lunedì 18 aprile 2011

La Stagione dell'Amore/3 (The American Version)

Avete presente i giornali che sprecano fiumi d'inchiostro per parlare di televisione trash e sottocultura giovanile?
I critici che si chiedono preoccupati quali rifiuti umani possano essere i fruitori di vituperati reality show e serial televisi con gabriel garco e manuela arcuri?
Quale sottospecie di incrocio genetico possa partecipare virtualmente ai salotti di barbara d'urso?

Gli avvocati sicuramente. Pentiti e non.

Oggi, per esempio, 18 aprile 2011, nell'imbarazzo della scelta fra terribili notizie di cronaca e di politica internazionale che girano sui siti di informazione, al primo piano di studio Grandicello si piange la scomparsa di Carlo Capponi: l'uomo-banana dell'Isola dei Famosi 2008.

Vaya Con Dios, Carlo. Hai reso importanti i nostri martedì sera.

Ma la vita continua. E, per fortuna, l'isola dei famosi non è l'unico programma che la televisione italiana offre.

Ce ne sono altri di alto calibro e levatura. Talmente radicati nel costume da poter essere chiamati a pieno titolo 'classici'. Capaci di incuriosire e rapire giovani menti curiose.
Sto parlando del mito incontrastato che riempie le pause pranzo di Nobrain e La Persona Y Quasiasi (sua compagna di stanza) da qualche anno. Beautiful.

Fatta questa doverosa introduzione, vorrei rendere partecipe il mondo telematico della sconvolgente puntata odierna cui abbiamo appena assistito.

A questo proposito, faccio una brevissima descrizione dei personaggi principali per i non-avezzi alla serie (non avezzi e che abbiano trascorso gli ultimi 20 anni della loro vita su Marte o Plutone).
Personaggi principali:

Brooke Logan: Attempata (ma molto ben mantenuta) ninfomane dedita ad unico ceppo familiare. Mi spiego meglio. Per rarissima predisposizione genetica, la sig.ra Logan si accoppia (a ripetizione) con tutti gli esponenti maschi della famiglia Forrester (ascendenti, discendenti, collaterali in linea orizzonatale, verticale ed obliqua, compresi gli eventuali rami cadetti). E' in pratica la concretizzazione (al femminile) della canzoncina da caserma 'Si è fatto la mamma, si è fatto la figlia, si è fatto tutta la famiglia'. Data l'abnegazione con cui Brooke si dedica a dare gioia al mondo maschile, viene anche soprannominata "La Generosa".

Ridge Forrester: Attempato mascellone dal maschio fascino irresistibile: concupito da qualsiasi femmina lo abbia anche solo incrociato nella soap opera, Ridge - generoso quasi quanto Brooke - si  dedica alla felicità delle signore di Los Angeles come un toro da monta in una mandria di mucche. Trascorre 3/4 della soap nudo o con un piccolo asciugamano legato in vita, passando con sguardo bovino di casa in casa (come il rappresentante del Folletto) a regalare il suo seme in pochi minuti di plastica passione. D'ora in avanti anche "Il Montone".

Hope Logan: figlia diciannovenne di n.n. e di Brooke. La giovane Hope -  per la disperazione della madre - è sorprendentemente e dichiaratamente ancora vergine (sebbene non venga mai chiarito in cosa consista esattamente questa verginità: se sia limitata alle narici o coinvolga entrambi i padiglioni auricolari, per esempio).

Oliver: fighissimo diciannovenne californiano, con taglio di capelli e addominale da urlo, fidanzato con Hope e al momento (per ovvie ragioni) dedito all'onanismo.

Scena 1. Iterno. Sauna di 90 mq nell'ufficio dei Forrester (chi non ha una sauna così nel proprio luogo di lavoro?). Per prepararsi ad una lunga ed estenuante giornata lavorativa, Brooke - avvolta di un solo asciugamano bianco striminzito - fa quello che farebbe una qualsiasi cinquantenne, madre di 3/4 figli che ha davanti a sè la prospettiva di 12 ore di filato seduta ad una scrivania: con la testa all'indietro e le mani che le avvolgono il corpo, balla lasciva su musica da discoteca.

