venerdì 18 novembre 2011

Voglia di Tenerezza

La permanenza negli Studi Grandicelli non è consigliabile a chi ha problemi di salute. Soprattutto se la salute in questione è quella mentale (e sin qui, miei cari 15 lettori, un'idea di massima dovreste esservela già fatta).

A chi entra in questi posti dovrebbe essere fatto un avvertimento, come quelli che si trovano sulle sigarette. "Nuoce gravemente alla salute". "Questo posto ti uccide" "Nuoce a te stesso e a chi vuoi bene".

Chi fa parte di questi posti viene marchiato per sempre. Senza scampo alcuno.

Per supportare questa tesi, vi proporrò qui di seguito (o, meglio "come segue" per utilizzare un legalese più consono all'attività che svolgo) un fulgido esempio.

Esempio di una persona normale (o presunta tale) che - lavorando in Studio Grandicello - ha perso la ragione.

"Come segue".

La persona Y qualsiasi - spesso protagonista di post in questo blog - s'era stancata della vita frenetica di Studio Grandicello.

Aveva bisogno di rallentare.

Di riappropriarsi del suo tempo.

Il suo motto sarebbe stato "Vivo per lavorare e NON lavoro per vivere".

Detto. Fatto.

Un paio di mesi fa la persona Y qualsiasi ha mollato tutto e ha deciso di investire in se stessa. Ha fatto armi e bagagli e s'è trasferita dall'altra parte dell'oceano (rectius dall'altra parte "ricca" dell'oceano).

A cercar fortuna, come facevano i protagonisti dei romanzi di Mark Twain.

Che gran decisione.

Tutti in Studio Grandicello l'abbiamo ammirata. E tutti - poi - l'abbiamo invidiata per tanta audacia.

Così, qualche settimana fa, in un momento di supremo scoramento, ho mollato tutto anch'io e sono volata oltreoceano dalla persona Y qualsiasi.

No, calma: ho mollato tutto per 5 giorni (di cui solo due lavorativi). Da brava vittima della sindrome di Stoccolma mi viene ancora difficile liberarmi dei miei carnefici.

Ma è stato un gran gesto anche il mio: rivoluzionario quasi. Prender "ferie" nel mezzo dell'anno, senza aspettare i canonici agosto e dicembre è al limite della dissidenza. Ormai sono bollata come sovversiva.

Ma torniamo a noi.

Dopo aver attraversato l'oceano arrivo a destinazione: nella grande, ricca, quasi opulenta "città" americana (l'avevate capito che l'altra parte dell'oceano di cui parlavo non era l'India, no?).

E lì rivedo la persona Y qualsiasi e....ragazzi, ora so cosa significa la parola "rinascita".

La ragazza stanca, demotivata, ingrigita, con i capelli che cadevano a ciocche e il colorito verde bottiglia (detta anche "abbronzatura da computer" in gergo) .... era sparita!!

Al suo posto una fanciulla in fiore, evidentemente ringiovanita, entusiasta, che con la sua lunga, fulgida, fluente chioma attraversava con fare spavaldo e padrone la tentacolare metropoli.

Mentre la guardavo ammirata, la persona Y qualsiasi mi raccontava di questo suo cambiamento "Guarda non puoi capire...mi sento un'altra!!Parlo con tutti, conosco un sacco di gente....ah, su quel grattacielo c'è la mia palestra....dicevo, e poi non puoi capire le opportunità, dico le OP-POR-TU-NI-TA' che ci sono qui.
Proprio ieri parlavo con un amico che fa il console e....ecco, vedi lì in alto??Proprio lì c'è la mia palestra....mi alleno facendo ZUMBA....non so se in Italia è arrivata...comunque, cosa dicevo?ah sì, le opportunità!!anche in campi completamente diversi....ecco.....se proprio ora alzi la testa e guardi in alto....no, un po' più a destra, ecco forse riesci anche a vedere il logo della mia palestra riflesso nei vetri del grattacielo di fronte....cioè, non è il fatto che puoi fare Zumba, è che fai Zumba specchiandoti nel grattacielo....".

A quel punto, No Brain, in un misto di ammirazione e saturazione...non riuscendo a sopportare ulteriori dettagli sul corso di Zumba al 44mo piano del grattacielo "millenium", cerca di portare la conversazione ad un livello "superiore", più intimo, più profondo....

No Brain "Ma quindi a cosa è dovuta - endorfine da sport a parte - questa incredibile sensazione di benessere?".

La persona Y qualsiasi si ferma e rivolge a No Brain uno sguardo complice. No. Più che complice.
La persona Y qualsiasi ha negli occhi una nuova consapevolezza. Come di chi ha cercato e trovato la Verità. La realizzazione. La soddisfazione dei suoi bisogni più profondi.

Così, la persona Y qualsiasi, con voce pacata, anziché rispondere a No Brain le intima "vieni con me".

