Console Pancrazio (in quell'occasione purtroppo assente).
Ti scrivo mettendo in copia la Persona Y Qualsiasi, brillante avvocato del famoso Studio Grandicello, sperando tu possa metterla in contatto con ambienti altolocati e di prestigio in questa città: la professionista, infatti, cerca di evadere e trovare giustamente amicizie più stimolanti di quelle che ha avuto sino ad ora e basate su sue colleghe che amano dar sfoggio di un'eccessiva erudizione (come se questo fosse segno di prestigio, quando invece rappresenta una volgarità quasi pari al millantare amicizie inesistenti).
Spero vorrai dar seguito a questa mail, mettendoti in contatto con direttamente con lei.
Quanto a noi: spero di rivederti presto alla cena dei Savoia.

Con immutata stima,

Riccardo

**********************

Da: JosephJones@internationalcounselgroup.com

a: PersonaYQualsiasi@hotmail.it

Object: Re:Cortesia

Gent. Sig.na,

al momento non ricordo chi sia il Sig. Riccardo e non mi sovviene di aver parlato di un Console Pancrazio con qualcuno al convegno....in ogni caso capisco che come Italiana all'estero lei abbia un'estrema necessità di stringere nuove amicizie, per questo motivo - se mi usasse la cortesia di mandarmi un suo recapito di posta - le invierei un invito alla mostra di Jackson Pollock dal titolo: "L'influenza del sand painting nella tecnica pittorica di Pollock". Spero in quell'occasione avrà modo di consocere altre persone con gusti a lei affini.

Cordiali Saluti

p.s. a cena dai Savoia non credo di andare perchè sarò ospite per tutto il periodo natalizio della Regina Elisabetta a Bukingham Palace.

Joseph Jones
amministratore delegato della Internationa Counsel Group L.L.P.

*********************

Glossario - Definizioni
Bullet Point: Avvocato Pentito italiano, temporaneamente distaccato nel Nuovo Continente in Studio Grandicello locale. Deve il soprannome alla nota "precisione" resa ancora più evidente dal paragone dovuto alla frequentazione di due "fanatiche della gestione libera e dell'ultimo minuto" come No Brain e la Persona Y Qualsiasi.

Vita Notturna (o Divertimento Notturno): per degli Avvocati Pentiti significa serata mediamente carina, in locale decente, con musica commerciale e banco bar cui ordinare: Spritz e/o Mojtos e/o Negroni. Il divertimento de qua non implica assolutamente alcunchè di trasgressivo a meno che la trasgressione non sia data da approcci (esclusivamente verbali) con un numero mai superiore a due (2) esseri di sesso maschile guardabili.

Social Network: Intranet di Studio Grandicello in cui reperire nomi, cognomi e numeri di telefono di colleghi di cui si ignora anche l'esistenza.

giovedì 15 dicembre 2011

Barbapapà

Lo stereotipo di chi lavora in Studio Grandicello è conosciuto: un giovane rampante. Spaccone. Uno squalo pronto a mangiare in un boccone anche il suo miglior amico pur di far carriera.

Bene. Ricredetevi. Non tutti sono così.

Incredibile a dirsi, ci sono anche persone umane, addirittura buone, fra quelle che lavorano per Studio Grandicello.

Persone generose, altruiste e addirittura filantrope.

Magari anche una punta masochiste.

Beh, a questo punto, come avrete capito, non sto parlando di me.

Mi riferisco al mio collega e compagno di giornate, ora noto anche a voi, con nome in codice "Barbapapà".

Barbapapà è di quei ragazzi come non se ne trovano più: studente modello, professionista brillante, marito e padre dedito alla sua famiglia.

E' sempre educato e gentile. Sa dire grazie e prego. Se gli chiedi un favore lui te ne fa tre. Naturalmente questa sua disponibilità viene premiata all'interno di Studio Grandicello con ingenti e munifici carichi di lavoro che possano impegnargli anche i sabati e le domeniche.

D'altra parte è risaputo che qualsiasi capo sa essere inguaribilmente generoso quando si tratta di spargere lavoro a piene mani verso i propri collaboratori (rectius "associates") che si mostrino più entusiasti. O disponibili. O semplicemente meno lamentosi di altri.