Nel mentre di questa danza d'accoppiamento, la porta si apre e - alle sue spalle - compare il Montone che, ovviamente nudo e con asciugamano in vita, probabilmente ha appena finito il giro del vicinato con codice di avviamento postale 90210.

Alla vista della Generosa che balla lasciva, il Montone vede rosso si avventa come un falcone reale sulla sua preda. Così - posizionato dietro la Generosa - comincia a unirsi alla sua danza lasciva smaniandosela a dovere.

E qui cominciano a venire i primi nodi al pettine. Il Montone sente evidentemente il peso degli anni (e dei giri di isolato), mentre la Generosa no. Così, in un'escalation di passione, la Generosa prende il controllo della situazione e appiccica il Montone al muro. A quel punto, il Montone - in evidente difficoltà - decide di salvarsi buttando la palla in calcio d'angolo (chiedo venia per la metafora calcistica con poco elegante doppio senso...). Così, dopo aver portato la Generosa sull'orlo del precipizio, si tira indietro, dicendole che avrebbero concluso l'operazione quella stessa sera, alla festa di diploma di Hope, in posto volutamente insolito.

Ora, immaginate in quali condizioni di infuocamento poteva trovarsi la cinquantenne ninfomane Brooke dopo esser stata smaniata in una sauna.

Scena 2. In evidente stato confusionale, durante la festa di diploma della figlia, la Generosa si aggira fra teneri liceali in cerca della sua Preda. Ad un certo punto, obnubilata di passione, crede di riconoscere nel diciannovenne Oliver (fidanzatino della figlia) il Montone che se l'era smaniata la mattina stessa.

Così, senza dargli tempo di replicare, gli salta addosso e se lo ciuccia crudo come un Sautè di cozze.

L'accoppiamento si basa su un classico doppio inganno: da un lato la Generosa è convinta di accoppiarsi con il consorte Montone (e rimarrà in questa sua convinzione durante tutto l'accoppiamento). Dall'altro lato, il diciannovenne - da amatore navigato - è convinto che la nave scuola mascherata che lo sta violentando è la sua vergine fidanzatina Hope.

Ora noi - avvocati pentiti e notoriamente poco svegli - nell'assistere a questo stupro ci siamo chieste basite: ma le diciannovenni californiane, sedicenti vergini, di quale tipo di background teorico o quasi teorico sono esattamente munite per poter essere scambiate - alla loro prima esprienza - con una nave scuola/ninfomane cinquantenne??

Ma soprattutto, esistono appositi master/corsi post universitari in california cui due avvocati pentiti possano iscriversi?

lunedì 11 aprile 2011

Mildred's Farewell

Una volta ho sentito dire che gli amici sono più importanti dei parenti: gli ultimi ci sono imposti, i primi si scelgono. Forse è una banalizzazione, ma chi ha vissuto veramente quel legame unico e speciale che si crea con pochissime persone nell'arco di una vita, che rende importanti anche i silenzi e che và ben oltre il legame di sangue, sa di cosa parlo.

Se penso alle persone speciali in cui sono inciampata nella mia vita, non posso fare a meno di pensare a quanto 'casuale' e fortuito sia stato il primo incontro. E a quanto fossi impreparata anche solo ad immaginare il ruolo fondamentale che avrebbero avuto nella mia vita. Ci si incontra, si scambiano due chiacchiere, si ride, sempre più di cuore e - quando meno te lo aspetti - quella persona è diventata talmente importante che risulta impossibile pensare ad un quotidiano che non sia condiviso.

Non so ancora dire se sia una fortuna o una condanna: ma ho avuto in vita mia amicizie talmente forti, talmente coivolgenti, da far concorrenza alle storie d'amore. La fortuna: il cuore resta sempre al caldo. La condanna: gli addii diventano un tormento.

Settimana scorsa ho dovuto salutare la mia Persona Speciale per antonomasia. Amica, coinquilina, sorella nonostante fossimo nate da madri diverse, compagna di avventure e porto nelle sventure per un intero decennio: Mildred.

Mildred è stata la compagna di banco e di studi.

Mildred era il suo terrore folle per le verifiche e l'incapacità assoluta di copiare un compito scritto senza farsi scoprire anche da un professore con un solo grado buono di vista.

Mildred erano le ore di corso la mattina, senza sonno: arrivando in aula direttamente dalla serata per la Milano da bere della notte precedente.