No Brain segue la persona Y qualsiasi docile, ammirata ed impaziente: a breve sarà messa a conoscenza della verità che rende liberi. E sereni. E consapevoli. E ti fa affrontare un corso intero di Zumba.

Una verità che và oltre il diritto.

Oltre le sterili clausole di un contratto.

Ecco....si può essere felici qui fuori.

La persona Y qualsiasi ad un tratto si ferma. Sorride a No Brain e allarga le braccia per mostrarle quel che cerca.

No Brain si sporge in direzione del braccio della persona Y qualsiasi e....vede.....un parco. Un parco??
Un piccolo parchetto pubblico??Due ragazzini. Tre vecchietti. Punto.

E la Verità????!!

La persona Y qualsiasi continua a sorridere e si allontana verso il punto che poco prima aveva indicato con la mano e, volgendosi verso No Brain "ecco!Sono loro che mi ispirano....gli scoiattoli!!".

No Brain: "......."

Persona Y Qualsiasi: "Gli scoiattoli...guardali!!così piccoli, teneri ed indifesi....io vengo sempre qui. Ogni giorno. (dopo la Zumba). Mi siedo e li osservo. E mi sento felice!".

No Brain: "(....) felice?".

Persona Y: "Felice. Non sono adorabili?"

No Brain: "Ma....tipo scoiattolo come spirito guida?!"

Persona Y: "No. Proprio tipo scoiattoli. Come Cip e Ciop. Hai presente?"

No Brain: "Ma perché quello più grosso, accanto a te, gonfia così il pelo sulla schiena?"

Persona Y: "Ah...Ahhhh....(gridando di terrore) AHHHHHHHHHH!!!Ommioddioooo!!!Aiutami!!!!Non vorrà mica attaccarmi!!??!!!!".

No Brain "(....) Ma non erano teneri ed indifesi?"

Persona Y: "Oggi No..."

No Brain: "Andiamo a mangiare un Big Mac con le patatine?".

Persona Y: "Guarda, c'è un ristorante fighissimo sul grattacielo della mia palestra...se facciamo in tempo ti faccio vedere il corso di Zumba!!"

.............

Che poi, secondo me, tutti quegli scoiattoli e tutti quegli Hamburger in una sola città..........sarà proprio un caso?

martedì 4 ottobre 2011

Con chi si accoppiano gli Avvocati?


Devo ammetterlo: quest'estate climaticamente prolungata mi ha temporaneamente bloccato la vena scrittorea (se così posso chiamarla).

Non che studio grandicello sia diventato improvvisamente scevro di aneddoti....ma sono sicura capirete: con questo caldo, le belle serate, le giornate piene di sole....molto meglio viversi la vita che parafrasarla di fronte allo schermo del computer.

Così m'è venuto il blocco dello scrittore....o il blocco del blogger, se preferite (nel 2011 credo sia molto più appropriato, sebbene drasticamente meno romantico).

Ma stasera m'è tornata la voglia di scrivere. E m'è tornata (ancora una volta) grazie ad uno di voi, un lettore "per caso" che è incappato nel mio blog mettendo su google queste semplici parole "con chi si accoppia un avvocato"?

Lettore curioso, caro lettore curioso (suona un po' come il delfino curioso della pubblicità, nevvero?) sorvolerò sull'esegesi delle motivazioni che possono averti spinto a porre una simile domanda al web....e cercherò, invece, di darti una risposta. O una non-risposta (intesa come un paio di esempi con cui Non si accoppierebbe un avvocato). O quantomento uno stralcio di vita privata vissuta da un avvocato. O sedicente tale. O pentitamente tale. 

Faccio una doverosa premessa, i due protagonisti maschili di questo post: Ninuzzo e il Romantico Controtempo sono realmente esistiti. Nessuno dei due conosce il mio nome e cognome nè, tantomento, hanno idea dell'esistenza del mio alter ego No Brain. Di conseguenza, è verosimile che non vengano mai a sapere di essere stati sputtanati sul web.

Nel caso un domani dovessero casualmente incappare in questa pagina internet....(per esempio, tramite ricerche inversomili come quella che sta originando questo post) .... ehi, ragazzi, senza rancore, sto trasfigurando stralci del nostro incontro in nome dell'ironia.

E' un fine superiore.

C'è la crisi.

Di qualcosa dovremo pur ridere, no?

Ok, premessa conclusa. Partiamo col racconto.


Ninuzzo

Esterno. Piena estate. Sole torrido a picco sulla strada sterrata. No Brain cammina barcollando nel mezzo dei 45/46 gradi che l'estate siciliana sta generosamente regalando alle ore 12 di un giorno qualsiasi di fine agosto.

Grazie alla ricca colazione a base di mini-cannuoli, cappuccino, brioche e frutta fresca (per via della tipica raccomandazione delle mamme "la frutta, mi raccomando, quando c'è caldo tanta frutta!!"), No Brain avanza coraggiosamente nella canicola imprecando come potrebbe solo un camionista napoletano contro un pullman di tifosi dell'Avellino.