Date le premesse, avrete capito che Barbapapà è amato e và d'accordo con tutti. Ma proprio tutti. Anche con i così detti "Insopportabili" che corrispondono pienamente allo stereotipo del giovane avvocato di Studio Grandicello.

Bene. Qualche settimana fa Barbapapà è impazzito. E qui lasciamo da parte le valutazioni per passare alla fredda cronaca.

Il Contesto: La crisi di governo drammaricamente precipitata nelle scorse settimane, quando i media davano per imminenti le dimmisioni dell'allora primo ministro (d'ora innanzi "Colui che Non Deve Essere Nominato" o anche "Voldemort").

L'Antefatto: come accade anche negli studi grandicelli, in corpo degli associati (ops, "associates", dimentico la matrice anglofona del posto dove mi trovo,,,,come posso?) - anche in questi periodi di crisi - si infoltisce  con l'assunzione di nuove leve (d'ora innanzi gli "Schiavi Egizi"). Alcuni di questi Schiavi Egizi non sono esattamente signori nessuno. Capita, infatti, che - una volta su cento - sia assunto un giovane, brillante, collaboratore legato in qualche modo alla casta faraonic...ops, al governo dimissionario (hereinafter la "Nuova Leva".... per ovvie ragioni dobbiamo distinguerlo dagli Schiavi Egizi).

Ci sono guai peggiori, direte voi.

E' vero, ma lasciatemi dire che in un ambiente lavorativo schierato "leggermente" a sinistra (la sinistra del vecchio PCUS, per intenderci) "capita" che un siffatto ingresso imponga di moderare i discorsi politici.

Questo solo al fine di urtare la sensibilità di chi, magari, al governo dimissionario può tenere particolarmente.

Così, in una delle giornate "calde" in cui si aspettava la notizia delle dimissioni come il goal su rigore di Grosso alla finale dei mondiali del 2006, capita che Nuova Leva si affacci curiosa alla sede del PCUS per chiedere chi volesse fargli compagnia per pranzo.

E capita che il PCUS, zittendo all'improvviso, nasconda dotto la scrivania giornali sovversivi (d'ora innanzi La Repubblica), bandiere della vecchia URSS e foto formato tessera di Togliatti da bambino.

E capita che in quel silenzio irreale ed immobile, piombi nella stessa sede del PCUS Barbapapà, gesticolando e proferendo il suo articolato commento socio-politico sulla situazione politica del momento: "MA TI VUOI DIMETTERE, CAZZO?????".

A quelle parole il PCUS atterrisce. Qualcuno, di nascosto, bacia la foto di Togliatti mentre il volto gli si riga di lacrime per il compagno Barbapapà dato ormai per perduto.

Nuova Leva sbianca. Poi riacquista colore passando al rosato-rosèè-rosso peperone(rimanendo poco dell'inviso colore per poi virare al)-viola deciso.

Poi Nuova Leva esplode "E cosa pensi??che un governo 'tecnico' ci possa aiutare???Risolvere la situazione??".

A quel punto la curva del PCUS si aspettava che Barbapapà abbozzasse e battesse (saggiamente) in ritirata.

Barbapapà, invece, sfoderando una grinta sconosciuta, acceso in volto come Nuova Leva, comicia a rintuzzarlo con veemenza.

Da lì è un crescendo: la stanza di Studio Grandicello diventa l'arena di Anno Zero con ospiti la Santanchè e Di Pietro.

Il PCUS assisteva ammirato, impotente e sconvolto alla piccola rivoluzione in atto.

Quel giorno il governo non sarà caduto, ma molti di noi hanno sostituito le foto tessera di Togliatti con quella di Barbapapà.

Neanche un Studio Grandicello distrugge la passione di uno spirito rivoluzionario.

Hasta la Revolucion!

venerdì 18 novembre 2011

Voglia di Tenerezza

La permanenza negli Studi Grandicelli non è consigliabile a chi ha problemi di salute. Soprattutto se la salute in questione è quella mentale (e sin qui, miei cari 15 lettori, un'idea di massima dovreste esservela già fatta).

A chi entra in questi posti dovrebbe essere fatto un avvertimento, come quelli che si trovano sulle sigarette. "Nuoce gravemente alla salute". "Questo posto ti uccide" "Nuoce a te stesso e a chi vuoi bene".