Mildred era il disappunto per i commenti sull'età e la scarsa altezza (e, per questo, veniva chiamata 'Vecchia Nana').

Mildred era la sua passione per il Negroni e l'Havana Club versato direttamente in gola dai baristi (che regolarmente si complimentavano).

Mildred è il suo terrore per i fantasmi e i conseguenti ed inevitabili scherzi ai piedi del letto, mentre dormiva, con tanto di faccia resa bianchissima dalla farina.

Mildred era il primo piano del suo cane sul comodino mentre tutte le altre avevano la foto del fidanzato.

Mildred erano gli schiaffi al corteggiatore sfruttato come tassista che, dopo l'ennesimo passaggio in piena notte da una parte all'altra della città, aveva tentato un timidissimo e molto educato approccio.

Mildred erano gli schiaffi che tirava all'aria mentre io - ormai più basita che triste - le raccontavo del chiarimento non troppo felice con un ex.

Mildred è stata le attese in ospedale mentre, spalla contro spalla, attraversavamo la Linea d'Ombra.


Mildred era la scarpa tirata dietro alla povera infermiera che voleva aiutarla, mentre io, accanto, avrei voluto sprofondare di vergogna.

Mildred era la sua telefonata disperata per farmi entrare in pronto soccorso fuori orario perchè le era morta una signora accanto. E dopo essere entrata e aver litigato con mezzo policlinico, lei, beata, mi diceva 'perchè hai quella faccia?E' morto qualcuno?ah...quella storia della signora?....era solo per costringerti ad entrare....'.

Mildred è stata la capacità di ridere durante e nonostante la difficoltà. Mildred è stata le lacrime di gioia.

Mildred è stata la figurina che chiudeva reticente la porta di casa su dieci anni di vita comune.

Mildred è la nuova vita che ora l'attende.

Mildred è altre mille cose e questo blog è uno spazio virtuale troppo piccolo per contenerle tutte.

Lo so, questo è un post inusuale. Mi è stato detto tante volte di costruire alti muri e porte invalicabili attorno a quello che ho dentro, ma questa volta la persona che si intravedeva dietro la porta è stata, è e sarà troppo importante per non lasciare, almeno una volta, l'uscio socchiuso.

E poi dovevo restituire un bacio sulla guancia.

lunedì 4 aprile 2011

Parliamone.... (Piccolo Esperimento Sociale)

*** Questo post non contiene alcun racconto asseritamente spiritoso. Parental Advisory: Explicit Lyrics ***

Il sesso vende. E vende tanto.

Avete presente le polemiche filo-femministe (trite e ritrite) contro tutte le pubblicità in cui l'immagine della donna verrebbe svilita/mercificata/umiliata/e così via dicendo sino alla nausea?
Ecco. Quelle pubblicità saranno anche svilenti, ma il prodotto viene venduto. That's economy babes! Che vi piaccia o no...

D'altra parte in quelle stesse pubblicità la donna sarà oggetto....ma l'uomo - dipinto come un baccalà in perenne tempesta ormonale prepuberale - non è che ne esca proprio vincente.

Personalmente non sono mai stata femminista. Anzi, ho sempre silenziosamente tifato per il baccalà. Poverello: la società l'ha sempre storicamente obbligato a essere il 'dominatore'... quando la maggior parte delle volte non si trova di fronte timide pulzelle frementi (molto film erotico anni '70, quest'immagine, eh?) ma mantidi religiose pronte a staccargli la testa dopo averne abusato.

La goffaggine con cui il baccalà si barcamena nella giungla moderna delle dragonesse è epica...e meriterà un post tutto suo (lo medito da tempo e prima o poi lo farò: fare una lista degli approcci più goffi ed improbabili che mi siano capitati). Ma al momento il mio intento è un altro.

Quello che sto per scrivere violerebbe il codice deontologico di qualsiasi avvocato (anche di quelli pentiti), ma dopo accurate ricerche ho scoperto che i blogger non hanno codice deontologico. Quindi, via libera agli sputtanamenti!