Sta tenendo duro perchè laggiù, al di là della strada resa ondulata dall'afa, si intravede uno spicchio di mare azzurro cobalto su una lingua di sabbia bianca dove, fra un'imprecazione e l'altra, già sogna di schiattarsi per essere rimossa - ormai mummificata - solo all'alba del giorno dopo dalla squadra di volontari netturbini.

A metà strada, vede la via biforcarsi leggermente.

Contrariamente ai suggerimenti presenti in qualsiasi libro pubblicato negli ultimi 150 anni, lascia la via maestra per prendere la deviazione.

E la deviazione finisce in una piccola caletta semi-deserta.

Un angolo di paradiso lontano da tutto e da tutti.

4 persone in 300 metri di spiaggia. Acqua cristallina. Silenzio. Bagno. Libro. Pennichella. All'improvviso tutto (a parte la colazione della mattina) sembra lontano e insignificante.

All'improvviso, mentre sonnecchia al sole, No brain vede in controluce avvicinarsi lui.

Ninuzzo.

Avete presente il modello della pubblicità di Dolce e Gabbana ambientata in sicilia?Quello che mentre guardava monica bellucci dava un mozzico alla testa del polipo?Quello con 130cm di Torace e 190cm di altezza?
Ecco. Tenete come riferimento queste misure. Giusto scambiate il torace con l'altezza e l'altezza con il girovita.

Un comodino con le gambe.

Ninuzzo esce dall'acqua come un leone marino, si avvicina dinoccolato, su 300 metri di spiaggia libera si siede proprio accanto a No Brain.

Si gira e chiede "hai un altro libro?"

No Brain si gira, lo guarda, e pensa (certo, giro sempre con il catalogo Feltrinelli nella borsa da mare, che genere preferisci?)

ma non fa in tempo a parlare che il visitatore allunga la mano e si presenta (con forte accento siculo) "ciao, io sono Ninuzzo. Tu cosa studi?"

Ecco qualcosa che scioglierebbe anche un iceberg.

Sfido qualsiasi essere di sesso femminile, anche di 19 anni a non scioglersi se non le si danno 4 mesi in meno della propria età anagrafica.

E così No Brain decide - per una volta - di abbandonare la presentazione standard che usa in vacanza (id est estetista diplomata) e risponde "studio lettere e filosofia a Milano".

Ninuzzo: "Wow!che brava....io giurisprudenza".

Singulto strozzato di No Brain. Principio di paralisi al braccio sinistro e una voce nella testa che urla a Ninuzzo (NOOOO Salvati!!cambia facoltà!!!).

Il pensiero della vita che attende il povero Ninuzzo finisce di vincere le resistenze di No Brain che, ormai intenerita, inizia col comodino siculo una fitta conversazione sugli esami da dare, la difficoltà del vivere con i genitori, l'importanza di preparare gli esami ripetendo ad alta voce.

Insomma, visto che Ninuzzo si laurea a Marzo 2012 e io a fine Ottobre 2011 (non ho rinunciato a fare il fenomeno anche per finta), abbiamo deciso che facciamo festa di laurea assieme a dicembre a Milano.
Siete tutti invitati.

Il Romantico Controtempo

Nelle storie romantiche il tempismo è tutto. Le cose vanno fatte al momento giusto. Un attimo prima o uno dopo e rischiano di diventare inutili, scontate, grottesche o ridicole.

A pensarci c'è da mettere ansia.

Per fortuna nella pratica c'è l'istinto a dare una buona mano d'aiuto.

Almeno aiuta spesso e volentieri.

Alcune persone, in determinate circostanze, sembrano proprio destinate ad andare controtempo. Arrivano con mezza battuta di ritardo. Entrano al momento sbagliato della paritura. 
E al posto di una sinfonia....vien fuori una tarantella (con tutto il rispetto per i balli popolari).

Il Romantico Controtempo era partito grandissima: avvicinatosi alla persona Delta qualsiasi durante una festa, aveva cominciato una conversazione interessante, aveva portato galantemente vino e le aveva presentato gli amici. Aveva ballato e alla fine l'aveva riaccompagnata fin quasi sotto casa.
Tanto che la persona Delta qualsiasi aveva pensato (anche grazie ai fumi del mojito) che esistessero ancora i signori. E i romantici. E i romantici signori.

Ne giorni a seguire, il Romantico Controtempo era sempre passato la mattina dopo colazione a prendere la persona Delta Qualsiasi, per fare assieme la strada che portava alla spiaggia.

In spiaggia si piazzava sul lettino accanto alla persona Delta Qualsiasi.

Faceva il bagno quando lo faceva pure la persona Delta Qualsiasi.