Chi fa parte di questi posti viene marchiato per sempre. Senza scampo alcuno.

Per supportare questa tesi, vi proporrò qui di seguito (o, meglio "come segue" per utilizzare un legalese più consono all'attività che svolgo) un fulgido esempio.

Esempio di una persona normale (o presunta tale) che - lavorando in Studio Grandicello - ha perso la ragione.

"Come segue".

La persona Y qualsiasi - spesso protagonista di post in questo blog - s'era stancata della vita frenetica di Studio Grandicello.

Aveva bisogno di rallentare.

Di riappropriarsi del suo tempo.

Il suo motto sarebbe stato "Vivo per lavorare e NON lavoro per vivere".

Detto. Fatto.

Un paio di mesi fa la persona Y qualsiasi ha mollato tutto e ha deciso di investire in se stessa. Ha fatto armi e bagagli e s'è trasferita dall'altra parte dell'oceano (rectius dall'altra parte "ricca" dell'oceano).

A cercar fortuna, come facevano i protagonisti dei romanzi di Mark Twain.

Che gran decisione.

Tutti in Studio Grandicello l'abbiamo ammirata. E tutti - poi - l'abbiamo invidiata per tanta audacia.

Così, qualche settimana fa, in un momento di supremo scoramento, ho mollato tutto anch'io e sono volata oltreoceano dalla persona Y qualsiasi.

No, calma: ho mollato tutto per 5 giorni (di cui solo due lavorativi). Da brava vittima della sindrome di Stoccolma mi viene ancora difficile liberarmi dei miei carnefici.

Ma è stato un gran gesto anche il mio: rivoluzionario quasi. Prender "ferie" nel mezzo dell'anno, senza aspettare i canonici agosto e dicembre è al limite della dissidenza. Ormai sono bollata come sovversiva.

Ma torniamo a noi.

Dopo aver attraversato l'oceano arrivo a destinazione: nella grande, ricca, quasi opulenta "città" americana (l'avevate capito che l'altra parte dell'oceano di cui parlavo non era l'India, no?).

E lì rivedo la persona Y qualsiasi e....ragazzi, ora so cosa significa la parola "rinascita".

La ragazza stanca, demotivata, ingrigita, con i capelli che cadevano a ciocche e il colorito verde bottiglia (detta anche "abbronzatura da computer" in gergo) .... era sparita!!

Al suo posto una fanciulla in fiore, evidentemente ringiovanita, entusiasta, che con la sua lunga, fulgida, fluente chioma attraversava con fare spavaldo e padrone la tentacolare metropoli.

Mentre la guardavo ammirata, la persona Y qualsiasi mi raccontava di questo suo cambiamento "Guarda non puoi capire...mi sento un'altra!!Parlo con tutti, conosco un sacco di gente....ah, su quel grattacielo c'è la mia palestra....dicevo, e poi non puoi capire le opportunità, dico le OP-POR-TU-NI-TA' che ci sono qui.
Proprio ieri parlavo con un amico che fa il console e....ecco, vedi lì in alto??Proprio lì c'è la mia palestra....mi alleno facendo ZUMBA....non so se in Italia è arrivata...comunque, cosa dicevo?ah sì, le opportunità!!anche in campi completamente diversi....ecco.....se proprio ora alzi la testa e guardi in alto....no, un po' più a destra, ecco forse riesci anche a vedere il logo della mia palestra riflesso nei vetri del grattacielo di fronte....cioè, non è il fatto che puoi fare Zumba, è che fai Zumba specchiandoti nel grattacielo....".

A quel punto, No Brain, in un misto di ammirazione e saturazione...non riuscendo a sopportare ulteriori dettagli sul corso di Zumba al 44mo piano del grattacielo "millenium", cerca di portare la conversazione ad un livello "superiore", più intimo, più profondo....

No Brain "Ma quindi a cosa è dovuta - endorfine da sport a parte - questa incredibile sensazione di benessere?".

La persona Y qualsiasi si ferma e rivolge a No Brain uno sguardo complice. No. Più che complice.
La persona Y qualsiasi ha negli occhi una nuova consapevolezza. Come di chi ha cercato e trovato la Verità. La realizzazione. La soddisfazione dei suoi bisogni più profondi.