Allora, dovete sapere miei cari lettori, che i blog forniscono al loro creatore una piccola mappa di chi inciampa nel loro sito. Quotidianamente/settimanalmente o mensilmente ci dicono quanta gente ha cliccato sul blog e - volendo - anche un piccolo esempio del percorso che hanno fatto per arrivarci: chi si è connesso da facebook, chi tramite link diretto......e poi....e poi ci sono le connessioni che arrivano tramite google. In quel caso, il sito dice al blogger anche le parole chiave che sono state utilizzate per la ricerca. Per esempio, generalmente, le parole chiave per la ricerca di questo blog sono 'avvocato pentito' o 'diario di un avvocato' e via declinando le poche possibilità che rimangono.

Questo fino ad oggi, quando il sito mi ha fatto sapere che un internauta era incappato nel mio blog mettendo su google la seguente frase: "Voglio un avvocato figa".

VOGLIO UN AVVOCATO FIGA?????!!!!!vi rendete conto??????Pensavano forse di trovare una lista di albi professionali di professioniste con foto con tocco, toga aperta su pelle nuda e codice civile in mano (così, giusto come nota di colore)?

A questo punto, lancerei un sondaggio e vi prego di rispondermi (pubblicamente o privatamente) indicando la vostra preferenza. Prometto che manterrò l'anonimato sulle risposte (prometto....).
La domanda è la seguente: cosa si nasconde dietro la bizzarra ricerca su google?

    1.    l'internauta cercava una professionista ma non esperta del ramo legale-processuale;

    2.    l'internauta è originario del milanese cercava con una certa urgenza professionista del ramo legale (Quindi il 'figa' non sarebbe un aggettivo ma un'esclamazione. La ricerca su google         andrebbe letta nel seguente modo: 'voglio un avvocato, figa!'
   
    3.    a ridosso del 6 aprile, l'Avv. Ghedini si è visto revocare il mandato e il suo assistito è alla ricerca di altro legale che lo difenda.

Attendo risposte!

*  Al solo fine di esperimento sociale, dato il precedente, le parole chiave del presente post saranno quantomai improbabili e legate al sesso....in modo da 'beccare' qualche altro simpatico internauta dell'Amore.

giovedì 31 marzo 2011

Preparazione Culturale a 360°

Esterno giorno. Mattino presto. Gradevole mattinata settembrina. Tram - modello storico drammaticamente privo di ammortizzatori - per botta di fortuna colossale mai più ripetuta nel corso della vita quasi completamente vuoto. Occhio vitreo da tipico rimbambimento post-vacanziero.

Velocità di reazione a stimolo nernovoso importante (e.g. calcio negli stinchi) = 45 secondi abbondanti.

Mentre assecondo il sussultare delle ruote di ferro sui binari, focalizzandomi su pensieri chiave per lo sviluppo dell'intera umanità ('che mangio stasera?mi sa che stanno crescendo le piante in frigo...'), odo voce cacofonica provenire dal fondo del mezzo: "BuonCCCiorno!!Kome Stare?".

Mi giro con lentezza consona ai tempi di reazione di cui sopra, verso la cacofonia, e mi si para dinanzi la faccia con gli occhi a palla di Alex, avvocato crucco in forza da sei mesi presso Studio Grandicello che, lungi dall'esser pentito, è anzi soprannominato "serial killer" dai suoi compagni di stanza. Alex, infatti, arriva la mattina senza rivolgere la parola a nessuno con una valigetta nera che poggia, chiusa, accanto alla sua postazione. Si siede e passa la successiva mezz'ora ad allineare perfettamente fogli e penne sulla scrivania. Poi comincia a zampettare sulla tastiera incessantemente sino a sera quando, metodico, ri-allinea per mezz'ora perfettamente fogli e penne, prende una valigetta nera ancora chiusa, e lascia l'ufficio senza rivolgere la parola a nessuno.

E' evidente che nella valigetta nera nasconde un fucile a pompa che probabilmente monterà nei bagni di Studio Grandicello e utilizzerà per compiere qualche folle strage di avvocati.

Naturalmente, per la legge di murphy, a cadere saranno solo praticanti e associati junior.

Ma torniamo al tram. Alex mi guarda bieco attendendo una risposta. "Ehm...Ciao....bene....."

Alex: "Tove sTata Tu VaKanza?" (quando parla Alex dovete immaginare un fortissimo accento tedesco, simile al cracchiare di una cornacchia crucca Kraaa Kraaaa)

Io (oddio, il Kgb cerca informazioni) "ehm.....alle baleari...."