E quando la persona Delta qualsiasi - per cacciare la punta di claustrofobia che cominciava ad attanagliarla da cotale pressing - apriva la sua lettura da spiaggia (fumetto Martine Mystere d'annata) per tagliare la conversazione, il Romantico Perditempo apriva il suo libro di Racconti di Hesse e intratteneva la persona Delta qualsiasi - con i 49 gradi che filtravano anche attraverso l'ombrellone - con le sue considerazioni circa la teoria dell'alienazione dell'uomo rinveniente nell'opera di Hesse e la sua contemporaneità.

Ma fu alla sontuosa cerimonia nuziale cui entrambi parteciparono quella stessa sera che la Persona Delta Qualsiasi capì qualcosa di molto importante.

La sfarzosa festa nuziale si teneva in una valle dei templi.

Proprio in mezzo ai templi romani.

Ora, immaginate la scena: l'orizzonte vasto, il mare, subito dietro il tempio perfettamente conservato con i fari colorati che lo illuminavano dal basso e tutto intorno i tavoli bianchi illuminati dalle sole candele.

Potete visualizzare la scena?

Ecco, ora provate a pensare di camminare nello scavo archeologico con 40 gradi e tacchi 12. L'anticamera dell'Inferno,

La persona Delta Qualsiasi odiava il mondo intero. Reggeva il suo cocktail guardando il maledetto tempio romano e quasi piangeva di dolore, mentre sentiva le sue estremità gonfiarsi come cotechini bolliti a Natale.

Fu in quel momento supremo, mentre si alzava un leggero vento scirocco che buttava la sabbia dello scavo archeologico direttamente in bocca, che la persona Delta Qualsiasi sentì alle sue spalle una voce roca che le chiedeva "A cosa pensi?".

La persona Delta qualsiasi si girò, guardò in faccia il Romantico Controtempo e con la voce ugualmente roca (dal dolore) rispose "penso che ucciderei per un pediluvio".

La persona Delta qualsiasi capì quella sera che il romanticismo era proprio morto.
Per fortuna.
Diversamente l'avrebbe ucciso volentieri lei. Con le sue mani.

  

lunedì 22 agosto 2011

Voulez Vous Patè Avec Moi?

*** A Berta, Password, Polly e Rosamunde ***

Giuliane aveva tutto quello che poteva piacere ad una donna.

Giuliane era alto. Ma non troppo.

Era muscoloso. Ma non troppo.

Aveva capelli scuri. Ma non troppo (anzi...a pensarci bene non è che avesse così tanti capelli).


Ma soprattutto Giuliane era francese.

E parlava francese (regolare, direte voi...ma avete idea di quanto sia sexy sentirsi parlare in francese, anche senza capirne una virgola e specie dopo un paio di mojito?).

Giuliane pareva uscito da un romanzo rosa e sembrava perfetto. Perfetto per la perfetta storia estiva.

E poi...avete idea di quanto possa essere figo farsi una storia con uno che si chiama "Giuliane" (con la "G" dolce...Sgiuliàn)?
Ora, noi Italiani possiamo essere nazionalisti quanto vogliamo...passare ore a lodare la nostra cucina e il nostro calcio, denigrare senza sosta Zidane e Sarkozy (e con una certa faccia tosta, visto i guai che abbiamo anche noi in questo campo). I nostri rappresentanti maschili possono sfoggiare a ripetizione magliette con su stampato Italians do it better, ma se persino Carlà ha scelto di accasarsi con un capo di stato formato tascabile d'oltralpe....un motivo ci sarà, no? (un motivo ulteriore al fatto che si tratti di un capo di stato, appunto).

I Francesi sono un popolo esteticamente e seducentemente superiore (qui avrò perso una cinquantina di lettori), non c'è nulla da fare!Per quale altro motivo, se no, i panettieri italiani sembrano cloni del Cecco di Abatantuonesca memoria, mentre quelli francesi sono diafani, raffinati e tormentati artisti del pane? (Nota Bene: l'affermazione contiene una raffinata citazione di alta filmografia italiana. Per i pochi che non l'avessero colta, si consiglia caldamente la visione di "Fantozzi contro Tutti").

E Giuliane non faceva eccezione in quanto ad aria tormentata, a distaccata eleganza e (soprattutto) a sensualissima "erre" moscia (perdonate se insisto...ma come avranno intuito i più perspicaci fra voi, la lingua francese mi garba alquanto).

Così Giuliane, con quel suo fare aristocratico e affabile assieme, anzichè scappare a gambe levate, sorrideva sornione mentre la persona Z qualsiasi cercava di far colpo su di lui sfoggiando le sue scarse nozioni di francese che andavano da "oui, je suis Catherine Deneuve" a  "Voulez vous patè avec moi" declamato con tanto di canzoncina dal famoso slogan/tormentone dell'omonima marca di tonno.