Così, la persona Y qualsiasi, con voce pacata, anziché rispondere a No Brain le intima "vieni con me".

No Brain segue la persona Y qualsiasi docile, ammirata ed impaziente: a breve sarà messa a conoscenza della verità che rende liberi. E sereni. E consapevoli. E ti fa affrontare un corso intero di Zumba.

Una verità che và oltre il diritto.

Oltre le sterili clausole di un contratto.

Ecco....si può essere felici qui fuori.

La persona Y qualsiasi ad un tratto si ferma. Sorride a No Brain e allarga le braccia per mostrarle quel che cerca.

No Brain si sporge in direzione del braccio della persona Y qualsiasi e....vede.....un parco. Un parco??
Un piccolo parchetto pubblico??Due ragazzini. Tre vecchietti. Punto.

E la Verità????!!

La persona Y qualsiasi continua a sorridere e si allontana verso il punto che poco prima aveva indicato con la mano e, volgendosi verso No Brain "ecco!Sono loro che mi ispirano....gli scoiattoli!!".

No Brain: "......."

Persona Y Qualsiasi: "Gli scoiattoli...guardali!!così piccoli, teneri ed indifesi....io vengo sempre qui. Ogni giorno. (dopo la Zumba). Mi siedo e li osservo. E mi sento felice!".

No Brain: "(....) felice?".

Persona Y: "Felice. Non sono adorabili?"

No Brain: "Ma....tipo scoiattolo come spirito guida?!"

Persona Y: "No. Proprio tipo scoiattoli. Come Cip e Ciop. Hai presente?"

No Brain: "Ma perché quello più grosso, accanto a te, gonfia così il pelo sulla schiena?"

Persona Y: "Ah...Ahhhh....(gridando di terrore) AHHHHHHHHHH!!!Ommioddioooo!!!Aiutami!!!!Non vorrà mica attaccarmi!!??!!!!".

No Brain "(....) Ma non erano teneri ed indifesi?"

Persona Y: "Oggi No..."

No Brain: "Andiamo a mangiare un Big Mac con le patatine?".

Persona Y: "Guarda, c'è un ristorante fighissimo sul grattacielo della mia palestra...se facciamo in tempo ti faccio vedere il corso di Zumba!!"

.............

Che poi, secondo me, tutti quegli scoiattoli e tutti quegli Hamburger in una sola città..........sarà proprio un caso?

martedì 4 ottobre 2011

Con chi si accoppiano gli Avvocati?


Devo ammetterlo: quest'estate climaticamente prolungata mi ha temporaneamente bloccato la vena scrittorea (se così posso chiamarla).

Non che studio grandicello sia diventato improvvisamente scevro di aneddoti....ma sono sicura capirete: con questo caldo, le belle serate, le giornate piene di sole....molto meglio viversi la vita che parafrasarla di fronte allo schermo del computer.

Così m'è venuto il blocco dello scrittore....o il blocco del blogger, se preferite (nel 2011 credo sia molto più appropriato, sebbene drasticamente meno romantico).

Ma stasera m'è tornata la voglia di scrivere. E m'è tornata (ancora una volta) grazie ad uno di voi, un lettore "per caso" che è incappato nel mio blog mettendo su google queste semplici parole "con chi si accoppia un avvocato"?

Lettore curioso, caro lettore curioso (suona un po' come il delfino curioso della pubblicità, nevvero?) sorvolerò sull'esegesi delle motivazioni che possono averti spinto a porre una simile domanda al web....e cercherò, invece, di darti una risposta. O una non-risposta (intesa come un paio di esempi con cui Non si accoppierebbe un avvocato). O quantomento uno stralcio di vita privata vissuta da un avvocato. O sedicente tale. O pentitamente tale. 

Faccio una doverosa premessa, i due protagonisti maschili di questo post: Ninuzzo e il Romantico Controtempo sono realmente esistiti. Nessuno dei due conosce il mio nome e cognome nè, tantomento, hanno idea dell'esistenza del mio alter ego No Brain. Di conseguenza, è verosimile che non vengano mai a sapere di essere stati sputtanati sul web.