Alex (con cipiglio militaresco, quasi m'avesse colto in fallo): "Ah-ahhhhh Tu FFatto BBBagni!!"

Io "(..........) s-si", poi cercando di imbastire una conversazione (quasi) naturale "e...e tu?che hai fatto?"

Alex: "VVenuti mmmiei CCenitoRi da AmeriKa a Milano. Fatto loro sKalo e RRipartiti Kon me per viaggio su MonteNero".

Io - visualizzando mentalmente il globo terrestre, mi lancio in pericolosi calcoli quantistici: I genitori sono venuti dall'america e hanno fatto scalo a milano per riposarsi. Bene, fin qui ci siamo. Poi sono ripartiti assieme per quest'altro lungo viaggio. Si ma quanto lungo?Almeno quanto quello dall'America all'Italia, no?altrimenti per quale ragione fare scalo a milano?Quindi - da queste delicate considerazioni - si deduce incontrovertibilmente che questo monte nero è sull'Himalaya. Matematico. Non ci si può sbagliare.

Quindi, rivolgendomi a lui, con gomitatina ammiccante :"ehhh, che viaggione, chissà quante passeggiatone su per la montagna!!Ma hai anche scalato?".

Alex mi guarda con un misto di pietà e schifo: "MonteNero è su mmmare, viCino Sebia, in penisola BalKanica".

Io: "Ah......ma si passeggia anche a mare......no?....lo iodio fa così bene....."

Da allora ho accuratamente evitato di bazzicare il piano dove c'era l'ufficio di Alex ..... nella malaugurata ipotesi avesse in particolare antipatia le persone non proprio fortissime in geografia ..... il giorno in cui avesse deciso di aprire la sua valigetta nera.

lunedì 7 marzo 2011

Quando la realtà supera l'immaginazione

Uno si mette in testa di evadere dal proprio lavoro dedicandosi ad un blog.

Di prendere così bonariamente in giro la vita di uno studio legale Grandicello che - all'esterno - appare seria ed impeccabile.

Il materiale, come avrete capito, è abbondante e cospicuo.

Il neo-blogger, però, deve fare i conti con una concorrenza spietata. La concorrenza peggiore: quella che viene dalla comicità involontaria. E sì, perchè le comunicazioni 'ufficiali' che corrono all'interno di Studio Grandicello, sono fe-no-me-nali.

Ma veniamo ai fatti. Come i più affezionati fra i miei 20 lettori sapranno (concedetemi un po' di modestia manzoniana....è una vita che sogno di usarla), in Studio Grandicello dobbiamo combattere quotidianamente con piccoli/grandi intoppi teconologici. I maggiori fra questi nascono da computer portatili del '15/'18 e dalle stampanti: i cui toner si esauriscono a tempo record e riescono ad essere rimpiazzati solo dopo mesi e mesi di trepida attesa. Il toner della stampante del mio piano - come ho già avuto modo di dirvi - si esaurì nel Natale 2010 ed è stato rimpiazzato venerdì scorso.
Per salutare la sostituzione abbiamo indetto 5 giorni di festeggiamenti con giochi circensi: acrobati, saltimbanchi e nani ballerini (attualmente mentre scrivo ho ancora Paco, il nano ballerino, che balla la macarena sulla scrivania).

Saputo della notizia, abbiamo cominciato a riscaldare le dita per poter spingere più velocemente degli altri il tasto 'print' e recuperare almeno in parte l'incredibile quantità di stampa pregressa (e repressa) accumulata in questi mesi.

La mole è notevole: si teme per la deforestazione di buona parte dell'Amazzonia. Si dice che Sting abbia organizzato un concerto di protesta sul piazzale antistante Studio Grandicello. Per attirare debita attenzione ha fatto le cose in grande: ha assoldato acrobati, saltimbanchi e nani ballerini (gli stessi assoldati da noi qualche giorno fa.....quando è crisi è crisi per tutti, anche per le rockstar impegnate). Così quel nano di facili costumi di Paco è passato con nonchalance dalla macarena a Message in the Bottle nel giro di 10 minuti.