Giuliane sorrideva sornione, scuoteva la testa con aria rassegnata e spiegava paziente alla persona Z qualsiasi che "Voulez vous patè avec moi"...in francese....in quella sua nobile e sensualissima lingua...era un chiaro (e molto poco romantico) invito a dare di stomaco assieme all'interlocutore.

Ma Giuliane non si lasciava scoraggiare dall'invito a rigettare la cena assieme appena profferto dalla persona Z qualsiasi..Anzi, Giuliane prendeva noncurante per mano la persona Z qualsiasi (che mentalmente malediceva i pubblicitari monoculturali che avevano ideato l'inelegante slogan) e la conduceva sereno e seducente verso la pista da ballo (ve l'avevo mica già detto che Giuliane era sensuale?e soprattutto francese?a sìì?ok, ok...scusate!).

E lì, mentre dolcemente le cingeva la vita con il braccio....

mentre sinuosamente inarcava la schiena...

mentre morbidamente spingeva indietro il sedere scuotendolo ritmicamente da un lato all'altro...

mentre vigorosamente puntava il dito indice verso il cielo (rectius, verso il soffitto della discoteca)...

mentre.....ehi...un momento....Giuliane stava SCULETTANDO???

Peggio ancora, stava sculettando con la schiena inarcata e il dito sollevato stile "saturday night fever"???!!!

Ma questo non è sexy!!...e non è francese e .... OMMIODDIO....cos'è quella cosa che gli sporge dall'orlo abbassato dei jeans??La mutanda di cotone o....ORRORE...la maglia della salute infilata nella predetta mutanda???

....ecco tutto questo generava nella persona Z qualsiasi una sensazione forte...potente....improvvisa....ingestibile......
si, insomma, com'è che si diceva in francese?...un'irresistibile voglia di ... patè!

Forse, se anche non è completamente vero quel che si dice degli Italians (il famoso do it better) ... almeno - nella maggior parte dei casi documentati - non rischi di trovarti di fronte una maglia della salute infilata nella mutanda...

venerdì 29 luglio 2011

Quando la moglie è in vacanza

Ebbene sì.

Anche gli studi grandicelli ti consentono di andare in ferie.

Certo, te la fanno pagare, sfornano paduli a raffica nemmeno si trattasse di una rinomata e fertile azienda avicola....ma alla fine basta tener duro: il tanto agognato giorno della partenza arriva.

Oggi è l'ultimo giorno di scuola anche per No Brain. Per questo voglio salutarvi con un quadretto pre-estivo tenutosi (guardacaso) molto recentemente fra No Brain e la persona Y qualsiasi in Studio Grandicello.

Premessa: nello studio legale dove (pentitamente) lavoro, come ho più volte avuto modo di raccontarvi, cercano di farti lavorare talmente tanto da non riuscire ad alzare il sedere dalla sedia nemmeno per andare in bagno.

Figuriamoci per far shopping.

Così cosa fa l'avvocato pentito del 2011?compra su internet!!

La mattina, nella segreteria di Studio Grandicello, è tutto un fiorire di pacchi da Ventee Prive, Saldiprivati, BuyVip, ecc. La verità è che noi "liberi" professionisti di oggi ci aggrappiamo a questi pacchi postali come ad un'atavica coperta di Linus....chi non ricorda Postalmarket e non ha la tentazione di canticchiare "con Postalmarket sai, uso la testaaaa/ed ogni pacco che mi arriva è una festaaaaa" al vedersi recapitare un pacco postale che contenga beni di decima necessità?

Ecco: l'altro giorno mi viene recapitato (direttamente in studio) il mio pacchetto contenente un paio di semplicissimi e molto sobri hot pants.

Naturalmente, è legge universale che appena si compri qualcosa di nuovo, quel qualcosa vada immediatamente indossato.

Detto fatto:

No Brain: "chiudi la porta che mi infilo i pantalocini e mi dici come stanno"
Persona Y Qualsiasi: "mmmh, si, mettiteli sotto al vestito così facciamo prima.....mmmm, si, possono andare....la declinazione di colore non è esattamente quella che più mi giova al tuo incarnato, ma posso promuoverteli".

Squillo di telefono. La persona Y Qualsiasi risponde.
"pronto?chi?No Brain?sì certo è qui....ma al momento siamo impegnati in un'importante riunione di aggiornamento professionale.....ah, la vuole il capo megagalattico che se ne sbatte del nostro aggiornamento professionale?....si, certo, dica pure a Sua Santità Serenissima che No Brain sta salendo".

No Brain: "devo andare??"

Persona Y qualsiasi: "pure di corsa....pare tu debba infilare un bypass d'urgenza.....sai...era il capo megagagalattico...."

Quando il dovere chiama, cari miei, anche un Avvocato Pentito non può che rispondere. Senza tirarsi indietro.