Nel caso un domani dovessero casualmente incappare in questa pagina internet....(per esempio, tramite ricerche inversomili come quella che sta originando questo post) .... ehi, ragazzi, senza rancore, sto trasfigurando stralci del nostro incontro in nome dell'ironia.

E' un fine superiore.

C'è la crisi.

Di qualcosa dovremo pur ridere, no?

Ok, premessa conclusa. Partiamo col racconto.


Ninuzzo

Esterno. Piena estate. Sole torrido a picco sulla strada sterrata. No Brain cammina barcollando nel mezzo dei 45/46 gradi che l'estate siciliana sta generosamente regalando alle ore 12 di un giorno qualsiasi di fine agosto.

Grazie alla ricca colazione a base di mini-cannuoli, cappuccino, brioche e frutta fresca (per via della tipica raccomandazione delle mamme "la frutta, mi raccomando, quando c'è caldo tanta frutta!!"), No Brain avanza coraggiosamente nella canicola imprecando come potrebbe solo un camionista napoletano contro un pullman di tifosi dell'Avellino.

Sta tenendo duro perchè laggiù, al di là della strada resa ondulata dall'afa, si intravede uno spicchio di mare azzurro cobalto su una lingua di sabbia bianca dove, fra un'imprecazione e l'altra, già sogna di schiattarsi per essere rimossa - ormai mummificata - solo all'alba del giorno dopo dalla squadra di volontari netturbini.

A metà strada, vede la via biforcarsi leggermente.

Contrariamente ai suggerimenti presenti in qualsiasi libro pubblicato negli ultimi 150 anni, lascia la via maestra per prendere la deviazione.

E la deviazione finisce in una piccola caletta semi-deserta.

Un angolo di paradiso lontano da tutto e da tutti.

4 persone in 300 metri di spiaggia. Acqua cristallina. Silenzio. Bagno. Libro. Pennichella. All'improvviso tutto (a parte la colazione della mattina) sembra lontano e insignificante.

All'improvviso, mentre sonnecchia al sole, No brain vede in controluce avvicinarsi lui.

Ninuzzo.

Avete presente il modello della pubblicità di Dolce e Gabbana ambientata in sicilia?Quello che mentre guardava monica bellucci dava un mozzico alla testa del polipo?Quello con 130cm di Torace e 190cm di altezza?
Ecco. Tenete come riferimento queste misure. Giusto scambiate il torace con l'altezza e l'altezza con il girovita.

Un comodino con le gambe.

Ninuzzo esce dall'acqua come un leone marino, si avvicina dinoccolato, su 300 metri di spiaggia libera si siede proprio accanto a No Brain.

Si gira e chiede "hai un altro libro?"

No Brain si gira, lo guarda, e pensa (certo, giro sempre con il catalogo Feltrinelli nella borsa da mare, che genere preferisci?)

ma non fa in tempo a parlare che il visitatore allunga la mano e si presenta (con forte accento siculo) "ciao, io sono Ninuzzo. Tu cosa studi?"

Ecco qualcosa che scioglierebbe anche un iceberg.

Sfido qualsiasi essere di sesso femminile, anche di 19 anni a non scioglersi se non le si danno 4 mesi in meno della propria età anagrafica.

E così No Brain decide - per una volta - di abbandonare la presentazione standard che usa in vacanza (id est estetista diplomata) e risponde "studio lettere e filosofia a Milano".

Ninuzzo: "Wow!che brava....io giurisprudenza".

Singulto strozzato di No Brain. Principio di paralisi al braccio sinistro e una voce nella testa che urla a Ninuzzo (NOOOO Salvati!!cambia facoltà!!!).

Il pensiero della vita che attende il povero Ninuzzo finisce di vincere le resistenze di No Brain che, ormai intenerita, inizia col comodino siculo una fitta conversazione sugli esami da dare, la difficoltà del vivere con i genitori, l'importanza di preparare gli esami ripetendo ad alta voce.

Insomma, visto che Ninuzzo si laurea a Marzo 2012 e io a fine Ottobre 2011 (non ho rinunciato a fare il fenomeno anche per finta), abbiamo deciso che facciamo festa di laurea assieme a dicembre a Milano.
Siete tutti invitati.