Ma lasciamo ancheggiare Paco al ritmo dei Police e torniamo a noi. L'euforia per il riacquistato potere di stampa, dicevo, era alle stelle. Ci siamo sentiti per pochi giorni uniti nel segno di Bill Gates. Tornati alla società civile. Re-inseriti nel XXI secolo. Figli della comunità tecnologica e anche Figli delle stelle e di Alan Sorrenti.

Ci vuole così poco a rendere felici un pugno di avvocati pentiti.

Fino a quest'oggi a pranzo, quando Lui è riuscito a stupirci ancora una volta. Da qui in poi il blogger retrocede per lasciare la parola all'unico vero re della satira contemporanea. Leader indiscusso nelle sorti e nella vita di Studio Grandicello. Deus ex machina delle vite di noi avvocati pentiti e, da oggi, anche delle vite di Sting e Paco. Inchinatevi alle parole dell' "Oracolo".

  •  Dalla Seconda Lettera di Quadro Antico ai Collaboratori di Studio Grandicello:

"Cari,
abbiamo purtroppo 3 stampanti fuori uso. I tecnici sono stati già avvisati e verranno nel pomeriggio, ma poichè è difficile stimare esattamente i tempi per la riparazione, Vi invitiamo a considerare di servirVi di tipografie esterne nel caso in cui vi fossero delle scadenze estremamente urgenti.
Grazie.
"

Signore e Signori, a completamento dell'odierno spettacolo di cabaret, Paco si esibirà in un balletto dedicato alla vita e le opere di Raffaella Carrà!!

(musica in sottofondo: Aah-ah ah-ah a far l'amore comuncia tu - Aah -ah Aah - ah a far l'amore comincia tu)

mercoledì 2 marzo 2011

Noi, schiavi della telefonia fissa.

Interno  Studio Grandicello.

Sottofondo di zampettii sulla tastiera.

Persona Y qualsiasi: "guarda, te lo dico, questo qui di banking mi sta rovinando l'anima"

NoBrain (continuando a zampettare e fingendo interesse) "Si?"

Persona Y qualsiasi: "ma si, non ti dico, ieri mi ha tenuto al telefono su quel prospetto per almeno un'ora, capisci UN'ORA!!!e io che dovevo correre a casa a cucinare la vellutata di zucchine!!ma lo capisci??"

NoBrain: "eh...proprio un rompiscatole"

Persona Y Qualsiasi: "ora lo devo chiamare, guarda ho una fifa che mi riattacchi qualche pippone di un'ora....vabbè, su coraggio" (composizione di numero di telefono sulla tastiera)

Suono a vuoto di telefono (tuuu tuuuu)

Persona Y Qualsiasi "sicuramente starà attaccando il pippone a chissà chi altro che non risponde..."

Suono a vuoto del telefono (tuuu). Attacca la segreteria telefonica: "risponde il numero 02.90......"

Persona Y Qualsiasi: "manco sta al suo posto sto pesantone" Segreteria telefonica "....lasciare il messaggio dopo il segnale acustico"

Persona Y Qualsiasi (con voce improvvisamente addolcita) "carissimo, ti cercavo per sapere se avessi ancora qualche perplessità in merito ai tuoi rilievi di ieri, quando vuoi chiamami pure, sono a disposizione!".

Persona Y Qualsiasi chiude il telefono dal viva voce e continua "ma guarda di una pesantezza questo qui, ma proprio assurda!!secondo me è pure scemo....come puoi non capire dopo un'ora??dico io come puoi??vuol dire che proprio non ci arrivi!!no??" poi con enfasi sempre crescente "e poi l'hai mai visto di persona tu??guarda un cesso mega-ga-lat-ti-co!!!una cosa imbarazzante: se lo vedesse Dario Argento si spaventerebbe!!Se pensi che quando si è present...."

Voce meccanica dal telefono "spazio registrazione messaggio esaurito tuuuuuuuuuuu"

"................"

Persona Y Qualsiasi "v-v-vuoi d-dire c-c-che ho registrato tutto sulla segreteria????"

NoBrain "eh..."

Persona Y Qualsiasi "anche che è deficiente"

NoBrain "mmhh forse la parte di Dario Argento non l'ha presa"

Persona Y Qualsiasi "e se pagassi qualcuno per entrare nella sua stanza e cancellargli tutti i messaggi in segreteria??"