Però, ecco, quando vedete in riunione un Avvocato Pentito con un delicato e morbido vestitino estivo.....chiedetevi se sotto sotto non nasconde sapientemente un paio di hot pants che non ha fatto in tempo a sfilare prima della riunione.

Con questa vi saluto e buone vacanze a tutti!

p.s. ciao Persona Y Qualsiasi. Mi mancherai da morire. Molto più di tutte le offerte di Groupon, Groupalia, SaldiPrivati e Buyvip messe assieme. E comunque, fino a quando ci sarò anch'io, resterai sempre seduta alla destra di No Brain in Studio Grandicello almeno attraverso questo blog.

mercoledì 20 luglio 2011

L'Arte della Fuga


L'estate è una tragedia. 

Se uno ha già poco entusiasmo a lavorare durante l'anno, come ci si potrà aspettare che affronti il lavoro durante la bella stagione?Le giornate si allungano...la sera si esce e si socializza....si mangia, si beve, si balla e si tira tardi....così ci si addormenta sempre più tardi. E la mattina bisognerebbe alzarsi alla solita ora
Se poi la stessa persona ha già seri problemi di cicli circadiani (cfr. op. cit.), il suono della sveglia alle otto di mattina (otto e cinque, per la precisione) sarà tragedia peggiore del suono del telefono nel film "The Ring" (cfr. opera cinematografica omonima in cui tutti coloro che visionavano una certa videocassetta ricevevano una telefonata che ne preannunciava la morte dopo 7 giorni esatti, ma comunque dopo che avessero effettuato il versamento trimestrale Iva, questo al solo fine di provocare ai malcapitati maggiore e gratuita sofferenza).

Così succede che una mattina si faccia tardi.

E poi una seconda mattina si faccia un po' più tardi.

E alla fine si arriva vergognosamente in ritardo.

A quel punto l'homo sapiens che è in ognuno di noi si trova dinanzi ad una scelta:

1) cambiare drasticamente abitudini: resistere alla primavera dei sensi, rincasare presto, mangiare un'insalatina e andare a nanna alle nove con le fette di cetriolo sugli occhi; ovvero

2) assecondare le cattive abitudini e cercare di fregare il prossimo.

Le persone sane di mente e lige al dovere seguono la prima opzione.

Gli avvocati pentiti che abbiano omonimi blog (al solo fine di disinteressato studio antropologico e aver materiale per il suddetto blog) scelgono la seconda opzione.

Così, nei mesi e negli anni, ho messo a punto un sofisticato metodo che evitasse ai più di capire esattamente a quale ora entrassi in studio. E a quale ora uscissi. E quali piccole pause-sopravvivenza mi prendessi nell'arco della gornata.

Come segue.

(A) Ore 9.40: Dell'Arrivo in Sordina. 

Domanda: perchè entrare da una porta principale se il Dio Degli Architetti ha previsto che gli Studi Grandicelli avessero un comodo cortile/garage/parcheggio per motorini?
Ecco di seguito il piano di entrata in sordina: 1) premunirsi di codice civile/libro di modeste dimensioni; 2) lasciare il libro in angolino nascosto del cortile/parcheggio; 3) entrare la mattina (in ritardo) dal cortile; 4) lasciare cappotto/giacca/capo-spalla palesemente "da passeggio" ripiegato in un angolo del cortile/parcheggio assieme alla borsa; 5) prendere codice/libro precedentemente nascosto nello stesso parcheggio; 6) fare entrata trionfale in studio dissimulando di aver usato il fugace momento in cui si è andati a prendere il codice in biblioteca per fumare una sigaretta. 7) ricodarsi di tornare a riprendere il cappotto con la borsa.

(B) Ore 16.34: della Fuga da Alcatraz per Alti Scopi Sociali

Premessa: ogni essere vivente dovrebbe avere il diritto costituzionale alla pausa-ceretta. Se non vado dall'estetista una mezz'ora in settimana, il sabato rischio di sembrare la sorella pelosa di Cita e addio mare/lago/piscina, annessi&connessi.
Il problema è: come uscire da un posto in cui, se potessero, ti attaccherebbero volentieri un catetere per evitare di farti perdere tempo anche per andare al bagno?Se sei donna la scusa è bella e pronta: devo andare URGENTEMENTE in farmacia a comprare gli assorbenti. Oppure devo andare in farmacia a prendere le pillole perchè ho "quel" mal di pancia. Davanti a quel sacro mistero anche il socio più spietato si ferma. Persino loro, che ragionano solo in termini di Euribor a 3 mesi, sanno che "quello" non si risolverebbe attaccando un catetere e poi, anche se non lo ammetteranno mai, sotto sotto tirano anche un sospiro di sollievo: sino a quando continui a comprare assorbenti implicitamente non sei incinta e, quindi, potenzialmente, continui ad essere produttiva. E poi dicono che dovremmo lottare per la piena parità dei sessi? se fossi un uomo mica potrei usare questa magnifica scusa: e questo mese sono stata già indisposta tre volte. Praticamente cicli di 10 giorni l'uno. Credo che capiti anche alla Gnu del Nebraska. L'ho visto sul National Geographic.