Il Romantico Controtempo

Nelle storie romantiche il tempismo è tutto. Le cose vanno fatte al momento giusto. Un attimo prima o uno dopo e rischiano di diventare inutili, scontate, grottesche o ridicole.

A pensarci c'è da mettere ansia.

Per fortuna nella pratica c'è l'istinto a dare una buona mano d'aiuto.

Almeno aiuta spesso e volentieri.

Alcune persone, in determinate circostanze, sembrano proprio destinate ad andare controtempo. Arrivano con mezza battuta di ritardo. Entrano al momento sbagliato della paritura. 
E al posto di una sinfonia....vien fuori una tarantella (con tutto il rispetto per i balli popolari).

Il Romantico Controtempo era partito grandissima: avvicinatosi alla persona Delta qualsiasi durante una festa, aveva cominciato una conversazione interessante, aveva portato galantemente vino e le aveva presentato gli amici. Aveva ballato e alla fine l'aveva riaccompagnata fin quasi sotto casa.
Tanto che la persona Delta qualsiasi aveva pensato (anche grazie ai fumi del mojito) che esistessero ancora i signori. E i romantici. E i romantici signori.

Ne giorni a seguire, il Romantico Controtempo era sempre passato la mattina dopo colazione a prendere la persona Delta Qualsiasi, per fare assieme la strada che portava alla spiaggia.

In spiaggia si piazzava sul lettino accanto alla persona Delta Qualsiasi.

Faceva il bagno quando lo faceva pure la persona Delta Qualsiasi.

E quando la persona Delta qualsiasi - per cacciare la punta di claustrofobia che cominciava ad attanagliarla da cotale pressing - apriva la sua lettura da spiaggia (fumetto Martine Mystere d'annata) per tagliare la conversazione, il Romantico Perditempo apriva il suo libro di Racconti di Hesse e intratteneva la persona Delta qualsiasi - con i 49 gradi che filtravano anche attraverso l'ombrellone - con le sue considerazioni circa la teoria dell'alienazione dell'uomo rinveniente nell'opera di Hesse e la sua contemporaneità.

Ma fu alla sontuosa cerimonia nuziale cui entrambi parteciparono quella stessa sera che la Persona Delta Qualsiasi capì qualcosa di molto importante.

La sfarzosa festa nuziale si teneva in una valle dei templi.

Proprio in mezzo ai templi romani.

Ora, immaginate la scena: l'orizzonte vasto, il mare, subito dietro il tempio perfettamente conservato con i fari colorati che lo illuminavano dal basso e tutto intorno i tavoli bianchi illuminati dalle sole candele.

Potete visualizzare la scena?

Ecco, ora provate a pensare di camminare nello scavo archeologico con 40 gradi e tacchi 12. L'anticamera dell'Inferno,

La persona Delta Qualsiasi odiava il mondo intero. Reggeva il suo cocktail guardando il maledetto tempio romano e quasi piangeva di dolore, mentre sentiva le sue estremità gonfiarsi come cotechini bolliti a Natale.

Fu in quel momento supremo, mentre si alzava un leggero vento scirocco che buttava la sabbia dello scavo archeologico direttamente in bocca, che la persona Delta Qualsiasi sentì alle sue spalle una voce roca che le chiedeva "A cosa pensi?".

La persona Delta qualsiasi si girò, guardò in faccia il Romantico Controtempo e con la voce ugualmente roca (dal dolore) rispose "penso che ucciderei per un pediluvio".

La persona Delta qualsiasi capì quella sera che il romanticismo era proprio morto.
Per fortuna.
Diversamente l'avrebbe ucciso volentieri lei. Con le sue mani.

  

lunedì 22 agosto 2011

Voulez Vous Patè Avec Moi?

*** A Berta, Password, Polly e Rosamunde ***

Giuliane aveva tutto quello che poteva piacere ad una donna.

Giuliane era alto. Ma non troppo.

Era muscoloso. Ma non troppo.

Aveva capelli scuri. Ma non troppo (anzi...a pensarci bene non è che avesse così tanti capelli).


Ma soprattutto Giuliane era francese.