NoBrain "mi sa che prima o poi dobbiamo imparare ad usarli questi telefoni...."

Noi, amanti delle tecnologie moderne

Come ho già avuto modo di accennare, da bambina volevo fare l'astronauta.

Invece sono finita in uno studio legale. Peraltro, in uno studio legale nemico della tecnologia moderna (nella misura in cui, la tecnologia moderna - in quanto eccessivamente costosa - viene ritenuta inutile fronzolo di cui si possa fare tranquillamente a meno. Questi inutili fronzoli includono collegamenti wi-fi degni di questo nome, connessioni internet decenti e i gli ormai famosi e rarissimi toner per stampanti).

MA. C'è un MA. C'è qualcosa in Studio Grandicello che non fa assolutamente rimpiangere la plancia di un qualsiasi futuristico razzo iper-tecnologico.

I telefoni.

Questi rari gioielli della tecnologia rappresentano l'ultimo acquisto della c.d. "Era dell'Opulenza" ossia, di quella favolosa Era di cui ancora si favoleggia - antecedente all'avvento di Quadro Antico - in cui le decisioni venivano prese dal suo potente predecessore: Ken/Managing Partner, che in comune con il fidanzato di quella bambola di (gran) facili costumi di Barbie aveva meches bionde e quell'inconfondibile quanto sano e naturale colorito marron glace.

Ken amministrava Studio Grandicello in linea con gli standard di uno studio legale (anzichè con quelli di un'amministrazione pubblica in cui sarebbe sprofondato poco dopo): c'erano matite e penne in abbondanza che potevano essere prelevate senza domande in carta bollata, i collaboratori che segnalavano un problema serio al computer potevano addirittura sperare di vedersi sostituire il pc, si poteva chiedere di comprare una spillatrice a spese dello studio senza barattare la cessione di un rene al mercato clandestino.

Tempi d'oro.

I telefoni, dicevamo, arrivarono a completamento di quest'epoca d'oro. Ci furono portati un giorno qualsiasi in cui ci furono sostituiti quelli più modesti che sino ad allora avevamo utilizzato. Avevano una tastiera piena di misteriosi pulsanti e un bello schermo al led.

Ci furono consegnati assieme ad un manuale di istruzioni più voluminoso di un codice civile commentato. Senza che ci fosse fatto alcun 'corso pratico' su come utilizzare il nuovo strumento.
E qui si fece il primo, imperdonabile errore: pensare che avvocati, esperti in legge o sedicenti tali riuscissero a capire di tecnologia (quasi) come riescono capire di anatocismo.

L'iniziale utilizzo dei telefoni determinò il consumarsi di tanti, piccoli drammi.

Innanzi tutto la funzione "conference call" apparì subito particolarmente attraente: avete idea di quanto sia più facile organizzare la serata in tre o più persone parlando con tutte le persone per telefono, mentre ciascuna di loro è comodamente fissa alla propria postazione?direte voi: potreste comunque alzare il vostro sedere per 5 minuti, vedervi per un caffè e chiacchierare dell'aperitivo serale. Invece no: il sedere degli avvocati (pentiti e non) pesa infinitamente. Quindi la funzione conference call, rappresentò immediatamente una svolta.

Purtroppo le conference call non è che andassero sempre a buon fine. Capitava, per esempio, di essere al telefono con la collega per parlare dei grandi problemi dell'universo (almeno, il proprio universo): l'uscita del sabato successivo, quando prendere appuntamento per la ceretta, quale estetista avesse l'inclinazione di strappo migliore, ecc... quando, all'improvviso, la collega aveva l' "illuminazione": "Aspetta!!Sandra ha trovato un'estetista for-mi-da-bi-le!!rimani in linea che la metto in call!".

Buio. Fine della conversazione con voce amica.

Nella cornetta, piacevole musichetta di attesa.

Click di ripresa conversazione.

"allora?sta cera all'inguine dove cavolo me la prenoto??"

(dall'atra parte, voce molto nemica e con chiaro accento germanico) "Karima Hitler von Foierbach speaking"

"....."

Ho idea che una cera all'inguine fatta da una tedesca avvocato e così incavolata sia molto poco delicata.

Aia.