(C) Ore 20.15: Fuga per la Vittoria

Per farlo bisogna crederci. Uscire da studio ad un orario semi-decente è il sogno di qualsiasi avvocato pentito. Step I: assicurarsi che non ci sia troppa gente in giro. Step II. alle 20.14 mandare l'ultima mail della giornata. Step III alle 20.14 e 20 secondi mettere il computer in log-off, afferrare borsa, chiavi della macchina e fuggire di studio alla velocià della luce ma con il passo felpato di Lupin III, schiacciando si contro i muri per meglio mimetizzarsi. Step IV: lasciare la luce sulla scrivania accesa, la giacca sulla spalliera della sedia e gli occhiali da vista accanto al computer. Il tutto che dia l'idea 'mi sono allontanata un attimo dalla scrivania, magari sono un attimo in bagno per le ragioni di cui al precedente punto (B) ma tornerò...prima o poi....tornerò. Step V. Uscire dallo studio grandicello sgommando su due ruote e senza voltarsi indietro.

Fuggire così verso la libertà.

Ops, sono già quasi le due...

Questa Estate mi ucciderà....

sabato 9 luglio 2011

Ode all'Uccello Padulo


Quando il fine settimana lieto si appresta
un unico spauracchio l'avvocato d'affari funesta:
al calar del sole nei corridoi dello studio di sicuro
dalle 19 in poi comincia a volteggiar lui: l'uccello padulo.

Nella famiglia avicola genera grande confusione
Visto che varia (e tanto) per forma e dimensione
l'unica cosa che di lui si sa con certezza
è che in prossimità di un c*lo con vigore vi si appresta.

E se prendere fra le chiappe un mite cardellino
può un po' pesare ma c'è chi pensa sia carino
ospitar tra le terga un bel falcone reale
... sarà spiacevole e fa anche tanto male!

Ma non c'è giovane che non ci sia già passato
soprattutto se per il weekend ha già prenotato
dopo aver passato giorni senza fare nulla
ecco che di venerdì sei più richiesto di una pulla.

Ed è così che al calar della sera
mentre sei intento a sbucciarti (che so) una pera
senti il telefono che squilla repentino
e con la coda dell'occhio si appropinqua quel meschino

così alzando con sospetto la cornetta
già senti il bruciore che del tuo didietro si impossessa
e mentre timidamente sussurri "pronto, chi è?"
il padulo da dietro ti canticchia 'coccodè'

E tu pensi "cacchio, no, addirittura una gallina!
potrei rimediare con un po' di vasillina?!"
ma intanto la frittata è bella e pronta
e tu devi salutare il tuo weekend a ponza

C'era un romantico appuntamento in calendario?
devi prima rivedere un contratto miliardario
ché la finanza della grecia sarà pure stata declassata
ma la tua vita privata le agenzia di rating l'han proprio schifata.

e intanto annuisci e rispondi "certo grande capo, lo farò di sicuro"
ma quell'uccellaccio già s'è infilato su per il c*lo
E così finisci davanti al video mangiando un panino
cercando di capire se stavolta ti è toccato un falcone o un cardellino.

mercoledì 8 giugno 2011

Cicli circadiani


Il guaio con l'arrivo della bella stagione è che il caldo acuisce piccole abitudini poco consone ad uno stile di vita "professionale".

In altre parole: la primavera mette addosso un'irrefrenabile voglia di dormire dippiù e più a lungo....e questo,  per chi ha già difficoltà ad essere puntuale, può rivelarsi un problema non da poco.

Io sono una ritardataria cronica. Peggio: sono una ritardataria devastante di mattina.

Se ho un appuntamento alle 9.30 devo mettere la sveglia alle 7.30: perchè dal momento in cui comincia a blaterare a quando - finalmente - riesco a trascinarmi giù dal letto, prendere confidenza con il mondo (passaggio fondamentale), fare colazione (passaggio VITALE): passa per lo meno un'ora.

Nel momento in cui ho preso coscienza di questo mio modo d'essere, ho deciso di accettarlo: d'altra parte gli psicologi non fanno altro che ripetere che bisogna accettarsi per quello che si è, non tentare di apparire diversi e cavoli vari no?Qundi la mia scelta di maturità è stata quella di accettare il mio essere ritardataria cronica.

Il problema vero è stato farlo accettare al resto del mondo.
Soprattutto il resto del mondo professionale.

Ora, ho provato in mille modi a far capire a queste persone (evidentemente poco elastiche) che gestiscono Studio Grandicello che è totalmente inutile che sia alla mia postazione alle 9 di mattina se sino alle 10.30 ho la vivacità intellettuale di un'ameba.