E parlava francese (regolare, direte voi...ma avete idea di quanto sia sexy sentirsi parlare in francese, anche senza capirne una virgola e specie dopo un paio di mojito?).

Giuliane pareva uscito da un romanzo rosa e sembrava perfetto. Perfetto per la perfetta storia estiva.

E poi...avete idea di quanto possa essere figo farsi una storia con uno che si chiama "Giuliane" (con la "G" dolce...Sgiuliàn)?
Ora, noi Italiani possiamo essere nazionalisti quanto vogliamo...passare ore a lodare la nostra cucina e il nostro calcio, denigrare senza sosta Zidane e Sarkozy (e con una certa faccia tosta, visto i guai che abbiamo anche noi in questo campo). I nostri rappresentanti maschili possono sfoggiare a ripetizione magliette con su stampato Italians do it better, ma se persino Carlà ha scelto di accasarsi con un capo di stato formato tascabile d'oltralpe....un motivo ci sarà, no? (un motivo ulteriore al fatto che si tratti di un capo di stato, appunto).

I Francesi sono un popolo esteticamente e seducentemente superiore (qui avrò perso una cinquantina di lettori), non c'è nulla da fare!Per quale altro motivo, se no, i panettieri italiani sembrano cloni del Cecco di Abatantuonesca memoria, mentre quelli francesi sono diafani, raffinati e tormentati artisti del pane? (Nota Bene: l'affermazione contiene una raffinata citazione di alta filmografia italiana. Per i pochi che non l'avessero colta, si consiglia caldamente la visione di "Fantozzi contro Tutti").

E Giuliane non faceva eccezione in quanto ad aria tormentata, a distaccata eleganza e (soprattutto) a sensualissima "erre" moscia (perdonate se insisto...ma come avranno intuito i più perspicaci fra voi, la lingua francese mi garba alquanto).

Così Giuliane, con quel suo fare aristocratico e affabile assieme, anzichè scappare a gambe levate, sorrideva sornione mentre la persona Z qualsiasi cercava di far colpo su di lui sfoggiando le sue scarse nozioni di francese che andavano da "oui, je suis Catherine Deneuve" a  "Voulez vous patè avec moi" declamato con tanto di canzoncina dal famoso slogan/tormentone dell'omonima marca di tonno.

Giuliane sorrideva sornione, scuoteva la testa con aria rassegnata e spiegava paziente alla persona Z qualsiasi che "Voulez vous patè avec moi"...in francese....in quella sua nobile e sensualissima lingua...era un chiaro (e molto poco romantico) invito a dare di stomaco assieme all'interlocutore.

Ma Giuliane non si lasciava scoraggiare dall'invito a rigettare la cena assieme appena profferto dalla persona Z qualsiasi..Anzi, Giuliane prendeva noncurante per mano la persona Z qualsiasi (che mentalmente malediceva i pubblicitari monoculturali che avevano ideato l'inelegante slogan) e la conduceva sereno e seducente verso la pista da ballo (ve l'avevo mica già detto che Giuliane era sensuale?e soprattutto francese?a sìì?ok, ok...scusate!).

E lì, mentre dolcemente le cingeva la vita con il braccio....

mentre sinuosamente inarcava la schiena...

mentre morbidamente spingeva indietro il sedere scuotendolo ritmicamente da un lato all'altro...

mentre vigorosamente puntava il dito indice verso il cielo (rectius, verso il soffitto della discoteca)...

mentre.....ehi...un momento....Giuliane stava SCULETTANDO???

Peggio ancora, stava sculettando con la schiena inarcata e il dito sollevato stile "saturday night fever"???!!!

Ma questo non è sexy!!...e non è francese e .... OMMIODDIO....cos'è quella cosa che gli sporge dall'orlo abbassato dei jeans??La mutanda di cotone o....ORRORE...la maglia della salute infilata nella predetta mutanda???

....ecco tutto questo generava nella persona Z qualsiasi una sensazione forte...potente....improvvisa....ingestibile......
si, insomma, com'è che si diceva in francese?...un'irresistibile voglia di ... patè!

Forse, se anche non è completamente vero quel che si dice degli Italians (il famoso do it better) ... almeno - nella maggior parte dei casi documentati - non rischi di trovarti di fronte una maglia della salute infilata nella mutanda...