Ma loro niente, paiono non voler rendersi conto ed accettare questo evidente sillogismo.

Così ho dovuto ripiegare su strade "alternative" (meno asseritamente mature, magari, ma volendo efficaci): ho cominciato ad inventare scuse che giustificassero i ritardi.

E lì è nata un'arte. Per chi non lo sapesse la bugia è faticosa: richiede dedizione, memoria, cura dei dettagli per risultare credibile. Le mie bugie hanno cominciato ad essere semplici "tamponamento alla macchina e compilazione modulo con controparte", "mal di testa lancinante a prima mattina"; "la nonna sta poco bene e sono dovuta passare a trovarla".

Poi sono diventate via via più complesse e circostanziate: "guidavo la macchina in corso XXII Marzo, quando un motorino, nel tentare un sorpasso a destra, ha urtato contro il mio sportello. Dopo aver vacillato per pochi metri, ha accostato e siamo addivenuti ad una conciliazione".

Fino a sconfinare nell'inverosimile "un motorino guidato da un pazzo senza casco ha divelto lo sportello sx della macchina. Nonostante il testa-coda, ho mantenuto il controllo della macchina, mi sono lanciata all'inseguimento del pirata e gli ho sbarrato la strada poco prima che investisse una vecchietta inerme" (versione Hazzard).

Oppure: "mi sono svegliata nel cuore della notte con un mal di testa lancinante, i miei coinquilini preoccupatissimi mi hanno portato al pronto soccorso, dove i medici mi hanno sottoposto a tac e  risonanza" (versione Grey's Anatomy).

Oppure ancora: "la mia vicina anziana, senza famiglia e senza gatti ha avuto un malore e - siccome io sono l'unica persona con cui parla in tutto il condominio - ha voluto che rimanessi a casa a tenerle compagnia sino a quando fosse arrivato il medico a visitarla" (versione libro cuore).

Alla fine, quando il cerchio attorno alla mole di scuse che oramai inventavo quotidianamente si stava strigendo, ho avuto una rivelazione. E la rivelazione mi è stata fatta da Piero Angela durante una puntata del mondo di Quark. Io non sono ritardataria: ho i cicli circadiani (meccanismi che regolano il sonno e la veglia) regolati in una certa maniera (nanna verso l'una, sveglia verso le nove). E non posso farci niente. Non esistono cure!

Questa rivelazione è stata la svolta: provate a dire al vostro incavolatissimo interlocutore/o capo che la mattina siete in ritardo "per via del ciclo circadiano".

Senza aggiungere altro.

Con gran probabilità il vostro interlocutore/capo (soprattutto se uomo) abbozzerà semplicemente con "ah, capisco". Perchè nessuno sa cosa sia un ciclo circadiano (a parte Piero Angela con cui, fortunatamente, non lavoro), ma a sentire la parola "ciclo" penseranno a tutt'altro e - per pudore - lasceranno correre (a proposito....ma si potrà dire 'ciclo' su un blog?).

La scusa del ciclo circadiano andava fortissimo anche nella Perfida Albione: lì bastava dire ai compassati inglesi (maschi e femmine, stavolta, vista la proverbiale riservatezza) che "the delay was due to my cyrcadian period" (anche qui il letterare cicle doveva diventare 'period' per poter alimentare lo stesso imbarazzante equivoco. A proposito, ma si potrà scrivere "period" su un blog??).

La scusa, dicevo, andava benissimo, sino a quando non mi imbattei in un emulo.

Un bel giorno, mentre eravamo in riunione con un po' di gente, a conclusione, si stava decidendo quando ri-fissare l'incontro. I clienti (particolarmente rompiscatole) dissero che che avrebbero preferito ri-aggiornare la riunione al giorno dopo: alle 8.30 di mattina o alle 14.30.

Dal fondo del tavolo si alzò un ragazzo che aveva più o meno la mia età e comunicò greve agli astanti che non avrebbe potuto partecipare alla riunione - in caso fosse stata fissata alle 14.30 - in quanto lui era postprandiale.

I clienti lo fissarono con compassione e dissero che pur di venirgli incontro non c'erano problemi: ci saremmo aggiornati l'indomani alle 8.30.

Quando la sala si fu svuotata, mi avvicinai al povero postprandiale e gli chiesi cosa comportasse in particolare il suo problema. E lui rispose serafico "vuol dire che mi cala il sonno dopo pranzo: sai quando non riesci a tenere proprio gli occhi aperti dopo aver mangiato?credo dipenda da una digestione lenta....però pochi ne conoscono il significato, quindi se lo comunichi serio e un po' contrito pensano tu stia passando un guaio serio e quindi riesci a spuntare anche una pennica di 10 minuti alla scrivania".

Quel giorno imparai una grande verità: il vero limite di un avvocato pentito è incontrare un altro avvocato pentito....che ti batta sul tempo e abbia un'insana passione per i programmi di Piero Angela!!